EuroLeague Power Rankings 2019-2020 | Dalla diciottesima alla decima posizione

EuroLeague Power Rankings 2019-2020 | Dalla diciottesima alla decima posizione

Dopo il Power Rankings di LBA, ecco per Sportando quella dell'EuroLeague al via domani. Partiamo dalla metà bassa della classifica

18 – LDLC ASVEL VILLEURBANNE

La Francia sbarca nella New Era di EuroLeague con la sua squadra più rappresentativa, almeno a livello di titoli nazionali conquistati. Il coach del Montenegro Zvezdan Mitrovic si ritrova un roster con tante giovani scommesse, un solo elemento di esperienza e congiunzione con il passato, David Lighty, e tre nuove “certezze” su cui fare affidamento: il play Antoine Diot, limitato nelle ultime stagioni dagli infortuni, il realizzatore Edwin Jackson e il play del Limoges Jordan Taylor. Un roster per fare esperienza, con cinque giocatori nel reparto lunghi sopra i 208 centimetri, ma senza grandi individualità. Obiettivo, mettere una bandierina in EuroLeague. Fatto.

17 – CRVENA ZVEZDA MTS BELGRADO

Un anno di purgatorio per rientrare in EuroLeague con la prima garanzia che ha un nome e un cognome: Milan Tomic. L’ex «consigliere» di casa Olympiacos ha dimostrato di valere anche il posto in prima fila, e dopo la conquista dell’Aba Liga il nuovo obiettivo è il rispetto europeo. Missione francamente non semplice, pur con tre giocatori di rango: il play ex Nba Lorenzo Brown, il difensore al suo terzo rientro a Belgrado Charles Jenkins, e soprattutto Derrick Brown, già stella di prima grandezza in Europa con Kuban e Anadolu Efes, prima di vivere una stagione da spettatore proprio in Turchia causa “incomprensioni” contrattuali. Dal suo nome passa molto della stagione serba, anche senza dimenticare il rodato James Gist nel ruolo di centro, o il sempre pericoloso Stratos Perperoglou sugli esterni. Brutto colpo l’incidente di Ognjen Kuzmic, tra gli autoctoni si spera nella crescita, rinviata a Trento, di Nikola Jovanovic.

16 – ALBA BERLINO

La New Era di EuroLeague accoglie un santone del gioco, Aito Garcia Reneses, al timone di un gruppo di gregari che solo sotto la sua guida può prendere una forma. Parola d’ordine, continuità con 14 elementi su 17 della stagione passata. Sul mercato sono arrivati Tyler Cavanaugh, ala/centro da 18 e 8 in G League e 10 e 5 a Las Vegas, con tiro da fuori ma robustezza tutta da costruire; Marcus Eriksson, mortifero tiratore da Gran Canaria; Makai Mason, altro ottimo tiratore, rookie da Baylor. Per il resto, palla in mano a Peyton Siva, 15 punti e 8 assist nell’ultima EuroCup, pronto a prendersi un posto al sole in EuroLeague e un super contratto per la prossima stagione. Da non dimenticare l’ottimo difensore Luke Sikma, e certezze come l’esterno islandese Martin Hermansson, l’ala Niels Giffey e il lituano Rokas Giedraitis. Da rivedere il reparto centri.

15 – VALENCIA BASKET

I perenni dominatori di EuroCup rimettono la ruota in EuroLeague (che li bocciò sonoramente due anni fa, anche causa infortuni) con il consueto, stabilizzato progetto delle ultime stagioni. In casa «taronja» conta il club, più che il coach, ma Jaume Ponsarnau ha dimostrato di poter ereditare pesanti tradizioni del passato. In campo, si chiede il salto di qualità definitivo ai massimi livelli ai vari Sam Van Rossom, Fernando San Emeterio, Aaron Doornekamp e soprattutto Bojan Dubljevic. Dal mercato, nomi di ottimo affidamento sono il play Quino Colom e l’ala dell’Anadolu Efes Brock Motum, mentre dall’ex Raptors Jordan Loyd si attendono numeri importanti in fase realizzativa. Grande attesa per il talento serbo Vanja Marinkovic del Partizan Belgrado, da non dimenticare il lungo Maurice Ndour dall’Unics.

14 – ZENIT SAN PIETROBURGO

Una realtà in ascesa, un mercato traumatico. Lo Zenit San Pietroburgo in queste stagioni ha saputo guadagnarsi un posto di primo piano in VTB, rivaleggiando con Unics e Kuban per la piazza d’onore alle spalle di Cska e Khimki. Ma l’estate dell’esordio in EuroLeague ha comportato un deciso addio alla matrice russa dello spogliatoio, con i passaggi dei vari Desyatnikov, Valiev e soprattutto Karasev alla seconda squadra di Mosca. Si è quindi lavorato sul «secondo piano» europeo, più la superstar Gustavo Ayon, comunque agli ultimi passi della sua carriera. Da tenere d’occhio Will Thomas, riferimento di Valencia in EuroCup, e Andrew Albicy, reduce dall’ottimo Mondiale cinese. In tutto questo, la certezza si chiama Joan Plaza. L’ex condottiero dell’Unicaja Malaga ritorna in quell’EuroLeague che fatica a considerarlo per quello che è: un top coach assoluto.

