EuroLeague 2018-2019: il Power Rankings dalla quarta alla prima posizione

EuroLeague 2018-2019: il Power Rankings dalla quarta alla prima posizione

Il Power Rankings di Sportando dedicato all’EuroLeague che parte oggi. Arriviamo alle quattro squadre che si giocheranno il titolo

4 – PANATHINAIKOS OPAP ATENE
Il secondo titolo greco consecutivo ha dato ancora più ossigeno alla gestione di Xavi Pascual, che cerca il salto di qualità definitivo in Europa con una squadra «senza domani», se non altro pensando alle parabole di Stephane Lasme, Keith Langford e DeShaun Thomas.Tre nomi pesanti, con un passato importante nella competizione, ma che richiedono un risultato immediato, non certo nel medio-lungo termine. Scelte anche figlie di contingenze, come il super-contratto a Nick Calathes, una necessità di «leadership» che ha comportato gli addii di Mike James e Kc Rivers, gente che dietro di sè all’Oaka ha lasciato un ricordo importante. Con Vougioukas e Lekavicius da valutare in questo nuovo contesto, da considerare la nuova anima greca, che a Pappas e Antetokounmpo unisce Papapetrou e Papagiannis. Nel complesso, una squadra che saprà sempre cosa fare, in qualsiasi fase della partita. Da valutare solo l’energia per mettere in moto il tutto.

 

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3 – CSKA MOSCA
Cska è sinonimo stesso di EuroLeague, ma anche di occasioni perse. Tuttavia, le Final Four di Belgrado sono state l’unica, vera, «legittima» eliminazione per una squadra arrivata all’appuntamento culminante in netto debito fisico. Giusto allora ripartire con Itoudis dopo la conquista della VTB, corretto valutare nuove forze numeriche per un roster comunque meno sotto pressione in patria rispetto alle avversarie (la VTB è a 14 squadre e non ci sono eventi alternativi come le Final Eight di Coppa). Via quindi lo stagionato Khryapa, lo sfortunato Westermann e le seconde linee Korobkov e Fidzon, e dentro l’esperienza di Daniel Hackett, la fisicità di Joel Bolomboy, la perimetralità di Alec Peters e la gioventù di Andrei Lopatin. Tutta da scrivere l’effettiva influenza che avranno questi elementi nella rotazione di Itoudis, sempre legato a doppio filo alle personalità di De Colo e Chacho Rodriguez.

 

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2 – FENERBAHCE ISTANBUL
La grande sconfitta di Belgrado torna in campo dopo un mercato certamente più «influente» di quanto percepito in estate. Brad Wanamaker era elemento non certo di secondo piano nello scacchiere di Obradovic, che si affida ad un Tyler Ennis sulla carta meno «regista» dell’ex Pistoia e Darussafaka. Un ruolo fondamentale per non spremere troppo la meravigliosa lucidità di Kostas Sloukas, in un reparto dove la parabola calante di Bobby Dixon pare inevitabile. Pochi dubbi invece sull’inserimento di Joffrey Lauvergne, che porta conoscenza del basket europeo, peso e talento, lì dove fallì Jason Thompson. Da valutare la mancata sostituzione di James Nunnally, che dalla panchina per due anni ha assicurato punti e difesa. Maggiori responsabilità per Gigi Datome al fianco del pieno recupero di Nikola Kalinic?

 

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1 – REAL MADRID
La vittoria di Belgrado, tanto meritata quanto netta, ha ribaltato gli equilibri europei nel giro di tre giorni. In quella che pareva l’eterna sfida Cska-Fenerbahce, i blancos si sono inseriti di forza, consacrando l’era di un Pablo Laso timoniere mai abbastanza riconosciuto. Sul campo, una squadra nata anche per contingenze (i tanti infortuni della passata stagione), che somma profondità e talento. Si può quindi anche perdere Luka Doncic ritrovando Sergio Llull, certamente più leader per un grupo che si ritroverà anche il tiratore Prepelic e l’ala Gabriel Deck. Da valutare, nell’arco dell’intera stagione, l’effettiva tenuta di star affaticate come Rudy, Reyes, Ayon e Carroll.

 

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