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Corner Stats: pesare le palle perse

Corner Stats: pesare le palle perse

Nel post di oggi analizziamo le palle perse.

Bentornati su Corner Stats! Durante l’analisi di alcune caratteristiche del Pace abbiamo accennato al fatto che le palle perse non hanno egual valore, dato che alcune di esse non interrompono le azioni di gioco. In questo nuovo post andremo appunto ad analizzare questo aspetto in termini statistici.

Nell’intento di pesare in modo differente le palle perse, la prima cosa da fare è definire le palle perse inattive e attive. Con inattive intendo tutte quelle palle perse a cui seguono delle interruzioni di gioco: possono essere un’infrazione di passi, uno sfondamento o in generale una infrazione del regolamento. Con attive invece intendo tutte quelle palle perse che non interrompono il gioco: banalmente sono le rubate avversarie. Tra le due, le attive sono quelle che possono essere considerate più gravi, dato che offrono agli avversari una possibilità di transizione e quindi punti facili. L’idea è quindi dare un peso maggiore alle palle perse attive rispetto a quelle inattive.

Il secondo passo è capire che peso dare: moltiplicare le palle perse attive per un fattore uguale per tutte le squadre non sarebbe corretto, in quanto non si terrebbe in considerazione l’abilità in transizione difensiva di ogni squadra. Infatti la diretta conseguenza di una palla persa attiva è la transizione avversaria: ciò non sempre avviene, ma per questa analisi possiamo semplificare e accettare tale approssimazione. La transizione può essere più o meno efficiente a seconda dell’abilità dei giocatori avversari, ma anche a seconda del sistema difensivo di squadra. L’idea è quindi quella di correlare il fattore amplificativo delle palle perse attive con l’abilità difensiva in situazione di transizione.

Per trovare un valore statistico che contabilizzi l’abilità difensiva in transizione ci sarebbero diversi modi: purtroppo, rispetto la passata stagione, diversi dati non sono più disponibili, in particolare i playtype NBA. Per ovviare a queste mancanze, il metodo più logico è rapportare i punti concessi in contropiede a quelli totali. Maggiore è il risultato, peggiore sarà l’abilità difensiva della squadra durante il contropiede avversario. Una volta individuati i rapporti di ogni squadra si calcolano i percentili dei rapporti appena calcolati: i percentili saranno dunque i nostri fattori amplificativi.

Quindi eccoci, la formula per il calcolo delle palle perse pesate è la seguente:

wTO = (TO – Opp ST) + (1 + k) * Opp ST

Il primo termine (TO – Opp ST) identifica le palle perse inattive. Il secondo termine moltiplica invece le palle perse attive (le rubate avversarie) con il famoso fattore amplificativo: il termine k è il percentile individuato rispetto ai punti concessi in contropiede. In questo modo si tiene conto della bravura su entrambi i lati del campo della squadra: possono esserci squadre che tendono a perdere molti palloni, ma che non pagano troppo questo difetto con la loro ottima reazione difensiva. In questo caso il valore di palle perse attive sarà alto, ma non sarà troppo amplificato per via del basso valore di k. Ci possono essere invece squadre che non solo perdono molti palloni, ma non rientrano neanche in modo efficiente in difesa: in questo caso il risultato finale sarà ben più alto e più negativo di altre squadre. Il senso è quindi questo: dare un valore più alto alle palle perse attive rispetto a quelle inattive e identificare tale peso in base alle abilità difensive in transizione.

Ho dunque eseguito tale calcolo per NBA e EuroLeague: ecco qualche grafico che mette in luce i risultati ottenuti.

Lo Zalgiris è la peggiore per palle perse ogni 100 possessi e si conferma tale anche nel ranking delle palle perse pesate. Spostandoci però verso sinistra possiamo notare alcune differenze: per esempio, a parità di palle perse, Baskonia e Efes subiscono in maniera differente le conseguenze di una persa: la squadra turca ha un valore di wTO ben più alto, risultato che ci dice come tra le due squadre quella più penalizzata da una persa sia l’Efes.

In NBA la situazione è invece la seguente:

Anche in questo caso la peggiore nelle palle perse rimane la peggiore anche in quelle pesate, ma limitandoci all’analisi del “gruppone” possiamo trovare altri esempi come fatto con Baskonia e Efes.

Le palle perse pesate sono quindi un buono strumento per valutare il peso di ogni palla persa, considerando anche l’abilità difensiva della squadra. Gli usi di questa statistica possono essere molteplici: valutare quanto una squadra sia influenzata dal perdere palloni e analizzare la conseguenza di quando questo incida sul rientro difensivo; capire se le transizioni avversarie siano maggiormente influenzate dalle palle perse o dalla difesa, cercando quindi di migliorare uno o l’altro aspetto; analizzare le palle perse di ogni squadra valutando però anche altri aspetti di gioco, che non sono contemplati nella normale statistica relativa alle perse.

Nelle prossime analisi potrebbero dunque tornarci utili per approfondire determinati aspetti di gioco.

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