Famiglia Reyer, Casagrande: Nelle difficoltà bisogna trovare stimoli per tenere duro

Famiglia Reyer, Casagrande: Nelle difficoltà bisogna trovare stimoli per tenere duro

Reyer Venezia intervista Alessandro Casagrande, responsabile commerciale e marketing di Cucina Nostrana, partner che è nella famiglia Reyer dalla stagione 2006/2007

Reyer Venezia intervista oggi Alessandro Casagrande, responsabile commerciale e marketing di Cucina Nostrana, tifoso Reyer sin da piccolo e rappresentante di un partner che è nella famiglia Reyer dalla stagione 2006/2007, praticamente da quando è iniziato il Progetto Umana.

1) Caro Alessandro, è un momento particolare per tutto il mondo, un’emergenza epocale. Come state vivendo questi giorni e come state preparando la ripresa?

Premettiamo che la sanificazione e il controllo della qualità sono sempre state prerogative importanti del settore in cui operiamo che è quello della gastronomia e dei piatti pronti. Per questo non siamo stati sconvolti dal punto di vista produttivo, ma abbiamo ovviamente rispettato le nuove normative e abbiamo messo ancora maggiore attenzione sulle procedure, soprattutto sulla sanificazione e sulla salute dei nostri collaboratori, implementando tutte le attività di prevenzione.
L’emergenza ha comportato una perdita rilevante di fatturato dettata dalla chiusura del canale HORECA (hotel, ristoranti, catering) che rappresenta il 20% del nostro fatturato. Nella GDA c’è stato un grosso rallentamento dei piatti pronti dovuto al fatto che noi siamo una nicchia del prodotto alimentare e spesso i nostri prodotti vengono consumati da chi non ha tempo di cucinare e ricerca una tipologia di prodotti più particolare.
I nostri sono prodotti freschi e il banco assistito dei supermercati, che rappresenta una parte importante del nostro fatturato, ha subito un grosso calo, prima di tutto perché ora i clienti tentano di fare la spesa nel minore tempo possibile.

2) Voi siete parte della famiglia Reyer, lo sport, il basket e in particolare la nostra squadra ci insegnano che non bisogna mai mollare, soprattutto nelle difficoltà. Cosa significa per voi essere parte del Progetto orogranata?

Siamo nella famiglia Reyer dal 2007, quando eravamo in B1. È un progetto a cui abbiamo aderito subito perché ci è piaciuta la filosofia, avevamo la percezione che potesse avere un futuro importante, come poi è stato. Al di là del ritorno economico della sponsorizzazione, noi non siamo un azienda votata molto al marketing, sostenere le realtà sportive ha un valore sociale importante per noi che crediamo molto nello sport e ne condividiamo i valori. Per noi infatti, è molto importante che il progetto orogranata sia rivolto ai giovani, alle nuove leve. Lo sport trasmette valori importanti che poi sono utili nella vita, insegna a migliorarsi e crescere. Sono concetti che contraddistinguono la nostra azienda.

3) Siamo reduci dalla vittoria della Coppa Italia, il quarto trofeo conquistato insieme, qual è il vostro ricordo più bello legato a questi anni?

Sicuramente gara6 a Trento nel 2017 è stata indimenticabile perché non eravamo ancora abituati a vincere, quello scudetto è stato davvero imprevedibile. Poi la società si è consolidata grazie a una struttura solida e alla programmazione, mi piace pensare che… vincere aiuta a vincere.

4) Che messaggio volete mandare a tutti i sostenitori orogranata in questo momento?

Credo che il famoso motto veneziano “duri i banchi” sia attuale come non mai: ci dà forza, coraggio e ci ricorda che nelle difficoltà bisogna trovare stimoli per tenere duro, essere ottimisti e non farsi abbattere.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

Commenta