Corner Stats: quanto bisogna utilizzare un giocatore?

Corner Stats: quanto bisogna utilizzare un giocatore?

Analizziamo l'influenza dei minuti giocati sulle prestazioni dei giocatori.

Bentornati su Corner Stats! Oggi voglio analizzare un discorso legato all’utilizzo dei giocatori e alle loro performance in relazione all’utilizzo stesso. Ringrazio il mio amico e compagno di podcast Paolo che mi ha suggerito l’argomento. Andiamo!

I minuti giocati sono, alle volte, un aspetto poco considerato nell’analisi di un giocatore. Eppure il tempo di utilizzo condiziona pesantemente la quantità di contributi che un giocatore può dare o meno; questa negligenza è in alcuni casi lenita dal fatto che le statistiche avanzate tengono già conto del minutaggio medio di un giocatore, ma ciò non toglie che sia comunque importante avere un occhio di riguardo per l’utilizzo medio.

A conferma dell’importanza di considerare il minutaggio di ogni giocatore, esistono le statistiche per 36 minuti: in breve, si dividono i contributi a partita per i minuti giocati e si moltiplica il risultato per 36. In questo modo i punti, gli assist, i rimbalzi di tutti i giocatori si basano su uno stesso minutaggio. A mio parere però tale sistema è tanto semplice quanto fallace: si assume infatti una distribuzione lineare dei contributi rispetto al tempo, cosa alquanto rivedibile e approssimativa.

Osserviamo quindi la distribuzione di tre comuni statistiche avanzate rispetto ai minuti giocati di tutti i giocatori NBA con un numero minimo (10) di partite giocate: Offensive Rating, Defensive Rating e PER.

In questo primo grafico ho intersecato i minuti a partita con l’Offensive Rating. La distribuzione su 100 possessi permette a tale statistica di ovviare in parte alla dipendenza dal tempo, ma comunque le formule necessitano di quel dato; di conseguenza la distribuzione del grafico mostra come maggiore sia l’utilizzo del giocatore, tendenzialmente maggiore sarà il suo Offensive Rating. In buona sostanza si può assumere che più tempo si ha a disposizione, più possibilità si hanno per contribuire alla causa offensiva della propria squadra.

Il secondo grafico mostra invece il Defensive Rating: in questo caso l’andamento è inverso rispetto a quello precedente. A mio parere ci sono due fattori fondamentali che incidono su tale andamento: in primo luogo la stanchezza accumulata da giocatori con alto utilizzo incide negativamente sulla loro tenuta difensiva. In secondo luogo gli specialisti difensivi non hanno mai minutaggi elevati, proprio perché vengono utilizzati solo in determinati frangenti di partita per sfruttare le loro caratteristiche.

Infine il PER: tale statistica tiene ovviamente conto dell’utilizzo del giocatore, ma chiaramente la densità dei punti e la linea di tendenza suggeriscono che sia più facile ottenere PER alti con minutaggi medio/alti. Anche perché il PER è una statistica cumulativa e perciò più alto è l’utilizzo, più è alta la probabilità che il giocatore contribuisca con punti, assist, rimbalzi, ecc…

I tre grafici mostrano quindi una tendenza chiara: all’aumentare dei minuti le statistiche offensive tendono a crescere, mentre quelle difensive tendono a peggiorare. Questo a livello generale, ovviamente: ho preso infatti in considerazione indistintamente tutti i giocatori. E questo va bene per la prima parte di analisi, ma in realtà ciò che è davvero interessante è analizzare come le statistiche si comportino per giocatori di diverso tipo. Notoriamente abbiamo le stelle che giocano moltissimi minuti e hanno in mano diversi possessi. Abbiamo poi i comprimari che chiamano meno possessi delle stelle. Ci sono infine giocatori in uscita dalla panchina che vengono utilizzati 20/25 minuti e che hanno quasi sempre compiti particolari (tiratori puri o specialisti difensivi). Selezioniamo dunque per queste categorie cinque giocatori e osserviamo l’andamento delle statistiche in base al minutaggio.

Per la prima categoria (stelle) ho selezionato Harden (37.6, 115.2, 110.9), Giannis (32.9, 113.5, 100.9), Lebron (35.3, 108.6, 106.9), Embiid (33.9, 111.4, 103.3)  e Westbrook (35.9, 111.6, 106.1). Tra parentesi trovate la media di minuti, Offensive Rating e Defensive Rating.

A parte l’eccezione di Lebron, tutte le tendenze mostrano un andamento quantomai simile: al di sotto della media di minuti giocati i valori di Offensive Rating sono alti, poi si riducono attorno al minutaggio medio (assestandosi attorno al valore medio del loro Offensive Rating) ed infine ritornano su livelli alti con minutaggi superiori alla media. Tale andamento è spiegabile con diversi fattori: i picchi a basso utilizzo sono probabilmente dovuti a ottime prestazioni nei primi frangenti di gara, che permettono di indirizzare la partita sui binari giusti e aumentare il garbage time a fine partita. Al contrario in partite punto a punto è facile che la stella giochi di più e che faccia prestazioni al di sopra della media per ottenere un risultato positivo.

Dal punto di vista difensivo invece le tendenze rispecchiano quanto già detto precedentemente.

Passiamo ora al secondo gruppo, quello dei comprimari. Ho selezionato Middleton (31.4, 113.6, 103.2), Gallinari (30.5, 112.6, 110.3), White Derrick (25.8, 109.2, 106.5), Collins (29.7, 110.2, 110.8) e Mirotic (27.1, 110.9, 107.5).

Wow, Collins e White! Sono gli unici due giocatori selezionati che mostrano un andamento simile a quello delle stelle (White sopratutto). Gli altri invece mostrano un trend inverso a quello appena citato: gli Offensive Rating aumentano fino a raggiungere l’apice attorno al minutaggio medio, poi decrescono.

Ancora una volta invece, la difesa mostra sempre lo stesso andamento.

Infine, l’ultimo gruppo, quello degli specialisti: Shamet (22.3, 109.9, 107.3), Belinelli (23.1, 110.7, 110), Korver (19.1, 105.7, 102.8), Kanter (23.9, 103.6, 113) e Gerald Green (20.6, 113.3, 107.9).

Torna il trend già visto con il secondo gruppo, ma in questo caso il picco lo si raggiunge attorno ad un minutaggio superiore a quello di utilizzo medio: in altre parole sono giocatori che vengono sfruttati di più nelle partite in cui sono “in the zone”.

E infine per la fase difensiva abbiamo un andamento diverso dal solito: in questo caso assomigliano di più agli andamenti offensivi. Nelle serate in cui riescono a rendere di più in attacco, questo tipo di giocatore cresce di livello anche dal punto di vista difensivo.

In conclusione, i grafici riportati mostrano alcune ragioni dietro a determinati utilizzi dei giocatori: rispetto al loro ruolo e funzione, mostrano un andamento differente nelle due statistiche avanzante utilizzate per l’analisi, proprio per il diverso utilizzo. Tramite l’ultima coppia di grafici si capisce perché gli specialisti, anche nelle serate più positive non vengano sfruttati più del dovuto: oltre ad una certa soglia tendono a calare di rendimento.

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