Le tante ombre del duo Johnson-Pelinka

Le tante ombre del duo Johnson-Pelinka

ESPN rivela le disfunzioni della storica franchigia gialloviola nelle ultime due stagioni.

Un recente articolo di ESPN ha ripercorso la gestione dei Los Angeles Lakers da parte di Magic Johnson e Rob Pelinka.

Il quadro che ne viene fuori non è di certo edificante, di seguito riportiamo alcuni dei punti salienti:

-Magic Johnson viene descritto come un capo che tende ad intimidire i suoi sottoposti. Addirittura portò con sé ben mille curriculum il giorno del suo insediamento, e disse chiaramente che non avrebbe accettato nessun tipo di errore: “Se mettevi in dubbio una sua opinione la sua risposta era sempre in tono minaccioso. Era il suo modo di dimostrare autorità” le parole di un membro del Front office che ha lavorato con lui. Inoltre una persona dello staff venne rimproverata aspramente dopo un semplice errore. Magic le disse chiaramente che al prossimo passo falso sarebbe stata licenziata. Questo la portò prima ad assumere farmaci contro l’ansia e poi ad avere dei veri e propri attacchi di panico. Alla fine decise di lasciare la franchigia con cui lavorava da oltre 20 anni.

I fan lo amano e vedono il suo gran sorriso,ma in realtà non è così, è uno che usa la paura per intimidire le persone

-Un altro virgolettato piuttosto eloquente: “Ogni giorno vai a lavorare con quella orribile sensazione di ansia. Non so dire quanti attacchi di panico ho avuto nell’ultimo anno a causa della m…a che succedeva lì dentro

– Secondo diverse fonti sia esterne che interne ai giallo viola, i Lakers erano disfunzionali dentro e fuori dal campo. il duo Johnson-Pelinka prendeva tutte le decisioni più importanti senza consultare nessuno nello staff.

-Molti dipendenti del team non erano d’accordo nel permettere a Kentavious Caldwell-Pope di giocare e di partecipare agli allenamenti durante i 25 giorni in cui era detenuto nella stagione 2017/18. Per loro era uno dei tanti ‘favori’(se ne parla nell’articolo) fatti a Rich Paul, agente di LeBron James.

Sempre sul discusso agente,le parole di una fonte descrivono bene la situazione: “I coach sapevano che Paul stava cercando di farli licenziare,e i giocatori sapevano che stava cercando di farli scambiare….“.

-Dopo l’arrivo del prescelto,ci furono le discusse  firme di Stephenson,Rondo e McGee. A quanto pare non fu consultato praticamente nessuno nel Front Office e nel coaching staff….

La nostra reazione fu uguale a quello di tutto il mondo del basket, tipo ‘cosa c…o stiamo facendo? Non solo non stiamo prendendo dei tiratori, stiamo anche firmando tutte le teste calde disponibili sul mercato

 

-Nel Draft dello scorso anno c’erano due ‘war room’,una con il duo Johnson-Pelinka e l’altra con il resto dello staff. Al momento della loro scelta erano tutti sicuri che sarebbe stato selezionato Omari Spellman,in quanto era il miglior giocatore rimasto sul loro Big Board. Invece fu scelto Moritz Wagner…

 

Fonte: Espn.

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