Devin Sweetney attacca il Panionios: Vergognoso come sono stato trattato

Devin Sweetney attacca il Panionios: Vergognoso come sono stato trattato

L'americano all'attacco della squadra greca

Devin Sweetney è tornato negli USA dopo aver lasciato il Panionios in seguito all’emergenza coronavirus in Grecia.
Il gicoatore americano si è dovuto comprare da solo il biglietto aereo dopo che la dirigenza del Panionios è “scomparsa” per 48 non rispondendo alle sue telefonate o ai suoi messaggi.

“Sono indietro nei pagamenti di bonus e stipendi e sono certo che per alcuni miei compagni la situazione è anche peggiore” ha detto Sweetney a Sportando. “Ho scritto a presidente e GM da sabato ma non mi hanno risposto. Non si tratta dei soldi che mi devono ma della nostra sicurezza. Non avevo voglia di rimanere in Grecia dove non venivo pagato e senza sapere se sarei potuto tornare in America nel giro di due mesi. In America ho famiglia e figli. Qui non si tratta di pallacanestro ma di qualcosa che va oltre. E’vergognoso come sono stato trattato” ha aggiunto l’americano arrivato al Panionios a fine dicembre. “Mi hanno ignorato nel mezzo di una pandemia e poi si sono arrabbiati perché mi sono comprato da solo il biglietto aereo senza rimanere in Grecia? Come possono permettersi di trattare la gente in questo modo? Il presidente si è arrabbiato, ha parlato col mio agente ma lo porteremo al Bat della FIBA. Sono stato qui due mesi, sono andato ad ogni allenamento e partita. È arrivato il coronavirus ed io mi sono dovuto comprare il biglietto da solo nonostante non mi pagassero? È assurdo” ha continuato Sweetney. “Sono pro da 10 anni, è una situazione incredibile. Se non hanno soldi che lo dicessero. Non ci va di rimanere qui ed essere trattati come schiavi. Ogni settimana il presidente ci diceva qualcosa di diverso. Quasi tutti gli USA se ne sono andati. Io sono rimasto, la situazione coronavirus è peggiorata e mi ignori? Al meno rispondimi, mantieni una comunicazione con me in questo periodo di crisi. Non mi tratti in questo modo e poi pensi che sia ok”.

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