LBA Serie A, il Punto di Sportando | Walter De Raffaele, la Next Gen e Milos Teodosic

LBA Serie A, il Punto di Sportando | Walter De Raffaele, la Next Gen e Milos Teodosic

Ripartita stabilmente la stagione di LBA Serie A 2019-2020, torna anche il Punto di Sportando. Tre temi la settimana, da analizzare rapidamente, tre temi d’attualità e discussione

Ripartita stabilmente la stagione di LBA Serie A 2019-2020, torna anche il Punto di Sportando. Tre temi la settimana, da analizzare rapidamente, tre temi d’attualità e discussione.

Next Gen

Dopo il successo della Dolomiti Energia Trento della passata stagione, dovrebbe essere oggi il giorno giusto per gettare le basi della Lba Next Gen della stagione 2019-2020.

Questo primo abbozzo di rilancio del settore giovanile nazionale verrà discusso credibilmente nel tavolo tecnico odierno LBA (presenti anche FIP e LNP?). L’evento dovrebbe tenersi interamente, o in gran parte, in Fiera a Bologna. Le finali saranno dunque slegate dalle Final Eigh di Coppa Italia in programma a Pesaro?

Milos Teodosic

Inutile ritornare sui numeri, di ieri sera. Restiamo su quel che abbiamo visto, ieri sera. Un PalaDozza strapieno. Due belle squadre in campo. La bellezza di un giocatore di un livello “altro”, qualunque competizione lo veda in campo.

Perchè Milos Teodosic è questo, “bellezza”, così come Sergio Rodriguez, la carica della Dinamo Sassari, il PalaLeonessa di Brescia, l’entusiasmo ritrovato del PalaVerde e della Fortitudo, le ultime clamorose uscite di Varese, la Virtus Roma che torna a sorridere, l’Happy Casa Brindisi che con grinta lavora al nuovo palazzetto senza voler attendere le “sabbie mobili” della burocrazia. Sabbie mobili che, come tali, inghiottiscono sino a cancellare la memoria.

Il basket italiano non è “in salute”, ma ha un’anima immortale che lo rende unico. Una cosa ben chiara al presidente FIP Gianni Petrucci, e che deve diventarlo anche per la Legabasket. «Manca il senso del bene comune» sottolineava Ettore Messina, e ha ragione. Che si riparta dai dirigenti, quelli veri, che ci sono, per un percorso unico. E si sfrutti anche la conoscenza di quelli nuovi, come Christos Stavropoulos.

Walter De Raffaele

Lo diciamo dopo una sconfitta. Ha vinto due scudetti e una Fiba Europe Cup, ha lavorato in Nazionale con Carlo Recalcati, da anni è ai vertici del nostro basket e lavora ad uno dei veri, pochi progetti del nostro basket. Gestisce i suoi roster “alla spagnola”, concedendo minutaggi non eccessivi a tutti gli uomini a disposizione, e con questo vince e mantiene in rosa otto uomini con almeno due anni di militanza ai suoi ordini alle spalle.

Ha saputo navigare con il vento in poppa e con il tornado in fronte, ha superato momenti negativi, recuperato serie già perdute, rilanciato sè stesso quando per tanti il ciclo in Laguna era finito. Eppure, in Italia, qualsiasi allenatore ha avuto il suo momento di celebrità e giusto riconoscimento. Non lui. Non Walter De Raffaele. Non il miglior coach italiano degli ultimi anni, numeri alla mano, e non solo. Perché?

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