Matteo Malaventura: Attendo il tampone per me e la mia famiglia. Mi è tornata la febbre

Matteo Malaventura: Attendo il tampone per me e la mia famiglia. Mi è tornata la febbre

Matteo Malaventura, dal suo isolamento di Pesaro, racconta la sua battaglia con il Coronavirus: Credevo fosse una semplice influenza, grande è la paura

Matteo Malaventura, dal suo isolamento di Pesaro, racconta la sua battaglia con il Coronavirus: «Ancora non sto riuscendo a recuperare totalmente».

«Io mi sono ammalato il 7 marzo, con questa febbre alta che non andava via. Ho seguito le procedure, dopo l’antibiotico ho sempre avuto 39 di febbre, ma senza una crisi respiratoria in ospedale non potevi andare».

«Dopo 8 giorni ho questa crisi respiratoria e vado in ospedale. Ho visto una situazione surreale, mi mettono l’ossigeno per due giorni, e a quel punto mi sono reso conto di essere fuori pericolo, la paura è stata tanta».

«Mi sono aggrappato al fatto di essere giovane. Anche io credevo fosse solo un’influenza, poi quando mi è stata diagnostica una polmonite bilaterale mi sono reso conto che era una cosa grave»

«Ho un figlio di 14 anni e una figlia di 11. Ho avuto paura».

«Son uscito di casa il 19, e mi hanno detto di restare in isolamento per 14 giorni. Solo a quel punto mi avrebbero fatto un tampone. Ho fatto richiesta giovedì, ma ancora non mi è stato fatto. Qualche giorno fa mi è tornata la febbre, e i medici mi hanno detto che potrebbe essere ancora il virus in circolo

«Ora nelle Marche si può fare solo alle persone guarite e ai loro famigliari. Mi è arrivata la richiesta per mia figlia di 11 anni. Perchè non farlo a tutta la famiglia? Mi è stato detto che devono rispettare le procedure».

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