13 – ZALGIRIS KAUNAS

Il «sistema Jasikevicius» vive il suo ennesimo episodio, nella netta sensazione che non vi possano essere miracoli «più miracolosi» di altri. I lituani sono reduci da un’estate di addii particolarmente dolorosi, visto che Aaron White e Brandon Davies erano volto e sostanza del reparto lunghi delle ultime due stagioni da playoff. E con Leo Westermann e Nate Wolters è venuta meno anche l’anima del reparto esterni. Si riparte quindi dalla leggenda Paulius Jankunas, dalle certezze Arturas Milaknis e Edgaras Ulanovas, e dal provvidenziale ritorno di Lukas Lekavicius da due stagioni incolori al Panathinaikos. Interessante, comunque, il mercato in entrata: Alex Perez ha ben impressionato al comando del Banvit, Nigel Hayes e Jock Landale hanno le qualità per battagliare nel pitturato in EuroLeague e Martinas Geben dopo gli anni di Notre Dame è atteso al grande salto. Il nome più pesante? Zach LeDay, che all’Olympiacos ha dimostrato di poter mettere insieme in pochi attimi numeri importanti.

12 – FC BAYERN MONACO

Stabilizzata la presenza in EuroLeague, è tempo di costruire in casa Bayern Monaco, anche se il crack arriva sempre dall’Nba, dunque con effetti a «breve termine». Dopo Derrick Williams, il colpaccio del GM Baiesi è Greg Monroe: fisico, presenza, esperienza e grande lettura del passaggio. Un autentica superstella in Europa, in un reparto lunghi dove brillano anche il talento francese Mathias Lessort (già in EuroLeague con la Stella Rossa), il perimetrale Danilo Barthel e l’esperto Leon Radosevic. Per il confermatissimo coach Dejan Radonjic, l’uomo che dopo i trionfi alla Stella Rossa ha chiuso l’egemonia del Bamberg in Germania, un roster di matrice difensiva con grande fisicità sugli esterni, tenendo conto di elementi come il confermato Vladimir Lucic, l’ex Nba Joshua Huestis e il rientrante Paul Zipser. Quintetti misti di difficile scoutizzazione per gli avversari, con il talento di Nihad Dedovic e Petteri Koponen nel ruolo di guardia. Il dubbio, dopo l’addio di Stevan Jovic, è la regìa: saprà l’ex Asvel DeMarcus Nelson essere il giusto complemento di un Maodo Lo ormai da troppe stagioni “solo” in rampa di lancio?

11 – OLYMPIACOS PIREO

La retrocessione in A2, la durissima sfida che attende coach David Blatt, un mercato non di primo piano europeo. Tempi difficili in casa di una big d’Europa, che ai due titoli di Ivkovic e Georgios Bartzokas, ha comunque fatto seguire la doppia finale dell’era Sfairopoulos. Ma dopo il flop della stagione passata, soprattutto a livello di mercato, l’impresa è stata confermare Nikola Milutinov e infine ripartire sempre e comunque da Vassilis Spanoulis e Georgios Printezis. Il resto, è da vedere, anche se nell’ultima annata è stata importante la crescita di Kostas Papanikolaou, non più così lontano dai fasti pre-Nba, ed è accattivante l’accoppiata con Mindaugas Kuzminskas. Ottimo potenziale nel reparto lunghi con Augustine Rubit e Ethan Haapp, da valutare a questi livelli il play Will Cherry (confermato) e il collega Wade Baldwin, così come l’ex Virtus Bologna Kevin Punter. Realizzatore affidabile Brandon Paul, ma c’è tutto un sistema difensivo da costruire. La A2 può essere d’aiuto? Per chi perdeva, di media, una o due gare l’anno nella massima serie, mica tanto…

10 – MACCABI FOX TEL AVIV

Il titolare del miglior sistema difensivo d’Europa in attesa di Ettore Messina, Ioannis Sfairopoulos, si prepara alla stagione della verità a Tel Aviv dopo tre anni (almeno) a dir poco flop, tenuti in vita dal ritrovato predominio in patria (anche se la Winner Cup è recentemente finita a Gerusalemme). Le perdite di DeAndre Kane e Johnny O’Bryant, di fatto le due rivelazioni della passata stagione, raccontano di una centralità del coach greco che va ben oltre le parole. Scettro sempre nelle mani di Scottie Wilbekin, reparto esterni dove si inseriscono Elijah Bryant e Tyler Dorsey: entrambi atletici, entrambi capaci di segnare palla in mano, entrambi dotati di un buon “assetto” difensivo. Il tutto senza dimenticare l’ex Zalgiris Nate Wolters. La forza è però nei lunghi: Quincy Acy con Omri Casspi nel ruolo di “4”, Tarik Black e Othello Hunter in quello di centro: elementi che si sommano alla perfezione, da una parte il fisico dall’altro la perimetralità, da uno la potenza dall’altro il dinamismo sui cambi difensivi. Attenzione al classe 20001 Deni Avdija.

 

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The EuroLeague season will start in less than a week. Rank the 8 teams that will make the playoffs

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