La Corte suprema Usa cancella la “affirmative action” nei College

Le università e i college Usa non possono tenere in considerazione la razza nel valutare le richieste di ammissione degli studenti. Il dolore di Michelle Obama e la rabbia di Joe Biden

Le università e i college Usa non possono tenere in considerazione la razza nel valutare le richieste di ammissione degli studenti: lo ha deciso la Corte suprema Usa accogliendo il ricorso contro alcuni atenei, tra cui Harvard. Il responso del voto è stato 6 a 3, e ha così cancellato la cosiddetta affirmative action.


Cancellata quindi la discriminazione positiva finalizzata ad una maggiore inclusione delle minoranze di vario genere ma da molti ritenuta controversa e penalizzante.


L’ex first lady Michelle Obama ha scritto della propria esperienza come una delle poche studenti nere del suo campus e ha aggiunto: «Mi si spezza il cuore per quei giovani che ora si chiedono che tipo di possibilità saranno aperte a loro».


Anche il presidente Joe Biden é intervenuto dalla Casa bianca, e non ha usato mezze misure: «Sono fortemente, fortemente in disaccordo con la decisione della Corte. Non possiamo lasciare che questa sia l’ultima parola. La Corte non può cambiare ciò che l’America rappresenta. L’America è un’idea unica al mondo, un’idea di speranza e di opportunità, di dare a tutti una giusta possibilità. I college dovrebbero tenere conto di questioni come i mezzi finanziari degli studenti, se uno studente è il primo della famiglia a frequentare il college, dove è cresciuto e le difficoltà che ha dovuto affrontare, inclusa la discriminazione razziale. La verità è che, lo sappiamo tutti, la discriminazione esiste ancora in America. Se uno studente supera le avversità nel percorso verso l’istruzione, i college dovrebbero riconoscerlo e apprezzarlo».




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