LBA Serie A, il punto di Sportando | Le citazioni di Torino e quel sogno milanese chiamato Datome

LBA Serie A, il punto di Sportando | Le citazioni di Torino e quel sogno milanese chiamato Datome

Nel nostro appuntamento del lunedì parliamo anche di un campionato italiano troppo bistrattato

Torna il punto di Sportando, appuntamento fisso dell’ora di pranzo del lunedì per parlare del ventinovesimo turno di LBA andato in archivio, e non solo.

AUXILIUM TORINO

La stagione della Auxilium Torino, nel gergo tipico dei social, potrebbe essere anche quella dei “cit.”. Massimo Feira giudicò «fuori luogo» i comunicati di Fip e LBA, ma alla fine sono stati i cub di Serie A a giudicare fuoriluogo il bonifico (peraltro mai arrivato, ndr) di Dmitry Gerasimenko. Prima di lui, Antonio Forni disse: «Ho lasciato TORINO in serie A e senza punti di penalità», e la risposta arriverà definitivamente il 10 maggio, quando la FIP recepirà le indicazioni della Com.Tec e della LBA.

In tutto questo, che chance ci sono per l’Auxilium di mantenere la Serie A? L’articolo 8 dello statuto LBA pare un po’debole (“per condotta incompatibile con la permanenza nella Lega”, ndr) ma credibilmente basterà per il Tribunale della Lega stessa, mentre il Collegio di Garanzia del CONI se la sentirà di ribaltare una LBA mai così unita, visti i sì di 14 club su 16 (contraria Torino, e ci mancherebbe, astenuta Cantù, che con Gerasimenko…) a sostegno dell’esclusione? Poi ci saranno Tar e Consiglio di Stato. Tanti auguri al nostro basket.

AX ARMANI EXCHANGE MILANO

Mentre si trema per il piede destro di Mike James, miglior marcatore dell’ultima EuroLeague, si continua a parlare di futuro. Livio Proli come noto dato in uscita, Simone Pianigiani assolutamente legato all’epilogo della stagione, mentre il nome di Sarunas Jasikevicius è stata «boutade», con il coach lituano che attende una chiamata in NBA, ad oggi unica condizione per lasciare lo Zalgiris Kaunas.

Di certo, dalle parti del Forum si continuerà un percorso di crescita e sviluppo del roster, anche con grande attenzione sul mercato degli italiani. Sul solco, peraltro poco fortunato, di Abass e Fontecchio, la nuova scommessa pare Riccardo Moraschini. Ma serve anche il «certo», che manca dai tempi di Alessandro Gentile, Nicolò Melli e Daniel Hackett. Ecco perchè anche quest’estate si tenterà l’assalto a Gigi Datome , legato al Fenerbahce sino al 2020 ma da sempre in ottimi rapporti con la dirigenza campione d’Italia.

IL CAMPIONATO ITALIANO

In Italia la tendenza non è tanto quella de «il giardino del vicino è sempre più verde». Qui il giardino viene disprezzato a prescindere dal colore dell’erba, e con eccesso. Il campionato italiano è di livello infimo? Bene. Nelle ultime due stagioni la “piccola” Fiba Europe Cup ci ha consegnato comunque due trofei (complimenti alla Dinamo Sassari), e dopo la semifinale di EuroCup della Grissin Bon Reggio Emilia del 2017-2018, ecco la Champions League della Virtus Bologna, che con la squadra di Max Menetti di allora condivide il mancato accesso ai playoff nostrani.

E’vero, l’EuroCup quest’anno ci ha respinto con danni, in EuroLeague l’Olimpia non vede i playoff da cinque anni, ma ci vorrebbe un po’più di equilibrio. Che prendiamo in prestito da Maurizio Gherardini, in un’intervista concessa oggi al blog EuroDevotion: «In Italia Milano ha probabilmente un budget tre volte superiore agli avversari, ma non è comunque sicura di vincere perché il livello medio è forse superiore a quello turco. Di contro, qui ci sono più squadre di alto livello con una differenza più marcata con quelle di livello inferiore. Certamente in Turchia ci sono personaggi di maggiore impatto come ad esempio i coach, così come gli investimenti sono superiori. Tutti stiamo vivendo in un momento complicato qui, che si riflette nell’economia del basket. Nessuno era contento di iniziare la stagione con 15 squadre e nessuno lo è oggi visto il livello di alcuni roster a fine stagione. I club combattono per sopravvivere. L’Italia potrebbe per certi versi aver visto la parte più bassa della curva e sta forse, molto, molto lentamente risalendo. Inutile pensare agli anni d’oro con tante squadre vere protagoniste in EuroLeague, sono tempi andati».

Condividiamo il concetto, anche perchè è propositivo. Non distruttivo. E chi oggi critica il nostro basket, molto spesso, chiede solo «teste» senza proporre «soluzioni» o evidenziare «basi di partenza».

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