LBA Serie A Power Rankings | Dalla quinta alla prima posizione

LBA Serie A Power Rankings | Dalla quinta alla prima posizione

Le squadre in lotta per lo scudetto secondo il rankings di Sportando

5 – DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Buscaglia o non Buscaglia, Salvatore Trainotti ha confermato ancora di più le sue qualità in un’estate a dir poco «offensiva», sviluppando quelle che sono le qualità di partenza del «sistema Aquila». La «durezza» resta, con Aaron Craft e Toto Forray in regia, Fabio Mian in ala piccola, e soprattutto l’ala interna Rashard Kelly (11 punti e 8 rimbalzi di media in VTB, grande lavoratore) al fianco dell’ex Trieste Justin Knox nel pitturato.

Presenza e atletismo, cui si aggiungono due indiscussi talenti offensivi. La combo James Blackmon, che dovrebbe svestire i panni del «play individualista» per palesarsi come guardia realizzativa, pur in un presente contesto di squadra, e l’ala George King, abile nell’attaccare il ferro come dall’arco (15.6 punti di media in G League, 12.3 nell’ultima Summer League con Utah). Il tutto in attesa di Dada Pascolo. Al timone, la vera scommessa, Nicola Brienza: a Cantù tutto era dovuto, visto lo scenario, ora si deve correre, in Italia come in Europa. L’ombra del passato è di quelle non poco ingombranti.

 

 

4 – BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Una Fiba Europe Cup, una esaltante corsa alla finale scudetto, la fresca conquista della Supercoppa. La freccia della Dinamo Sassari pare indicare la crescita, e patron Stefano Sardara non è rimasto a guardare. Nasce così, per le mani di Gianmarco Pozzecco, una squadra di elementi affidabili pur nelle inevitabili perdite estive, pesantissime nei nomi di Cooley, Thomas e Polonara.

Lodevole la volontà di puntare su Marco Spissu in regia, corretto affiancargli un elemento rodato come Curtis Jerrells, che d’altronde da titolare fu play dell’anno in EuroCup ai tempi di Gerusalemme. Stefano Gentile è alternativa di livello, Michele Vitali un potenziale «italiano dell’anno», con presenza offensiva e soprattutto elevata tenuta difensiva. Esterni, per un disegno di squadra prettamente interno, con atleti come Dwayne Evans (9+6 in EuroCup, capace di difendere su tre ruoli), il confermato Dyshawn Pierre e Jamel McLean, credibile upgrade rispetto allo stesso Polonara. Quindi il centro, Miro Bilan: un’enciclopedia di movimenti e letture per i compagni.

 

 

3 – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

E’arrivato l’anno del salto di qualità nazionale, e inevitabilmente molto, se non tutto, passerà dal grande colpo dell’estate: Milos Teodosic. Quando tornerà a pieno servizio? Per quanto tempo potrà essere a pieno servizio? Domande lecite, per una società che ha comunque saputo costruire il «contesto» partendo da un coach esperto come Sasha Djordjevic.

In attesa di Milos Stefan Markovic e Frank Gaines garantiscono esperienza e qualità per poi diventare sostegni anche difensivi al fianco del «principe» serbo (saprà l’ex bomber di Cantù diventare pericoloso non solo palla in mano?). Di grande qualità il restante trio USA, su ambo i lati del campo. Kyle Weems e Vince Hunter hanno verticalità e abilità nel recupero (l’ex Tofas somma 13 punti di media nell’ultima EuroCup, il lungo 18 in BCL con 6 rimbalzi), Julian Gamble mobilità, post basso e intimidazione (2.6 stoppate di media in Cina, 1.2 con Nanterre in BCL). Da valutare la crescita di Giampaolo Ricci in ala grande e tutto il pacchetto italiano ad uno step di classifica superiore.

 

 

2 – UMANA REYER VENEZIA

Due scudetti non si vincono per caso: la forza dell’Umana Reyer Venezia si chiama continuità. Walter De Raffaele si ritrova tra le mani un roster con 8 uomini da almeno due stagioni piene alle spalle in Laguna. E tremendamente lungo. Qualche dubbio in regia dopo la perdita di Haynes: Julyan Stone è chiamato al salto di qualità definitivo, Ariel Filloy al colpo di reni dopo un ultimo anno e mezzo di appannamento ad Avellino.

Sugli esterni, il talento dall’arco di Michael Bramos e la fisicità di Stefano Tonut, capace di abbinarsi anche al primo colpo di mercato, Jeremy Chappell: un giocatore saggio, leader, e capace di colpire quando conta. In ala grande spazio alle qualità infinite, ma altalenanti, di Austin Daye, con al fianco la prepotenza di Ike Udanoh (saprà reggere fisicamente il doppio impegno?). Quindi i centri, affidabili come nessuno in Italia (Milano a parte): Mitchell Watt e Gasper Vidmar. Di quantità anche i nomi dalla panchina Andrea De Nicolao e Bruno Cerella. Una squadra da EuroCup.

 

 

1 – AX ARMANI EXCHANGE MILANO

Il quinto progetto in nove anni dell’Olimpia Milano parte da basi ben diverse dopo il terribile fallimento dell’ultima stagione. Ettore Messina plenipotenziario dopo l’addio ad Armani Spa di Livio Proli, Christos Stavropoulos al sua fianco dopo la lunga esperienza all’Olympiacos. Basket, solo basket, con caratteristiche ben diverse in campo. Shelvin Mack, Vladimir Micov, Michael Roll, Sergio Rodriguez, Kaleb Tarczewski, Aaron White, Jeff Brooks: giocatori di EuroLeague con pochi (forse nessuno) pari in LBA per una nuova missione soprattutto difensiva.

A questo livello, meglio concentrarsi sui possibili punti di debolezza. In primo luogo il recupero effettivo di Arturas Gudaitis e Nemanja Nedovic. Quindi il coinvolgimento degli italiani in campionato, onde evitarne una progressiva depressione da «sventolamento di asciugami». Quindi l’EuroLeague stessa: fonte di sfiducia in caso di risultati negativi (è successo a Repesa come a Pianigiani), ed entità propiziatoria di infortuni. Tuttavia, si sa: negli anni pari, contro Milano, non ce n’è per nessuno.

 

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