Il “testamento” di Patrick Baumann: “Abbiamo una visione: vogliamo che la pallacanestro diventi la comunità sportiva più popolare del mondo”

Il “testamento” di Patrick Baumann: “Abbiamo una visione: vogliamo che la pallacanestro diventi la comunità sportiva più popolare del mondo”

Il segretario generale della FIBA è morto improvvisamente a soli 51 anni nel weekend, mentre era in Argentina

Patrick Baumann è scomparso tragicamente durante il fine settimana, ma la sua eredità continua grazie al suo pensiero innovativo, all’etica di lavoro instancabile ed all’impegno costante nel voler fare della pallacanestro la più grande comunità sportiva del mondo.

Forza trainante del suo mandato di successo come terzo segretario generale nella storia della FIBA.

Questa determinazione e la passione nel voler vedere il suo amato gioco raggiungere il pieno potenziale sono state esposte pienamente nel discorso di apertura di Patrick Baumann al primo FIBA World Basketball Summit, svoltosi a Xi’an, in Cina, il 3 ottobre.

Ha presentato i fattori chiave che portano al successo per le Federazioni nazionali, sottolineando anche l’importanza per tutti gli stakeholder del basket di lavorare insieme, come membri di una stessa squadra, al fine di raggiungere la principale missione della FIBA: la crescita del gioco.

“Abbiamo una visione: vogliamo che la pallacanestro diventi la comunità sportiva più popolare del mondo. E penso che siamo sulla strada giusta per farlo accadere, partendo qui da Xi’an per arrivare a Los Angeles nel 2028” ha detto. “Oggi il basket è un gioco globale, è il primo sport al mondo tra gli sport indoor”.

Per Baumann, il modo più ovvio per raggiungere questo obiettivo inizia nel proprio Paese. “Quando vuoi vedere uno sport crescere, la forza trainante è quando il nome del Paese è scritto qui (ponendo la mano sul petto). In qualsiasi sport. Il basket non è diverso”, ha sostenuto. “La squadra Nazionale è la forza trainante. Certo, non puoi avere una squadra Nazionale se non hai tante altre cose a precederla, ma è la forza trainante. Una Nazionale “parla” agli appassionati, ma parla anche alle persone che possono non seguire la pallacanestro giorno per giorno. La Nazionale fa crescere la base di coloro che amano il basket e poi continuano a seguirti se la tua squadra Nazionale ha successo”.

E’proprio questo il motivo che ha guidato gli anni di grandi sforzi che hanno portato alla realizzazione del nuovo sistema di competizione per le squadre Nazionali, con le qualificazioni ai Mondiali 2019. Che hanno già iniziato a dare i loro frutti. “Hai 80 Paesi che giocano contemporaneamente in tutto il mondo, nei cinque continenti, che cercano di qualificarsi per i Mondiali”, ha spiegato. “E’una grande esposizione per il basket, qualcosa che è difficile da replicare a meno che in campo non vada una squadra Nazionale. Come è nel calcio, la squadra nazionale è fondamentale”.

E se la FIBA è la forza trainante di tutto ciò, Baumann ha anche sottolineato le responsabilità che spettano alle Federazioni nazionali, al fine di ottenere un successo per tutte le componenti coinvolte.

“Qual è il ruolo di una Federazione nazionale? – ha chiesto retoricamente – “Certamente è proteggere, promuovere e guidare il cammino della propria squadra Nazionale. Questa è la chiave: se non lo fai, se le nostre Federazioni nazionali non funzionano, allora non avremo successo e non saremo il lo sport più popolare al mondo. Ma questo non accade da un giorno all’altro, richiede molto lavoro, molte discussioni, superare alcune delle tue paure, alcuni degli ostacoli, delle difficoltà che dovrai affrontare sia che tu sia in Cina o in Svizzera, nel Mali, in Sud America o in Papua Nuova Guinea. È lo stesso, ovunque”.

“Sono 10 i fattori di successo. In primo luogo, se non fai le cose con passione e lavoro, non funzionerà. Hai bisogno di energia, motivazione (#1). Devi svegliarti la mattina e dire “Voglio fare per il basket, voglio che sia lo sport più popolare, voglio guidarlo ovunque io sia, qualunque siano i problemi. Stare su quella palla, prendere quella palla, sudare su quel campo e fare canestro”. “L’energia e la motivazione sono un must, ma non è tutto, è anche avere un piano ed eseguirlo (# 2). Se vuoi giocare devi avere un piano di gioco. E questo non è diverso dall’essere un leader una

Federazione nazionale. Troppo spesso vediamo le cose guidate solo dai processi elettorali, dai processi politici, ma è necessario avere un piano che sappia andare oltre i propri cicli”.

Baumann ha continuato a indicare che il lavoro di una Federazione nazionale non inizia e finisce solo con quello che succede in casa. Riguarda anche la sua relazione con vari i stakeholder e partner. “Hai motivazione, hai un piano, vuoi eseguire. Poi, guardi fuori dalle finestre del tuo ufficio e vedi parti dello stesso mondo del basket con un piano diverso, un’idea diversa, un obiettivo diverso” ha detto. “Questo è all’improvviso l’ostacolo più difficile che dovrai affrontare: come far credere a tutti della bontà del tuo piano. Ma questo, ed è fondamentale, portando rispetto a tutti i tuoi stakeholder (#3). Integrarli, portarli a casa tua. E questa è la cosa più difficile. Così come cresce il gioco, gli interessi dei singoli stakeholder cresceranno e potrebbero non essere sempre gli stessi che hai tu. Quindi è qualcosa su cui è estremamente importante lavorare”.

