Jeff Brooks: Cantù è stato il salto più importante della mia carriera professionale

Jeff Brooks: Cantù è stato il salto più importante della mia carriera professionale

L'ala di AX Armani Exchange Milano parla anche di futuro: Adesso non posso immaginare un posto diverso dove vivere e giocare. Milano e l'Olimpia sono il top

Lunga intervista per Jeff Brooks, ala di AX Armani Exchange Milano, con TimeOut, inserto de La Gazzetta dello Sport: «Cantù è stato il salto più importante della mia carriera professionale. Se oggi sono qui lo devo a Bruno Arrigoni che, dopo il mio anno da matricola in Italia, mi seguì alla Summer League di Las Vegas per capire se avevo le qualità per giocare ad un livello superiore nella sua Cantù».

Pochi dubbi sul valore di un derby: «Per me tutto quello che riguarda Cantù è speciale. In quella stagione ho conosciuto mia moglie Benedetta e ho potuto testarmi come giocatore in un ambiente di alto livello. E poi è sempre un derby, un evento che io apprezzo perché vengo dal Kentucky anche se lì quel termine è più collegato alle corse dei cavalli».

Un uomo vecchio stile: «Respingo le mode: non mi piacciono i tatuaggi o certi look stravaganti come si vede oggi in Nba. Non curo la mia immagine. Ho sempre seguito il mio spirito, mi piace essere quello che sono».

E pochi dubbi sul futuro: «Adesso non posso immaginare un posto diverso dove vivere e giocare. Milano e l’Olimpia sono il top. Qui ho un altro anno di contratto. Ma non sarò io decidere come chiudere la carriera, sarà il basket a decidere per me. Tra 2-3 anni come tra 10. Mi piace vivere il presente, senza farmi troppi pensieri sul futuro».

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