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Corner Stats – Tempi di gioco

Corner Stats – Tempi di gioco

Nel Corner Stats odierno si analizzano i tempi e i ritmi di gioco.

Bentornati su Corner Stats! L’articolo di oggi nasce da una delle domande trovate tra i commenti sotto i precedenti articoli: l’utente RedDragon mi ha chiesto se fosse possibile evincere come le squadre sfruttino il tempo a disposizione da un lato e come cerchino di “rubarlo” agli avversari dall’altro. Analisi interessante, ma possibile solo in ambito NBA dove sono disponibili alcune utili informazioni. Scopriamo quali.

Sul sito NBA sono disponibili i tiri presi (e realizzati) rispetto a differenti metri di paragone: possiamo visualizzarli in base alla distanza, alla posizione e anche rispetto al tempo del cronometro dei 24″. La suddivisione è fatta nel seguente modo:

  • 24-22 secondi rimanenti: inizio azione (ricadono i tiri effettuati dopo un rimbalzo offensivo e quei rari tiri fatti negli ultimi secondi dei periodi di gioco dalla propria metà campo);
  • 22-18 secondi rimanenti: tiri presi molto presto (gran parte dopo un rimbalzo offensivo);
  • 18-15 secondi rimanenti: tiri presi abbastanza presto;
  • 15-7 secondi rimanenti: i tiri presi più comuni;
  • 7-4 secondi rimanenti: tiri ritardati;
  • 4-0 secondi rimanenti: tiri molto ritardati;

Tale suddivisione permette perciò di analizzare le distribuzione dei tiri all’intero dei 24″; ovviamente tale suddivisione è disponibile anche per le avversarie. Grazie a questi dati possiamo analizzare come viene utilizzato il tempo dalle varie squadre. Teniamo però presente che in tale analisi non ricadono le palle perse (la suddivisione per tempo non è disponibile) e ci sarà, come già detto, una certa influenza di tiri presi subito dopo un rimbalzo offensivo. Per le palle perse si può accettare il fatto che abbiano una distribuzione temporale simile a quella dei tiri presi: una squadra che tira maggiormente in un determinato range di tempo, perderà la maggior quantità di palloni nel medesimo range. I rimbalzi invece influenzano maggiormente i primi due range di tempo (24-22 e 22-18): quei range, come vedremo, sono molto simili per tutte le squadre; possiamo quindi affermare che i rimbalzi incidano in egual maniera su tutte le squadre e che quindi non generano differenze tali da creare errori di valutazione.

Partiamo dunque con un grafico che mostra la distribuzione dei tiri di ogni squadra rispetto ai range:

Come si può vedere, nella maggior parte dei casi le squadre tirano nel range tra i 15″ e i 7″: nel complesso ci sono squadre che tirano maggiormente nella prima parte di azione e altre che tirano di più verso la conclusione della stessa, come ovvio che sia. Volendo ora convogliare in un unico numero che tenga conto del tempo medio di azione è utile eseguire una media pesata sui tiri presi. Si prende perciò il tempo medio di ogni range di tiro (22″ per il primo, 20″ per il secondo, 16,5″ per il terzo, 11″ per il quarto, 5,5″ per il quinto e 2″ per l’ultimo) e lo si pesa sui tiri presi da ogni squadra.
Facendo tale operazione sia sui tiri presi, che su quelli concessi, si ottiene il tempo medio di tiro delle azioni offensive e difensive. Considerando che le palle perse avranno distribuzione simile e che i rimbalzi influenzano in egual maniera tutte le squadre, possiamo affermare che il tempo medio di tiro sia coincidente con il tempo medio di un’azione. Riporto quindi i risultati nel seguente grafico:

Osserviamo la disposizione sull’asse X: a sinistra troviamo squadre come Golden State o i Pelicans, che sappiamo essere amanti della corsa. Man mano che ci spostiamo a destra troviamo invece squadre più lente come San Antonio o Miami. Incrociando infatti il tempo medio di tiro con il Pace delle varie squadre, la distribuzione del grafico ci conferma che i valori calcolati rispecchiano le volontà delle squadre:

La curva è praticamente una retta che va da angolo ad angolo, come poi era lecito aspettarsi. Ci sono però dei casi particolari come Brooklyn e OKC. Prendiamoli come spunto di analisi: i Nets, a fronte di un tempo medio di tiro medio basso, hanno mediato un Pace abbastanza alto; i Thunder, al contrario, tiravano abbastanza presto nell’azione (quasi come le squadre più veloci come GS), ma hanno un Pace vicino alla media di Lega. Per trovare un motivo dietro a queste dobbiamo tornare al grafico precedente e focalizzarci in questo caso sull’asse Y: la posizione di OKC ci dice che la loro difesa costringeva gli avversari a tiri ritardati, mentre per Brooklyn tiri veloci. In generale, la maggior parte delle squadre rimangono attorno alla media del tempo di tiro concesso: da ciò si deduce che l’efficienza difensiva non è molto influenzata dal tempo di tiro concesso. Certo, forzare gli avversari a tiri negli ultimi secondi è sinonimo di ottima difesa, ma incide molto di più il tiro sbagliato rispetto al tempo di tiro.

Tale tempo però influenza il ritmo in alcuni casi, come ad esempi i già citati Thunder o i Nets:

Non è un caso che intersecando Pace e tempo di tiro concesso la distribuzione delle squadre sia concentrata attorno alla media di lega, e solo i casi particolari dei Thunder e dei Nets si discostano da essa: squadre particolari che da un lato impongono un certo ritmo, mentre dall’altro ne concedono un altro per via delle loro impostazioni difensive.

In conclusione si può affermare che il più delle volte sono gli attacchi a influenzare i Pace di squadra; la fase difensiva concede in media un tiro durante il range 15-7, che non incide più di tanto sul ritmo di gioco. Esistono, come abbiamo visto, casi particolari, ma quando si parla di ritmo di gioco, è molto probabile che esso sia generato da un certo tipo di attacco piuttosto che da un certo tipo di difesa.

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