Messina e Rodriguez: In Europa pressione più alta sulla singola gara, in Nba c’è tempo di recupero

Messina e Rodriguez: In Europa pressione più alta sulla singola gara, in Nba c’è tempo di recupero

Ettore Messina e Sergio Rodriguez di AX Armani Exchange Milano, a Madrid la scorsa settimana per la sfida con il Real Madrid, hanno rilasciato una lunghissima intervista doppia a Elpaìs

Ettore Messina e Sergio Rodriguez di AX Armani Exchange Milano, a Madrid la scorsa settimana per la sfida con il Real Madrid, hanno rilasciato una lunghissima intervista doppia a Elpaìs, a firma di Faustino Saez.

Come è stato rivedervi dopo anni?

Ettore Messina: «Quando si invecchia forse non si migliora ma, senza dubbio, si affrontano le situazioni con maggiore tranquillità. Sergio è un giocatore che trasmette entusiasmo a club e tifosi- ha fiducia nel suo talento, nella sua capacità di controllare la squadra e i tempi di gioco».

Sergio Rodriguez: «Dopo le nostre esperienze con Cska e Spurs avevamo bisogno di qualcosa di speciale. Olimpia è eccitante, perchè è un club storico che vuole tornare a vincere ed essere realtà di primo piano. Ettore è più o meno sempre lo stesso, un coach che ha fatto la storia del basket europeo e che a questo ha sommato l’esperienza Nba. Ritrovandosi, ovviamente, in un’EuroLeague totalmente diversa rispetto al passato».

Com’è cambiata l’EuroLeague in questi anni?

Messina: «Moltissimo. Abbiamo una competizione durissima con un calendario durissimo. Spero che le varie organizzazioni trovino un accordo che risolva tutte le distanze politiche. Assurdo che club che investono milioni non possano avere una pre-season seria e reale da 15-20 giorni di lavoro. Se non troviamo una soluzione i giocatori avranno sempre più infortuni. L’unico modo per difenderli è creare squadre da 15 giocatori con differenza minima tra il giocatore “8” e il giocatore “13”, e per farlo non servono altro che importanti budget».

Chacho: «In Nba ci sono molte partite, ma in un periodo più limitato che permette quindi un maggiore lavoro individuale e di recupero».

Come ci si difende da un simile calendario?

Messina: «I club investono sempre di più in fisioterapisti e esperti nel recupero. Non puoi sommare fatica ad altra fatica. Devi allenare la testa più del corpo rispetto a qualche anno fa. L’allenatore è ormai un coordinatore di esperti in più aree mediche e sportive. E’ interessante».

Chacho: «Con il tempo inizio a conoscere il tuo corpo, a capire quando puoi forzare e quando devi sostenere un allenamento differente. In tal senso siamo fortunati, Ettore capisce questa problematica e i metodi per gestirla. Le grandi squadre vincono perchè sanno come interpretare i vari momenti di un giocatore».

Come si evolverà il basket?

Chacho: «Ovvio che sia sempre più fisico, ma la scintilla è sempre il talento, l’essenza non cambia. L’NBA si è strutturata su superstar e rookie da lanciare in fretta. Un mondo a consumo rapido, con qualità e quantità».

Messina: «EuroLeague ed Nba sono due mondi diversi. Di là è più facile avere campioni e finalisti diversi, qui per ragioni di bilancio sono quasi sempre le stesse cinque o sei ad arrivare in fondo. Un allenatore europeo in Nba? Un muro difficile da abbattere, ma che prima o poi crollerà. Tuttavia ritengo che il primo traguardo sarà una donna alla guida di una franchigia Nba: mi pare che al momento il mondo Nba sia più interessato a questo».

QUI L’INTERVISTA INTEGRALE

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