Divorzio Virtus Bologna-Scariolo: quali dichiarazioni hanno fatto infuriare la proprietà?

La Virtus Bologna ha esonerato Sergio Scariolo. Una decisione clamorosa, che aveva tuttavia preso sempre più forma nelle ultime ore

La Virtus Bologna ha esonerato Sergio Scariolo. Una decisione clamorosa, che aveva tuttavia preso sempre più forma nelle ultime ore.


«Le dichiarazioni del tecnico rilasciate agli organi di stampa in data 13 settembre 2023, che seguono quelle rilasciate durante la conferenza stampa di fine stagione in data 27 giugno 2023, minano, purtroppo, la serenità e l’entusiasmo dell’ambiente virtussino e del gruppo» recita il comunicato ufficiale.


Quali sono le dichiarazioni che hanno fatto infuriare la proprietà? Il 27 giugno, nel corso della conferenza stampa di fine stagione, il coach bianconero parlò del ridimensionamento del budget, pur senza precisarne la misura: «Ho dato atto alla società per avermi esposto con grande trasparenza il nuovo scenario economico in cui andremo a muoverci. Non spetta a me comunicare il budget. I numeri li so ma non voglio dirli io ora».


Scariolo, va detto, sottolinea: «Mi hanno detto la verità, sono stati trasparenti, e lo apprezzo. Non ho ricevuto false promesse, lo accetto, lo digerisco, lo intendo. Quindi si parte e si lavora».


Seguono settimane di silenzi. Il club non commenta, parte del tifo virtussino teme smobilitazioni viste le tanti voci di mercato. Si arriva al 23 agosto, quasi due mesi dopo. Parla il CEO Luca Baraldi, al suo fianco il GM Paolo Ronci: «Vorrei tranquillizzare i tifosi. C’è stata una conferenza stampa in giugno dove sono nati molti allarmismi attraverso dichiarazioni di revisione di budget».


Una successiva frase è ancora più dura (il riferimento, è alle reazioni social): «Dire che Zanetti sta dismettendo, dire che Zanetti non vuole più… sono tutte cazzate. Sono delle cattiverie. Zanetti è a capo di questa società a livello azionario, ha avuto la capacità di attrarre un nuovo socio come Gherardi, tutti gli appassionati dovrebbero esserne fieri».


E ancora: «Mi è dispiaciuto, e lo dico anche con orgoglio, vedere la mortificazione del personale quando sembravamo tutti con le pezze del sedere. Questa è una società che orgogliosamente mi sento di rappresentare».


E si arriva all’incontro tra Sergio Scariolo e la stampa del 13 settembre: «Obiettivi? E’ una domanda per la società. La società mi ha consegnato la squadra e io la ricevo, con voglia di lavorare e volontà di renderla competitiva, che si sacrifica e lavora l’uno per l’altro. La costruzione della squadra è della società, e va dato merito di aver fatto il possibile in base ai mezzi a disposizione. Ora tocca a noi fare il meglio».


Il passaggio su Lundberg, fuori rosa:  «La decisione è della società, in questo momento ha la priorità. C’è stata la comunicazione, vediamo nei prossimi giorni. Lui si allena con grande serietà e professionalità, come ha sempre fatto. Sono decisione che si basano sulla quadratura dei mezzi a disposizione. Non conta chi la prende, è la linea scelta, bisogna adeguarsi ed essere compatti».


Poi c’è quella battuta: «I ragazzi ci stanno dando una mano in allenamento, e magari potranno darci qualche minutino in campionato, minutino che non è Milutinov», con riferimento alla stella serba Nikola Milutinov, accostato a lungo alla Virtus Bologna anche nel corso della passata stagione, poi accasatosi all’Olympiacos.


Pare esserci una non totale aderenza nelle strategie di mercato. Eppure, il 23 agosto, il GM Paolo Ronci aveva parlato così: «Quasi sempre siamo stati in grado di accontentare con il numero uno della lista, e quando non siamo riusciti abbiamo fatto arrivare a Bologna il numero due. Non esistono giocatori che sono stati inventati da Luca Baraldi o Paolo Ronci, senza che il capo allenatore del momento non ne fosse a conoscenza».


E ancora: «La Virtus è dotata di scouting, anche su questo vogliamo fare chiarezza. Abbiamo due scout che lavorano per la Virtus a tempo pieno, due persone che sono state totalmente condivise con Sergio Scariolo. Devontae Cacok è frutto di questo lavoro di scouting. Abbiamo ricevuto delle ottime referenze da parte di Marc Gasol, che è stato suo compagno di squadra ai Lakers. Abbiamo qui dei report approfonditi: quando facciamo delle scelte sono scelte che vengono dallo staff tecnico e che poi devono essere condivise da noi, per quanto riguarda la combinazione tra la parte tecnica e l’aspetto manageriale».


Parole, poi ci sono i volti, le espressioni, e i rapporti lontano da telecamere e taccuini. Ancora più importanti. Questa è solo parte della cronaca di un divorzio.


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