Jordi Bertomeu: Lavoriamo su 16 licenze pluriennali. Valutiamo per questo anche la Virtus Bologna

Jordi Bertomeu: Lavoriamo su 16 licenze pluriennali. Valutiamo per questo anche la Virtus Bologna

La diretta testuale della conferenza stampa di Jordi Bertomeu

La diretta testuale della conferenza stampa di Jordi Bertomeu al Forum d’Assago.

LIVE

Christos Stavropoulos: «Siamo felici di avere Jordi con noi in una serata importante per tutto il basket italiano ed europeo».

Jordi Bertomeu: «Siamo felici di essere qui in un giorno particolare, di omaggio ad un giocatore e un uomo straordinario. Lui va oltre l’Italia, l’Europa. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando avevo 12 anni»

Jordi Bertomeu: «EuroLeague ed EuroCup vanno benissimo. Per gioco, tifosi e seguito televisivo. Siamo solo al nono round, ovviamente è presto per fare valutazioni, ma siamo comunque contenti. Anche perchè le squadre italiane fanno benissimo, con squadre in corsa per le top16 di EuroCup. E lo dico anche perchè ritroviamo club che hanno fatto la storia del vostro basket. Virtus, ma anche Fortitudo, Treviso e Roma».

SUL FUTURO

JB: «Entro due settimane avremo novità importanti. Un futuro fatto di concetti con standard più alti per i club, di qualità del prodotto, per un’esperienza migliore per i nostri tifosi. Una Lega sostenibile sul piano economico».

SULLA LEGA

«Una lega di sedici squadre con sedici licenze pluriennali, non chiusa perchè ci sarà sempre l’accesso da EuroCup. Ne sapremo di più dopo il board che ci sarà tra 15 giorni»

SULLA RIFORMA

«Il primo passo per andare sul modello da 16 squadre con licenze a lungo termine, ci permette di fare una valutazione diversa. Puntando non sui campionati ma sui club, visto che i proprietari sono i club. Noi abbiamo l’illusione, che non è tanto un’illusione, di avere una squadra nel Regno Unito. Più club come Valencia e Virtus Bologna. Valuteremo queste realtà per una licenza a lungo termine. Questa è stata la strada percorsa da Olimpia Milano anni fa. Dopo un test di due anni, capimmo che la decisione era giusta».

SUL FAIR PLAY FINANZIARIO

«Queste regole hanno bisogno di implementazioni progressive. Ora siamo al top. Vogliamo la sicurezza che i nostri club siano puntuali nei salari. Diminuirà ad esempio la percentuale di partecipazione del club, ma al tempo stesso vogliamo aiutare le organizzazioni a migliorare nel marketing».

SULLA VIRTUS BOLOGNA

«La prima possibilità è vincere l’EuroCup. Sulla licenza a lungo termine è un discorso diverso. Dipende da un miglioramento delle infrastrutture del club, progetto che hanno già iniziato, ma entro due o tre anni è difficile arrivare a questo. Come Valencia, ha aspirazione, stabilità e blasone per puntare a questo. Ma serve un impianto per un business sostenibile».

SULLA STRUTTURA

«Il round robin è una certezza di questi anni».

SUL RAPPORTO CON LA FIBA

«Non ci sono novità. Ho incontrato il Segretario Generale della Fiba di recente, siamo disponibili ad un incontro quando vorrà».

SUI LINGUAGGI DI EUROLEAGUE E DI LBA

Il confronto tra progetti e difficoltà: «Lo standard europeo è andato sempre crescendo, non le leghe nazionali. Abbiamo visto dei campioni della loro lega fare fatica in EuroLeague: non sono preparati, non hanno strutture. Capita anche in Spagna, vedi Gran Canaria. Ogni anno siamo più esigenti con i club, se le leghe non alzano i loro standard, sarà sempre più difficile. Ecco perchè EuroCup, per noi, è la partenza perfetta».

SUL TIMEOUT DI OBRADOVIC

«Tutto conosciamo la personalità del coach più vincente d’Europa. Ma al di là di questo, quello che è oggettivo è il fatto che sia un rapporto interno tra coach e giocatori. La forma di questo rapporto non è responsabilità nostra, al massimo del presidente di club. Noi diciamo quello che pensiamo quando un atteggiamento colpisce “terzi”. Ad esempio, a Madrid, abbiamo visto un atteggiamento che andava verso un altro club, Barcellona».

SUL LIVELLO ARBITRALE

«Gli arbitraggi sono difficili, sempre discutibili, penso ad un Mondiale che per molti non ha avuto un livello adeguato. Non è una mia opinione. Non credo comunque che per i club sia un punto importante, sono tre anni che non ne parliamo. Abbiamo arbitri, coordinatori, gruppi di lavoro che portano a quelle tre persone umane che sbagliano, come sbagliamo tutti noi».

Commenta