LBA Serie A, il punto di Sportando | Leonessa Brescia e Virtus Bologna si giocano Europa e Abass

LBA Serie A, il punto di Sportando | Leonessa Brescia e Virtus Bologna si giocano Europa e Abass

Il futuro di Awudu Abass, l’Europa della Vanoli Cremona e il presente di LBA al centro della nostra analisi di inizio settimana

Torna il punto di Sportando, eccezionalmente di martedì per le festività pasquali. Appuntamento fisso per parlare del ventisettesimo turno di LBA andato in archivio, e non solo.

AWUDU ABASS

Inutile parlare delle cifre stagionali, simili all’ultima stagione canturina, ancora più utile concentrarsi su un girone di ritorno da 17 punti di media, che diventano 21 nelle ultime 4 uscite. Con Milano sono stati 23 con 9 rimbalzi. Storia di un’ala azzurra rilanciatasi a Brescia a 26 anni e che a Milano sognava l’EuroLeague.

Fa «tenerezza» il confronto di sabato con Simone Fontecchio, suo ex compagno milanese che viaggia in stagione alla media di 5 punti e 1 rimbalzo per partita. Poco da dire, l’Olimpia Milano non riesce ad essere «accademia» professionistica per i prodotti nostrani (a differenza del Fenerbahce con Ahmet Duverioglu per fare un esempio), e intanto il buon Abi può anche pensare al futuro. Biennale firmato nell’estate 2018, uscita per l’Europa nel 2019 con massima libertà.

Su di lui la Virtus Segafredo Bologna, che rischia di giocarsi una Wild Card per la prossima EuroCup con la stessa Germani. In palio la seconda competizione europea e il prodotto canturino?

VANOLI CREMONA

Pochi dubbi. Al 23 aprile 2019 la Vanoli Cremona è la regina del basket italiano e Meo Sacchetti il lecito maggior indiziato al titolo di coach dell’anno, con una ruota di vantaggio su Frank Vitucci e Eugenio Dalmasson.

In bacheca la Coppa Italia, nel mirino addirittura il primo posto, visto che l’Olimpia Milano ha record 6-6 nel girone di ritorno e Venezia è in caduta libera. Missione difficile quest’ultima, ma la sostanza resta.

Ecco perché fa pensare leggere dichiarazioni come quelle del vicepresidente Davide Borsatti: «La percentuale di partecipazione alle prossime coppe europee è del 30%». Massimo rispetto per chi non vuole fare il passo più lungo della gamba, ma così non si esce neanche dalla porta di casa.

A meno che il tutto non sia da leggere nel quadro di alcuni dissapori all’interno di Legabasket. Intanto, solo applausi per il patron Aldo Vanoli.

IL FUTURO DI LBA

Scopriamo oggi che sei club si sono presi l’incombenza di incontrarsi addirittura due volte a Milano per stendere le fondamenta di rilancio del nostro basket.

Di persona, o rappresentati, ecco al tavolo Fernando Marino di Happy Casa Brindisi, Stefano Sardara di Banco di Sardegna Sassari, Ario Costa di VL Pesaro, Salvatore Trainotti (unico difensore reale del progetto LBA Junior League) di Dolomiti Energia Trento e Luca Baraldi di Virtus Segafredo Bologna . Doveva esserci anche Mario Ghiacci, ma i problemi di Alma Trieste hanno portato il club a disertare anche il primo incontro.

Esponenti di rilievo, ma al momento il problema di LBA pare il presente, più che il futuro. L’Odissea della Fiat Torino si è aggiornata con gli ultimi pagamenti di Antonio Forni e con l’arrivo di Dmitry Gerasimenko, e solo nove club sarebbero già in grado di far fronte alle nuove richieste della Lega per la prossima stagione.

In tutto questo, in Serie A arrivano la Lavoropiù Fortitudo Bologna, dove il consigliere Gianluca Muratori richiede un main sponsor forte per una buona stagione, e la Virtus Roma, autoretrocessa nell’estate 2015 e passata per due playout in A2 con medesima proprietà al comando.

Insomma, serve una LBA forte e unita (e il caso marsigliese agita qualche ulteriore, e giustificato, dubbio di base), altrimenti risulta inutile chiedere autonomie a Gianni Petrucci. E per esserlo, a quel tavolo di sviluppo, deve sedere anche Livio Proli, o comunque AX Armani Exchange Milano. Non esistono deleghe che tengano per il club più potente del nostro basket. Ci vuole presenza.

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