EuroLeague 2018-2019: il Power Rankings dalla sedicesima alla tredicesima posizione

EuroLeague 2018-2019: il Power Rankings dalla sedicesima alla tredicesima posizione

Il Power Rankings di Sportando dedicato all'EuroLeague che parte questa settimana. Partiamo dalle ultime quattro posizioni

16 – HERBALIFE GRAN CANARIA
Reduce da una stagione incredibile ha dovuto abbandonare la continuità tecnica di Luis Casimiro (volato a Malaga) per ripartire non certo da un esordiente come Salva Maldonado. Un «vecchio lupo di mare» chiamato ad una missione proibitiva, i playoff di EuroLeague, ma con certezze rodate in roster e due volti noti del basket europeo, come Dj Strawberry e Kim Tillie. Esperienza con volontà di riscatto, in un disegno che dovrà impostare dura difesa, valorizzando se possibile il talento ancora grezzo di Anzej Pasecniks, lungo moderno di 216 centimetri.

 

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15 – DARUSSAFAKA TEKFEN ISTANBUL
Il ridimensionamento nella stabilità, per un marchio turco ormai consolidato ma infine lontano anni luce dalla «grandeur» di David Blatt e del gruppo Dogus. Ad Ahmet Caki la missione di dare «dignità» al tutto, senza stelle come furono Wanamaker o Wilbekin. Ne emerge un composto di difficile analisi, con un Ray McCallum in cerca di rilancio dopo il parziale flop di Malaga, un Jon Diebler voglioso di ripartenza dopo stagioni di secondo piano nonostante l’incredibile talento al tiro, e un centro di sicuro impatto (ma per quanti minuti?) come Michael Eric. Di contorno tanti «mestieranti» in grado di fornire piccole cose intangibili nei numeri, oltre a tre atleti a tutto campo come Brown (male al Khimki due anni fa), Kidd ed Evans (già re delle schiacciate in Nba nel 2012).

 

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14 – BUDUCNOST VOLI PODGORICA
Ambiente in stile slavo, per un’arena che sarà terra di sofferenza per molti. Il tutto in un assetto difficilmente prevedibile, con un coach di rinomata comprensione del gioco come Aleksandar Dzikic. Durezza, questa l’essenza del Buducnost, padrone primo della fine del regno della Stella Rossa in Aba-Liga. In campo, la leadership di Gordic e la difesa di Craft (ex Trento) in regia, l’atletismo e la pericolosità dall’arco delle ali Clark e Clarke, la volontà di affermazione ad alti livelli del realizzatore Edwin Jackson. Infine, da non dimenticare sotto canestro, il «sempre atteso» Alen Omic, che a 26 anni deve superare lo scoglio della «giovane promessa».

 

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13 – FC BAYERN MUNICH
Un progetto nato nel nome della grandezza «polisportiva», poi assopitosi nel declino della gestione Pesic all’ombra del Bamberg di Trinchieri, infine ripartito con la conquista del titolo tedesco e la continuità ottenuta in EuroLeague (la licenza dalla prossima stagione). Questo è il Bayern, che entra nella massima competizione a fari spenti, puntando su due elementi riconosciuti a questo livello come il regista Stefan Jovic e la guardia Petteri Koponen. Volti di un grande sistema difensivo, quello che si rispecchia nei valori di coach Dejan Radonjic, e che cerca impennate nei talenti dei lunghi Devin Booker e Derrick Williams. Competitività tutte da dimostrare, in un complesso tutto sommato ostico per chiunque.

 

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