Della Fiori a Cantieri Aperti 365: “Dobbiamo pensare anche a una partenza senza pubblico”

Della Fiori a Cantieri Aperti 365: “Dobbiamo pensare anche a una partenza senza pubblico”

La settimana di Cantieri Aperti 365 termina con la video-chat con il general manager della Pallacanestro Cantù Daniele Della Fiori

La settimana di Cantieri Aperti 365 termina con la video-chat con il general manager della Pallacanestro Cantù Daniele Della Fiori con il quale abbiamo analizzato il momento della società brianzola.

“E’ un periodo particolare, ma si prova comunque a dare una pianificazione, anche se si fanno tante ipotesi pur senza avere sotto controllo la situazione sanitaria. E’ chiaro che in futuro ci piacerebbe avere i nostri tifosi al palazzetto, ci hanno sempre dato una grande spinta. La pallacanestro ha proprio la gente attaccata al campo. E’ una delle cose belle del nostro sport, ma si deve dare un segnale, non possiamo precludere a priori di giocare senza pubblico. Dobbiamo pensare anche a una partenza senza pubblico, per non stare troppo tempo senza basket”.

Per Della Fiori Cantù è qualcosa di più di una semplice società visto che in città ci è nato e suo papà è stato un grande protagonista dei trionfi degli anni ’70: “Mio papà arrivò a Cantù a 16 anni per giocare a basket, io poi sono nato che lui già giocava a Venezia e poi a Varese, però mi racconta di quei tempi mitici. Aneddoti che sono molto diversi da adesso perché gli italiani rimanevano in una squadra per 6/7 anni, c’era tempo per formare dei gruppi fantastici”.

L’esperienza di Verona lo ha formato definitivamente: “Uscire dal guscio ti dà la possibilità di essere più lucido avendo una componente emotiva minore. L’anno scorso l’ho messa in pratica, ragionare meno di pancia, sbollire le sensazioni del momento è fondamentale per operare al meglio”.

Da GM ha appena confermato coach Pancotto: “Ha ottenuto risultati, un grande coach ed è una persona splendida. L’anno scorso lo proposi perché pensavo che potesse essere la persona giusta per infondere tranquillità ad un ambiente in cui era lecito aspettarsi emozioni a profusione. Non è mai stato preso all’ansia, ha saputo dare alla nostra squadra molto giovane delle certezze fondamentali”.

Una squadra che ha sorpreso: “Non potendo disporre di giocatori di chissà quale talento o esperienza, ho cercato un gruppo di brave persone che potesse andare a mille all’ora e stesse bene insieme all’interno del gioco. Si è formato un grande gruppo in palestra che stava bene insieme con una sana competitività, una voglia di emergere che ha spesso colmato il gap di inesperienza”.

Il talento in rampa di lancio è quello di Gabriele Procida: “E’ un talento di grande prospettiva, speriamo che stia con noi, gli abbiamo fatto una proposta pluriennale. E’ un percorso naturale che speriamo prosegua. Purtroppo aveva iniziato a giocare con continuità, ma il lockdown l’ha fermato. Non deve avere troppe responsabilità, deve pensare a migliorarsi e crescere, è un giocatore su cui vogliamo proprio puntare. Se uno è forte, è forte anche a 18 anni”.

In questo senso si inserisce il suo pensiero riguardo il futuro del basket italiano: “Il punto sta nella produzione dei giocatori. Non è legata a quanto li fai giocare, ma a quanti ne produci. Se poi ne produci sicuramente giocano. Il problema è che i nostri giocatori non sono pronti per la A, ma non hanno un percorso tra i 18-22 anni per maturare perchè 92 squadre tra A2 e B portano ad una dispersione del livello. E poi le giovanili devono tornare ad essere fonte di guadagno, quale imprenditore fa una cosa in perdita?”

La chiave per comporre una buona squadra: “Convincere i giocatori che quello che tu hai pensato per loro sia il meglio per se stesso. Oggi i giocatori hanno obiettivi individuali, e devono andare di pari passo con gli obiettivi di squadra. Se queste cose funzionano può venire fuori qualcosa di vincente”.

Il colpo di mercato di cui va più orgoglioso risale ai tempi dell’A2: “L’intuizione più bella penso di averla avuta con Michael Frazier a Verona che poi ha fatto pure qualche partita ai Rockets. Era fortissimo”.

E non si poteva che chiudere con aneddoto legato al mondo dell’allora Metta World Peace, neo ribattezzatosi Metta Ford-Artest: “Ci presentiamo alla prima trasferta e lui oltre alla borsa ha un’altra valigia non ufficiale. Arriviamo in albergo e mi chiede di stare in camera da solo, pagando la differenza, faceva quegli stranissimi trattamenti cinesi di coppettazione e poi nella valigia aveva il cibo biologico subito consegnato al cuoco per essere cucinato. Una persone con una cura del proprio corpo incredibile”.

Si rientra lunedì 18 maggio tornando a calcare virtualmente il parquet con “Toto” Forray, playmaker e bandiera dell’Aquila Trento che sarà con il team di Cantieri Aperti 365 in diretta a partire dalle ore 18.30.

Fonte: Cantieri Aperti 365.

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