“I giocatori, prima di tutto, devono essere protetti”, ha sottolineato Baumann. “Ma poi si tratta di dialogare con Club, delle Leghe che vogliono crescere, che potrebbero avere una visione più a breve termine rispetto alla tua, come guida di una Federazione nazionale che invece deve saper avere una visione da 10 a 20 anni, sulla strada del poter diventare un campione olimpico nel basket e far così diventare il basket lo sport più popolare nel Paese”.

Un altro aspetto chiave per le Federazioni nazionali è garantirsi il sostegno del Governo locale e del Comitato olimpico nazionale (#4). Con così tante cose da considerare per l’oggi è facile dimenticare di guardare cosa c’è in fondo alla strada.

Baumann, saggiamente, ammonì a non posticipare la visione sul il futuro.

“Non c’è nulla di più importante dell’investimento nella nostra gioventù e nei nostri allenatori (#5). A volte la mancanza di un istruttore certificato è un grande handicap per molti Paesi” ha riconosciuto. “Allenatori, non si tratta solo di allenare le abilità nel basket, devi essere bravo a farlo, certo, ma anche saper instillare la passione per il basket. E’così che fabbricherai i talenti futuri che un giorno saranno campioni NBA, con le loro squadre Nazionali, o con i loco Club. Questo è fondamentale: investire in questi allenatori, in questi bambini, dobbiamo preparare la prossima generazione, non solo in campo, ma anche fuori dal campo”.

“Un altro pezzo importante che è chiaramente la chiave del successo per una Federazione nazionale è quando guardi oltre i tuoi confini (#6). Non esiste una soluzione facile, ma se esci e ti incontri in posti come questo, allora puoi imparare, analizzare le migliori esperienze e cercare di adattarle a ciò di cui hai bisogno nel tuo Paese”.

Baumann ha poi sottolineato il valore della ricerca della stabilità (#7) e delle potenzialità del mondo digitale (#8) per portare sempre più fan alla pallacanestro. Consigliando di fare in modo che tutto tornasse all’essenziale, all’origine del gioco stesso.

“Lo sport dovrebbe sempre restare al primo posto (#9). Una Lega può avere un incentivo finanziario, certo, ma una Federazione deve sempre ricordare loro che dobbiamo, tutti, reinvestire nello sport” ha ammonito. “E se alcune persone nella nostra famiglia usano la pallacanestro per fare soldi, questo non è un problema in sé e per sé. Si può sempre trovare un modo per coordinarti e assicurarti che, qualsiasi cosa investano nel nostro sport, sarà utile e necessaria per farlo crescere a livello globale o in un particolare Paese”.

Baumann ha incoraggiato la necessità di abbracciare il cambiamento piuttosto che averne paura, prendendo FIBA come primo esempio di questo.

“Dovremo cambiare noi stessi, dovremo continuare ad evolvere (# 10). La struttura che la FIBA ha avuto dal 1932 non funzionerà fino al 2028. Deve essere adattata al mondo moderno”, ha detto. “Reinventare te stesso, trovare nuovi modi di essere organizzati, integrare tutti i tuoi stakeholder, portare nuove discipline come abbiamo fatto con il 3-contro-3. E’importante continuare ad

evolversi perché se noi non lo facciamo, gli altri lo faranno. E non raggiungeremo il nostro obiettivo di diventare lo sport numero uno al mondo”.

Guardando al 2019 e alla prima edizione a 32 squadre della Coppa del Mondo FIBA, Baumann ha parlato di come non l’abbia considerato un punto di arrivo ma una parte di qualcosa di molto più grande.

“Abbiamo una Coppa del Mondo in arrivo il prossimo anno, ma non è la linea di arrivo, l’obiettivo. E’solo una parte del viaggio, ed è così che pensiamo che la Cina dovrebbe guardare alla Coppa del Mondo. Una parte di un viaggio verso un successo maggiore”.

La fame di basket di Baumann per realizzare il suo potenziale non si concentrava, né si limitava, alla pallacanestro maschile, o alla versione tradizionale di questo sport.

“Riguarda anche il basket femminile, la pallacanestro giovanile o il 3×3”, ha indicato. “3×3 non è uno strano animale che fa parte della famiglia. E’ora la nostra seconda disciplina, che sarà ai Giochi Olimpici: Tutti i continenti erano rappresentati ai quarti di finale della Coppa del Mondo femminile di 3×3, e questo significa che anche il basket femminile sta diventando veramente uno sport globale. Come sappiamo, in tutti gli sport hai bisogno di tempo per creare una generazione di talenti, tempo per creare strutture, tempo per essere organizzato”.

Ultimo ma non meno importante, ricordando il tema del Summit (“Costruire insieme il futuro della pallacanestro”) Baumann ha invitato tutti gli attori del basket a essere coinvolti, ad impegnarsi ed a fare la propria parte per far crescere il gioco.

“Questo mi sta molto a cuore: siamo e saremo sempre uno sport di squadra. E dire “squadra” significa che lo faremo insieme”

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