La ACB studia un maxi playoff nelle Canarie per chiudere la stagione entro metà luglio

La ACB studia un maxi playoff nelle Canarie per chiudere la stagione entro metà luglio

Decisione il 20 aprile: in Spagna si vuole tornare in campo per chiudere questa stagione

A differenza della LBA, in ACB c’è una certa riluttanza a dare per conclusa la stagione 2019-2020. Così, secondo quanto riportato dall’attendibile firma di José Ignacio Huguet su Mundo Deportivo, la massima lega spagnola vaglia soluzioni per tornare in campo.

Tra queste, la chance più praticabile pare essere una concentrazione dell’evento nelle Canarie. Qui infatti l’incidenza del Covid-19 sarebbe la più bassa del paese, con meno di 2.000 persone infette e 4.28 decessi per 100.000 abitanti.

L’evento sarebbe a porte chiuse, ma totalmente coperto dal contratto televisivo vigente con Movistar. I palasport potrebbero essere La Laguna, Las Palmas e La Palma, anche se l’unica sede potrebbe anche essere la via più praticabile, visto che a Tenerife ad esempio, oltre al Laguna, ci sarebbe anche il Quico Cabrera de Santa Cruz, dove si sono giocati i Mondiali femminili del 2018.

I team, per raggiungere l’isola e stabilirsi negli alberghi, dovrebbero prima sottoporsi a test medici.

Dubbi ovviamente sul format. Si parla di playoff a 16, con Fuenlabrada e Estudiantes esclusi, ma partecipi dei diritti tv e comunque preservati dalla retrocessione. Le serie potrebbero essere al meglio delle cinque, o delle sette partite, per garantire ad ogni team un minimo di gare giocate.

Tra allenamenti e playoff, l’evento durerebbe due mesi, dunque con prolungamento della stagione sino a metà luglio. La decisione potrebbe arrivare nell’assemblea del 20 aprile.

Da segnalare come la ACB sia un mondo differente rispetto a LBA, e una cancellazione della stagione, oltre a aprire possibili contenziosi con Movistar che ha pagato a peso d’oro i diritti tv, avrebbe ripercussioni anche sulla candidatura dei club alle prossime competizioni europee. In Italia, ad esempio, un anno fa, per motivi diversi, Varese e Cremona dissero no alla Fiba.

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