LBA Serie A, il punto di Sportando | Lo scudetto? AX Armani Exchange Milano non è più LA favorita

LBA Serie A, il punto di Sportando | Lo scudetto? AX Armani Exchange Milano non è più LA favorita

Torna il punto di Sportando, e torna per prendersi il giusto rischio, parlando di playoff. La squadra da battere resta quella con il tricolore, ma molto è cambiato

Torna il punto di Sportando, e torna per prendersi il giusto rischio, parlando di playoff. La “prima giornata” della post-season ha detto molto, ecco quella che potrebbe essere la proiezione. E a prescindere dalla serie con Avellino, Milano non è più LA favorita.

UMANA REYER VENEZIA – DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Senza Sutton la Dolomiti Energia Trento non ha la fisicità, e senza Shields il talento, per ripetere l’impresa con Umana Reyer Venezia di un anno fa. Nessuna preclusione, solo constatazione, perchè Aaron Craft ha certamente innalzato esponenzialmente il valore in regia rispetto a Jorge Gutierrez, ma Devyn Marble e Davide Pascolo paiono più vivere una stagione di convalescenza, con tutti gli alti e bassi del caso. Unico grattacapo per Walter De Raffaele lo stato fisico di Mitchell Watt e Stefano Tonut.

AX ARMANI EXCHANGE MILANO – SIDIGAS AVELLINO

L’AX Armani Exchange Milano, come troppo spesso accade, è caduta nella trappola degli avversari non «con tutte le scarpe», bensì sino al collo. Senza Mike James, Nemanja Nedovic e Arturas Gudaitis la squadra di Simone Pianigiani non è più LA favorita per lo scudetto semplicemente perchè non pare aver saputo coinvolgere nel progetto le seconde linee. Un peccato originale, che tuttavia contro la Sidigas Avellino azzoppata di Caleb Green e Demetris Nichols non può avere cittadinanza. La strategia di Massimo Maffezzoli era d’altronde evidente come un telepass a semaforo rosso con barra abbassata: chiudere il pitturato e concedere da fuori, cercando di crearsi seconde opportunità con il peso di Patric Young, Ike Udanoh e Hamady Ndiaye. Eppure, ai primi errori al tiro, la squadra di Simone Pianigiani si è sgretolata. E adesso? Senza un James Nunnally da prima opzione offensiva, ma nei numeri non solo nelle intenzioni, l’impresa è possibile.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI – HAPPY CASA BRINDISI

Con Scott Bamforth la squadra di Gianmarco Pozzecco poteva essere la più accreditata allo scudetto. Lo dice il momento, lo dice un disegno che era già molto promettente con Vincenzo Esposito. E gente come Jaime Smith, Dyshawn Pierre, Rashawn Thomas e Jack Cooley pare l’essenza perfetta di ogni male milanese in caso di incrocio in semifinale. Certo, prima c’è la Happy Casa Brindisi, che non ha nel dna dei suoi giocatori la resa, o l’autocompiacimento, ma se Phil Greene deve essere il completamento, i 14’ di gara-1 non sono la migliore premessa. Il rinforzo playoff, per nome, deve avere esperienza di playoff. Ma certo, facile (per chi scrive, ndr) fare i conti con le tasche degli altri…

VANOLI CREMONA – ALMA TRIESTE

Trieste ha amore (dalla sua gente), entusiasmo e voglia di lasciare il segno, oltre che un fuoriclasse come Zoran Dragic. Ma la Vanoli Cremona è stata sino ad oggi la regina della stagione italiana, e rappresenta la più seria accreditata allo scudetto. Certo, sarà da valutare la tenuta di Travis Diener in una lunga post-season, ma il play di Fond du Lac è abituato a smentire gli scettici da un decennio, e gli altri sette uomini della rotazione sono in missione da settembre. La ruvidezza di Ricci, l’atletismo di Mathiang, il talento di Crawford, la produzione di Saunders… tutti ingredienti che possono diventare addirittura una torta tricolore con Meo Sacchetti davanti al forno. Bestemmia? Si disse lo stesso prima di Sassari, e di Venezia.

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