Michele Uva, vicepresidente UEFA: Finire coppe e campionati è la nostra priorità

Michele Uva, vicepresidente UEFA: Ritengo realistico che a luglio qualche partita si dovrà giocare, di campionato, di coppa o di entrambi

Michele Uva, vicepresidente UEFA, dice la sua sull’emergenza Coronavirus e sulle competizioni in corso a repubblica.it:

«C’è un tavolo di lavoro aperto fra noi, club e leghe che discute di calendari. L’obiettivo è chiudere tutto, ovviamente, anche se si dovesse ricominciare a giocare a maggio. Ma davvero non ci sono precedenze, si tratta di armonizzare le attività. In Italia, dove lo stop è arrivato prima, si dovranno giocare più partite che altrove e non sarà semplice. Ma ci stiamo lavorando».

SULLA CHIUSURA ENTRO IL 30 GIUGNO

«Non per noi. È importante per i club: in quella data scadono i contratti dei giocatori. E ci sono migliaia di svincolati in Europa che hanno già firmato accordi per cominciare a giocare in nuovi club dal 1° luglio. Dovranno vedersela società e giocatori, anche con la Fifa. Una soluzione andrà trovata. Ritengo realistico che a luglio qualche partita si dovrà giocare, di campionato, di coppa o di entrambi».

FINAL FOUR PER LE COPPE EUROPEE?

«Non lo escludiamo, dipende dalle date che avremo a disposizione e dagli scenari che si verranno a creare. Abbiamo ufficialmente rinviato le finali di Champions ed Europa League, inizialmente previste per maggio. L’importante è arrivare ad assegnare i trofei, sulla formula la discussione è aperta».

SUL FINANCIAL FAIR PLAY

«Voglio essere chiaro: i vincoli restano. Ricordo comunque che per l’accesso alle competizioni europee del prossimo anno, valgono i conti della stagione 18/19 più il primo semestre del 19/20».

«Non escludiamo, per questo primo semestre, di prevedere lo slittamento di alcuni termini. E lo studio di modifiche transitorie. Già  abbiamo spostato da marzo ad aprile il limite per il pagamento dei debiti scaduti. Per il resto terremo conto di tutto ciò che sta succedendo, ma mai come adesso sono necessari controlli sul rigore dei conti. Annullare proprio adesso il Ffp significherebbe condannare il sistema al disastro finanziario. Sarebbe una follia».

In questo senso anche il presidente del Cska, Andrey Vatutin, ha chiesto una rivisitazione dei parametri.

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