“Essere solidali e tenere duro”

“Essere solidali e tenere duro”

Abbiamo chiacchierato con Roberto Ceccon, socio di Dolcerie Veneziane, top sponsor orogranata.

In questi giorni difficili in cui siamo vicini, ma distanti, vogliamo coinvolgere con interviste le aziende che fanno parte del progetto Reyer. Oggi abbiamo chiacchierato con Roberto Ceccon, socio di Dolcerie Veneziane, top sponsor orogranata. Mai come ora c’è necessità di fare squadra e mandare messaggi positivi, insieme.

1) Caro Roberto, è un momento particolare per tutto il mondo, un’emergenza epocale. Come state vivendo questi giorni e come state preparando la ripresa?

Stiamo vivendo questo momento come tutti, con la sofferenza di essere privati della libertà personale per il bene comune. Inoltre il mercato è stato scosso clamorosamente e sarà sicuramente dura ripartire. Sono però altresì convinto che bisogna tenere duro perché quando torneremo alla normalità avremo tanta voglia di fare, molti stimoli in più e un’esperienza alle spalle che comunque qualcosa ci avrà insegnato. Su questo sono positivo.
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2) Da diversi anni ormai siete parte della famiglia Reyer, lo sport, il basket e in particolare la nostra squadra ci insegnano che non bisogna mai mollare, soprattutto nelle difficoltà. Cosa significa per voi essere parte del Progetto orogranata?

Sono più di 10 anni che facciamo parte di questo progetto e per noi significa essere parte di una famiglia. Lo spirito Reyer rispecchia quello della prima squadra: un gruppo che ha ottenuto risultati grazie a una visione comune che credo sia il vero segreto di tanti successi. Uno dei pregi che riconosco alla società, al Presidente Casarin e a De Raffaele è quello di essere sempre riusciti, anno dopo anno, indipendentemente dai giocatori che arrivavano o partivano, a creare un gruppo solido, coeso, che nei momenti difficili anche contro squadre più forti di noi sulla carta, è rimasto unito portandoci a vincere. Fare parte del Progetto orogranata è anche un po’condividere questo spirito e questa coesione che sono diventati i marchi di fabbrica Reyer e credo che sia lo stesso spirito che anche le nostre aziende dovranno avere per tornare ad essere protagoniste.

3) Siamo reduci dalla vittoria della Coppa Italia, il quarto trofeo conquistato insieme, qual è il vostro ricordo più bello legato a questi anni?

Ho due ricordi in particolare: il primo risale alla promozione in Serie A, l’anno in cui Alvin Young, il nostro capitano, si è infortunato rompendosi la mano, ma rimase, commovendo un po’tutti, comunque fino all’ultimo con la squadra. C’era la voglia e la grinta di farcela a tutti i costi.
L’altro è legato alla Gara 6 vinta a Trento in occasione del primo scudetto dell’era moderna, la prima volta non si scorda mai… erano diverse stagioni che continuavamo a crescere, ma la gioia della vittoria è stata impagabile, riuscire poi a vincerla in casa loro….mi emoziona ancora.

4) Che messaggio volete mandare a tutti i sostenitori orogranata in questo momento?

Voglio mandare un messaggio positivo: dobbiamo tenere duro, aiutarci a vicenda perché si può. Dobbiamo tenere tutte le energie che abbiamo dentro perché appena sarà possibile tornare alla normalità potremo fare molto bene. Dobbiamo essere solidali e pensare un po’meno a noi e un po’più al bene comune.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

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