Juan Antonio Corbalan: “Gli atleti non tornino in campo”

Juan Antonio Corbalan: “Gli atleti non tornino in campo”

L'ex stella del Real Madrid, adesso affermato cardiologo in Spagna, sostiene che lo sport è un pericoloso veicolo di contagio, neanche a porte chiuse si potrebbe giocare

Il Mattino riporta una lunga intervista a Juan Antonio Corbalan, ex play del Real Madrid, oggi cardiologo in Spagna. Pubblichiamo un piccolo estratto delle sue parole:

Dottor Corbalan, ritiene che l’emergenza Coronavirus sia stata affrontata in maniera corretta prima dai medici e poi dai politici?
“Con i risultati che abbiamo davanti è chiaro che ci sono state delle falle. In tempi di crisi le decisioni adottate spesso non sono le migliori e penso che proprio questo sia accaduto.
L’OMS ha sbagliato a valutare il problema e ha agito in ritardo. I casi dell’Italia e della Spagna, in particolare, sono stati esempi di mancanza di lungimiranza e conoscenza approfondita del problema.”

Lo sport prova a ripartire e in particolare c’è grande fermento da parte delle più grandi leghe calcistiche europee. La sua opinione da medico ed ex atleta?
“La parola “ribellione” suona un po’ dura in questo momento, ma sì, io penso che l’associazione dei giocatori dovrebbe rifiutarsi di giocare. Almeno in Spagna ci sono molte persone non diagnosticate e, se non facciamo attenzione, possiamo tornare al punto di partenza. Sarebbe pericolosissimo. Lo sport può essere una fonte di contagio di primo livello se si infrange quella barriera fondamentale che è la distanza di sicurezza. Una gara è
rischiosa perché si corre dietro agli altri. Bisogna fare sport da soli. In quelli di squadra, infatti, gli spostamenti d’aria causati dal movimento dei giocatori possono mantenere il virus sospeso nell’aria che respiriamo. E ciò soprattutto in uno sport come il basket, che si gioca al coperto e con una iperventilazione per molti giocatori in poco spazio. Mi
sembra una presa di posizione coerente con l’attuale situazione”.

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