Frank Vitucci paragona i suoi giocatori a dei musicisti: Stone versatile e potente come Ginger Baker

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In una intervista al Corriere Dello Sport, Frank Vitucci paragona alcuni dei suoi giocatori a dei musicisti:

BANKS – «Per raffinatezza di esecuzione mi ricorda Keith Jarrett: come il famoso pianista di jazz ha un tocco morbido e una grande pulizia di esecuzione».
BROWN – Potrebbe assomigliare a un sassofonista di free jazz. Un Omette Coleman insomma. Ha quell’estro nel gioco che può risultare di difficile comprensione. E in effetti lo è: per gli avversari e qualche volta anche ai suoi compagni.
Però alla fine John arriva sempre al punto giusto. Il tasso di energia che esprime in campo è sempre altissimo, e ha una capacità di concentrazione straordinaria. Lui non sa giocare a un livello di energia di energia inferiore al 100%.»
MARTIN – «Potrebbe essere un contrabbassista importante, tipo Charles Mingus. Un contrabbassista è uno che non può sbagliare ritmi o tempi: ci deve essere sempre, qualche volta nascosto, altre no. E uno che se non c’è lascia un vuoto pneumatico attorno. Kelvin è così: un giocatore tutto sostanza».
THOMPSON – «Lo accosterei a un chitarrista importante. Mi viene in mente Eric Clapton. E un play in sviluppo: giocava regista nei college, lo scorso anno da guardia. Ma ha un’ottima predisposizione a passare la palla. Dietro la sua espressione, che sembra sempre un po’ assente, si nasconde un ragazzo di grande intelligenza. Anche Darius, come Clapton, è un ragazzo abbastanza silente che però sa fare assoli che
colpiscono».
STONE – «E’ il nostro Ginger Baker (l’ex batterista dei Cream e dei Blind Faith scomparso il 6 ottobre scorso, ndr). Tyler ha una
versatilità di gioco e allo stesso tempo una potenza travolgente. Lo abbiamo scelto perché il partner di John Brown, un giocatore particolare, per noi è davvero importante. Insieme possono essere valorizzati entrambi. La coppia funziona»

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