Daniel Hackett per Sportando: La stagione perfetta, il rapporto con Itoudis, il mio futuro a Mosca

Daniel Hackett per Sportando: La stagione perfetta, il rapporto con Itoudis, il mio futuro a Mosca

Daniel Hackett in esclusiva per Sportando: Si, il primo anno all’Olimpia Milano è stato una guida per me qui a Mosca

Daniel Hackett è un uomo che vive un momento di pausa. E’ il momento di pausa del vincente, che si siede, si guarda indietro e ritrova le gesta delle vicine grandezze: «Una toccata e fuga a Pesaro, poi un passaggio a Milano Marittima dove lavora mia sorella, e dove David Moss guida il suo camp». Il guerriero, inevitabilmente, dovrà guarire le sue ferite: «Per la Nazionale, un ceck-up a Roma. Dopo le battaglie il corpo reclama e io non dormo più la notte. Incerottato, tornerò a casa».

Daniel Hackett e la stagione perfetta

Alle spalle, una stagione per cui Daniel Hackett può solo spendere una parola: «Perfetta. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. E vincere un’EuroLeague al primo colpo con una “big” è qualcosa di fantastico. Al tutto si somma una VTB condotta senza sconfitte nei playoff».

Una cosa non da poco dopo un’esperienza totalizzante come le Final Four di Vitoria: «Innegabilmente all’inizio abbiamo un po’ camminato, con lo Zenit eravamo spompati e abbiamo rischiato di perdere gara-2 in casa. La VTB è un campionato forse non all’altezza della LBA a livello medio, ma con punte altissime e competitive in Unics, Khimki, Zenit e Kuban. In finale l’infortunio di Shved ha messo tutto in discesa».

Cska è vittoria, quindi inevitabile pressione: «Abbiamo tutto. Confort, un charter con cui spostarci, le famiglie vengono poste davanti a tutto. Ogni esigenza ha la sua copertura. Quando le cose sono così, “avere” diventa inevitabilmente “dare”. Bisogna vincere, vincere sempre, per loro non c’è alternativa. Ogni sconfitta fa inevitabilmente notizia, e questa è una cosa che il club non vuole. E a questo si reagisce con grandi giocatori e un grande gruppo».

Due momenti chiave. Il ko di Podogorica del 23 novembre e la scoppola dell’Oaka del 28 dicembre: «Due sveglie da parte di Itoudis, allenamenti che non sono stati certamente spiacevoli ma che hanno compattato lo spogliatoio. Sia chiaro, tutto molto facile con giocatori come Kyle Hines e Nando De Colo , ma non solo. La stagione di Cory Higgins non è stata celebrata appieno, Will Clyburn al top dall’inizio alla fine, e Sergio Rodriguez è… Sergio Rodriguez».

Daniel Hackett e Dimitris Itoudis

Fondamentale il coach, e tutto il gruppo di lavoro a lui riferito: «Ricordo il primo contatto con Dimitris Itoudis, ero a Trieste. L’impatto è stato importante: mi ha subito chiarito l’idea di quel che potevo dare, di come potevo aiutare. L’avvio di stagione non è stato semplice, ma il rapporto è stato chiaro, diretto, ho richiesto alcuni colloqui individuali e lui non si è mai sottratto. Parliamo, sportivamente, di uno squalo, di un uomo di grande competitività, duro, severo, lavoratore».

Da questo, un piccolo retroscena: «Essere cercato dal Cska era un’opportunità irrinunciabile, una soddisfazione innegabile. Stavo lavorando ad un accordo con l’Unics, con Claudio Coldebella il discorso era avviato, poi è arrivato Itoudis».

Daniel Hackett e il processo di maturazione

Una nuova tappa di un percorso di crescita infinito che regala al basket italiano un Daniel Hackett diverso: «Sono più completo, a livello mentale, a livello tecnico. Si tratta di capire il gioco, di conoscere gli avversari, è maturazione totale, definita e conclusa qui al Cska. A livello fisico non sono più esplosivo come ai tempi di Siena, di Pesaro, ma grazie al lavoro con Sandro Bencardino al Bamberg ora mi sento molto bene anche fisicamente dopo qualche acciacco di troppo».

L’ingresso al Cska un po’ come quella a Milano, nel 2014: «Si, il primo anno all’Olimpia è stato una guida per me qui a Mosca. Non dovevo essere un primario terminale offensivo, dovevo inserirmi e sostenere i compagni con un ruolo differente. Poi ritorna il concetto di crescita, vissuto con Itoudis e il suo staff: vengo raramente battezzato e sono più responsabile. Dopo il p&r devo continuare ad attaccare, devo essere aggressivo, perchè questo aiuta le stesse prime opzioni offensive a levarsi un po’ di pressione dalle difese».

Daniel Hackett e la Nazionale

Ora inizia il percorso verso il mondiale cinese: «Dobbiamo raccogliere i cocci di cocenti delusioni. Speriamo di essere tutti in salute nel momento chiave per raggiungere un buon risultato. Meo Sacchetti è geniale, sento grande positività».

Daniel Hackett e il futuro

Il tutto pensando al futuro: «La volontà del Cska è proseguire il rapporto, e lo stesso vale per me. Si parla anche di un prolungamento di contratto, sono voci che ho sentito e che non nego, ma ovviamente siamo in stallo: il club sta lavorando ad altre situazioni come priorità».

La famiglia, sempre al suo fianco: «Elisa e Victoria sono tutto quello che c’è di bello nell’esistenza. E a Mosca stanno bene. L’asilo è sotto casa, al Cska abbiamo una dimensione di squadra dove la presenza di compagne e bambini è molto forte. Siamo a casa».

Daniel Hackett riparte, uomo sereno e consapevole, dopo la stagione perfetta: «Sarò a Pesaro per Elev8, poi la Nazionale». Sempre sul pezzo. Sempre.

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