L’Olimpia verso Cagliari con voglia di difendere e di passarsi la palla

L’Olimpia verso Cagliari con voglia di difendere e di passarsi la palla

Il torneo di Cagliari del prossimo fine settimana sancirà la fine della prima parte della preseason dell’Olimpia

Il torneo di Cagliari del prossimo fine settimana sancirà la fine della prima parte della preseason dell’Olimpia, che peraltro è stata nettamente più lunga di quanto lo sarà la seconda e conclusiva. A Cagliari, la squadra giocherà con lo stesso roster dei primi due tornei prestagionali ovvero con sei assenze che includono i quattro giocatori coinvolti nella Coppa del Mondo e il supporto di quattro rinforzi ovvero due veterani come Deividas Dulkys e Xavi Rey, ambedue due validi tra l’altro (il lituano è sempre partito in quintetto), e due giovanissimi come Alexandar Shashkov e Francesco Gravaghi. Al rientro da Cagliari, l’Olimpia ritroverà i nazionali e potrà giocare le ultime tre gare di esibizione con un organico più vicino a quello reale. Amedeo Della Valle e Michael Roll andranno a puntellare il settore degli esterni, Jeff Brooks diventerà una soluzione alternativa per Aaron White e Chris Burns da 4, infine Paul Biligha darà alla squadra la possibilità di giocare con un centro con caratteristiche differenti rispetto a Kaleb Tarczewski. Ma questo succederà dopo Cagliari.
L’Olimpia ha vinto tutte le prime cinque gare di questa preseason, ma i dati positivi sono altri. Come ha sottolineato il coach Ettore Messina, dopo la partita di Pistoia, è promettente che i singoli si cerchino e la palla circoli in attacco (lo testimoniano gli assist che non sono stati solo prerogativa degli specialisti Shelvin Mack e Sergio Rodriguez, 8.0 in coppia di media: a Pistoia ne hanno contati tre anche Burns e Moraschini; Tarczewski contro l’Efes ne ha dati via due rinunciando a tiri in traffico per servire White – comodo lay-up – e poi mettere in ritmo nell’angolo Vlado Micov). Ed è promettente che ci sia predisposizione a difendere e aiutarsi nella propria metà campo. I punteggi bassi degli avversari sono stati aiutati dal periodo della stagione e dalle assenze, ma la voglia di rientrare, allungare la difesa, sporcare le linee di passaggio e di aiutarsi reciprocamente è ciò che adesso davvero conta.
Nella cinque giorni toscana, l’Olimpia ha anche superato le insidie di giocare contro assetti diversi. L’Olympiacos aveva una squadra senza centri di ruolo, ma ha obbligato Milano a fronteggiare un centro atipico che tira benissimo da fuori come Augustine Rubit; Pistoia aveva tutti lunghi bravi ad aprirsi e tirare ed è stata molto aggressiva in difesa; al contrario l’Efes ha utilizzato anche due centri veri, Tibor Pleiss e Bryant Dunston insieme, proponendo anche una zona 2-3 di dimensioni impressionanti con Kruno Simon da 2 e Alec Peters da 3. Tutte situazioni specifiche in generale superate brillantemente. Nel fine settimana ulteriori test a Cagliari, il primo contro la Dinamo Sassari.

Fonte: Olimpia Milano.

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