LBA Serie A, il punto di Sportando | Il fastidio di Vitucci e il confronto Gaines vs James

LBA Serie A, il punto di Sportando | Il fastidio di Vitucci e il confronto Gaines vs James

Chiuso il ventiquattresimo turno di LBA parliamo anche della bellezza del gruppo Alma Trieste

Ventiquattresimo turno di LBA in cui vi risparmieremo concetti su “equilibrio” e “caccia grossa” salvezza, perché in fin dei conti di questo ve ne sarete accorti da soli. E allora andiamo con una tiratina d’orecchie, una bella storia che come sempre emerge dalla devastazione, e due figure molto diverse a confronto.

Ps. Appuntamento odierno unico alle ore 18. Da settimana prossima torneremo, fissi, all’ora di pranzo del lunedì.

Frank Vitucci

La sua Happy Casa Brindisi è il più bel regalo cestitico della stagione, perchè dona a Meo Sacchetti un giocatore credibile per l’azzurro, mediatico per un’innata vena istrionica, moderno in quanto a versatilità come Riccardo Moraschini . Ma non solo, pensando al “guerrigliero” John Brown III , o ad un pubblico meraviglioso ed estatico delle sue imprese tanto da, dopo il “dominio” di Firenze, convincere Egidio Bianchi a portare le F8 di Coppa Italia in quel di Bari. Insomma, il lascito del coach è incalcolabile, ma certe parole nei confronti del collega Pillastrini sono caduta di stile. Non c’è niente di ridicolo nel volere costruire una mentalità di “emergenza”, anche a 20” dalla fine. (Fonte della dichiarazione, la sola Gazzetta dello Sport, ndr: “Il timeout di Pillasatrini sul +8 a 20’’ dalla fine? Ridicolo”).

Alma Trieste

“Ne abbiamo passate di tutti i colori… supereremo anche questa, grazie ai nostri valori”. Uno striscione va oltre ogni commento, e un successo come quello con la Vanoli Cremona oltre ogni polemica. Le manovre di Fip e Lba sono legittime vista la situazione, ma il gruppo sportivo Alma Trieste , e il lavoro di coach Eugenio Dalmasson, non meritano veleni e sospetti.

Frank Gaines e Mike James

Passato da Caserta e Pesaro nel giro della stessa stagione cinque anni fa, Frank Gaines è stato l’eroe che ha caratterizzato il derby Milano-Cantù, classica eterna del nostro basket. 27 punti sono exploit, lui li segna in un tempo, chiudendo poi a 44: contro una squadra di EuroLeague , l’impresa che può cambiare una carriera alla vigilia dei 29 anni. Poi c’è Mike James , che con 14 punti nell’ultimo quarto il derby lo vince direttamente. In una piazza “pedante” come quella di Milano, ecco la quintessenza del genio e sregolatezza. In sette mesi, comprensivi di pre-season, eccessi social e accenni di “sciopero” sportivo (robe che ad Alessandro Gentile sarebbero costate la crocifissione social, ma a volte è più facile essere americani, in Italia, che italiani, ndr), ma un talento unico senza precedenti, forse, nell’ultimo decennio a queste latitudini. Prossima puntata, giovedì.

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