De Raffaele: “Non cambierà la nostra voglia di essere competitivi”

De Raffaele: “Non cambierà la nostra voglia di essere competitivi”

Il Coach dell'Umana Reyer Venezia “Credo che sia stata una stagione molto positiva, da ricordare. Ovviamente va tutto in secondo piano rispetto a ciò che sta succedendo"

Abbiamo raggiunto telefonicamente coach Walter De Raffaele, ringraziandolo per la sua disponibilità.

I campioni d’Italia dell’Umana Reyer Venezia sono la squadra più vincente delle ultime 4 stagioni in Italia, lo dicono i fatti.
Il coach livornese ha allenato 257 partite ne ha vinte 165.
I numeri sono straordinari. Basta pensare che Venezia si è aggiudicata il 64% delle partite ufficiali in riferimento a tutte le manifestazioni disputate ( LBA compresi i playoff, BCL, EuroCup e Coppa Italia) poi culminate con 4 trofei messi in bacheca ossia: due Scudetti, una Coppa Nazionale e un trofeo europeo.
Ma non basta, unica squadra ad essersi qualificata “sul campo” alle competizioni europee nelle ultime 5 stagioni. Quest’anno gli orogaranta saranno ancora presenti in Europa nonostante non ci sia una classifica definitiva per via di un campionato troncato poco dopo la metà della regular season in attesa poi di capire cosa succederà e se si disputeranno i playoff di EuroCup 2019-2020.
Anche questa conclusa è una grande stagione. Playoff, come detto di EuroCup ovvero nelle prime otto squadre della manifestazione, con alcune partite clamorose soprattutto in trasferta; una su tutte la vittoria alla Stark Arena di Belgrado con il Partizan davanti a 20.000 serbi.
La Coppa Italia mai vinta nella storia della Reyer e in campionato gli orogranata erano in recupero, poi ovviamente non sapremo mai cosa sarebbe potuto succedere una volta raggiunti i playoff.
Ecco le parole del coach:

Sulla stagione:
“Credo che sia stata una stagione molto positiva, da ricordare. Ovviamente va tutto in secondo piano rispetto a ciò che sta succedendo, ma se devo valutare in modo asettico la parte sportiva abbiamo portato a casa un titolo bellissimo come la prima Coppa Italia della storia Reyer, a Pesaro, abbiamo disputato una grande stagione europea e forse ci siamo interrotti nel nostro momento migliore senza sapere come sarebbe andata a finire. Un’altra grande stagione.”

Sulla Reyer del domani:
“Per noi non cambierà la voglia di migliorarci, il nostro desiderio di fare “famiglia”, il desiderio di dare grandi soddisfazioni a tutti coloro che collaborano al progetto Umana Reyer. Saremo ancora più uniti e saremo pronti per dare ancora grandi emozioni e avere la stessa empatia con tutto il nostro “popolo” cercando il più possibile di regalare nuove emozioni soprattutto in un momento davvero difficile per tutti”.

Sull’assegnazione dello scudetto:
“Mi rifaccio alle parole dei dirigenti della Virtus Bologna che hanno detto che lo scudetto va assegnato a medici e infermieri, sono completamente d’accordo e aggiungerei anche a tutti coloro che mandano avanti la quotidianità di questo Paese. Sportivamente capisco lo stato d’animo di chi ha lavorato ed è stato in testa per tutta la stagione. Non spetta a me decidere su questo argomento. Ci sono degli organi preposti che, come hanno fatto fino ad ora, prenderanno le decisioni giuste.”

Sul futuro e un nuovo inizio:
“Secondo me non sarà una stagione normale anche se speriamo sia una stagione di rinascita per tutto il mondo. L’idea più importante è quella di sperare che si possa essere felici di andare tutti al palazzetto.
Me lo aspetto un po’ diverso. Che possa essere l’occasione per ricominciare con situazioni migliori, anche se il grave problema sanitario mi rende difficile il pensare a ciò che potrà essere. Mi aspetto che anche la pallacanestro non sarà uguale. Ci sarà una ricaduta economica e sociale su tutto il mondo sportivo.
Ci saranno priorità diverse rispetto allo sport, soprattutto nelle categorie più basse ci saranno grandi difficoltà.
Credo che lo sport di vertice abbia anche un ruolo sociale importante per fare emozionare le persone e aiutare in questo momento difficile. Credo che riusciremo tutti ad apprezzare di più ciò che abbiamo e le piccole cose.”

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