LBA Serie A, il Punto di Sportando | Vincenzo Esposito ha il diritto di parlare sul tema italiani

LBA Serie A, il Punto di Sportando | Vincenzo Esposito ha il diritto di parlare sul tema italiani

Torna il Punto di Sportando dopo la diciannovesima giornata di LBA Serie A. Torniamo sulla polemica Esposito-Petrucci, e parliamo anche di protezionismo (giusto)

Torna il Punto di Sportando dopo la diciannovesima giornata di LBA Serie A.

Vincenzo Esposito

Vittoria contro Milano per il condottiero della Germani Brescia, peraltro “punzecchiato” da Gianni Petrucci su Dinamo TV, canale streaming del club di Stefano Sardara (di altro profilo giornalistico, peraltro, giusto ribadirlo).

Senza dilungarsi troppo sull’opportunità di evidenziare un contrasto (seppur tra gentiluomini) con un allenatore sulla tv tematica di un altro club, il presidente Fip si è espresso così: «Questi allenatori sono tutti bravi quando non sono in Nazionale. Nel basket, a seconda della squadra che alleni, puoi dare giudizi. Rispetto Esposito ma non condivido il suo parere: Pozzecco fa giocare gli italiani e va bene, non vedo che protezione ci sia».

Vincenzo Esposito, giusto dirlo, allena la squadra che, tra quelle 5+5, garantisce un maggior numero di minuti in LBA agli italiani alla fine del girone d’andata… Chi ha più titolo di lui per parlare di certi argomenti?

Protezionismo sì o protezionismo no?

Il concetto sottolineato da Vincenzo Esposito era ben diverso, e in fin dei conti non per forza in contrasto con gli ideali di Gianni Petrucci a nostro parere.

Il protezionismo ha dato vantaggi e “comfort zone” ai giocatori italiani? A nostro parere sì. Ci sono molti giocatori italiani che hanno contratti, e a volte non minuti, in squadre di un livello tecnico globale superiore al loro individuale.

Senza protezionismo i giocatori italiani avrebbero comunque spazio? No, non lo avrebbero in un movimento dove ormai contano più le segnalazioni delle agenzie del reale lavoro di scouting sul territorio.

Ma questa regola andrebbe modulata, e soprattutto la Serie A dovrebbe essere il tetto di un movimento basato su una selezione più gerarchizzata, non immediatamente superiore a una serie A2 da 28 squadre.

Lo ribadiamo, il “campionato degli italiani” deve alzare il suo livello di competitività per proporre prodotti alla lega superiore. Dunque, abbassare gli organici.

La Lega delle minacce

Varese voleva tagliare LJ Peak, la Grissin Bon Reggio Emilia Gal Mekel e Darius JohnsonOdom. La risposta sul campo è stata fragorosa. Evidentemente, alzare la voce serve.

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