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Corner Stats: LBA Final 8

Corner Stats: LBA Final 8

Analizziamo qualche numero relativo alle Final 8.

Bentornati su Corner Stats! Articolo settimanale dedicato ovviamente alle Final 8 di Serie A appena concluse, nelle quali ha prevalso la Vanoli Cremona di coach Meo Sacchetti

La Coppa Italia riserva ogni anno tantissime sorprese e colpi di scena impossibili da pronosticare ed è per questo che il format è largamente apprezzato. A giudicare poi dagli articoli che vengono dedicati alla competizione (ogni riferimento al New York Times è ovviamente voluto), l’apprezzamento sembra non limitarsi al nostro Paese.
Le statistiche che vengono raccolte in queste pochissime partite ovviamente non sono utilizzabili per determinare dei trend, ma piuttosto per comprendere al meglio come sono state giocate le varie partite. Per questa analisi concentriamoci sulla finale.

Cremona e Brindisi sono due squadre con rotazioni limitate: oltre ai cinque giocatori che compongono lo starting five, Sacchetti e Vitucci possono contare su 3/4 validi elementi. Giocando partite così ravvicinate è normale che la stanchezza accumulata si faccia sentire verso la fine, in particolare nei giocatori con utilizzo maggiore. Oltretutto entrambe le squadre sono composte, a meno di qualche elemento, da giocatori con poca esperienza in finali secche, che si può tradurre in un aumento della tensione in ogni giocatore: stanchezza accumulata e posta in palio hanno quindi portato ad una finale giocata a ritmo basso rispetto al resto della competizione (la media è stata 77 possessi a partita):

Come si nota nel grafico a sinistra, il Pace di entrambe le squadre è calato durante la finale; altro dato che conferma come le due finaliste sentissero un po’più di tensione rispetto alla precedenti partite è l’Offensive Rating: Brindisi è calata ad ogni partita, mentre Cremona ha diminuito la sua efficienza tra semi-finale e finale (teniamo però presente che nei quarti ha affrontato Varese, una delle migliori difese di Serie A). Infine, due statistiche che ci mostrano un calo generale di qualità nella finale sono le palle perse e la percentuale di tiro:

Sia Cremona che Brindisi hanno avuto la loro peggior prestazione balistica durante la finale, sicuramente condizionate dai già citati fattori di stanchezza e tensione, ma anche da difese più preparate. Se però Brindisi ha peggiorato anche il dato relativo alle palle perse, Cremona è invece riuscita a non sprecare troppi dei suoi possessi: questa è sicuramente una chiave delle vittoria della squadra di Meo.

Nel momento in cui ci sono così tanti errori al tiro, dominare la battaglia a rimbalzo permette di avere più chance di vittoria: Cremona ha catturato il 34% di rimbalzi offensivi, concedendosi quindi una buona dose di secondi tentativi, importantissimi nell’economia della partita. Brindisi in effetti ha faticato sotto i tabelloni (48% di rimbalzi catturati). In questo genere di finali ogni possesso può risultare decisivo; i rimbalzi diventano quindi importantissimi e generalmente chi riesce a prevalere in questo aspetto, vince la partita.

A mio parere però il fattore più determinante nella vittoria di Cremona è stato la gestione della panchina: come dicevo a inizio articolo, la Vanoli e l’Happy Casa hanno rotazioni corte. La tabella seguente riassume minutaggio e giocatori in rotazione:

Per Cremona non ho contato Gazzotti (il quale ha giocato solamente 1 minuto in tutta la competizione). Come si può notare, pur avendo un giocatore in meno, Sacchetti ha sfruttato maggiormente la sua panchina e ciò ha pagato. A titolo di esempio si possono citare la prestazione nei minuti finali di Ricci in semi-finale o quella di Ruzzier in finale: giocate importanti che hanno aiutato Cremona ad alzare il trofeo. La stessa cosa non si può dire per Brindisi: l’unico giocatore in uscita dalla panchina che ha prodotto punti (o comunque contributi tangibili) con costanza è stato Walker; Rush, Zanelli e Wojciechowski non hanno invece saputo dare minuti di qualità. Questo fatto è avvenuto in modo particolare nella finale; per mostrare tale fatto ho calcolato l’efficienza media di starting five e panchina delle due squadre in finale.

Come si nota, per Cremona l’Offensive Rating dei giocatori in panchina è stato di circa 109, mentre per quelli della Happy Casa è stato ben più basso. In partite come questa è chiaro che la squadra che ottiene il miglior contributo anche dal proprio “supporting cast” ha maggiori possibilità di vittoria. Così è stato per Cremona, che ha trovato punti importanti da Ruzzier e Ricci anche in momenti delicati o a gioco rotto. Oltretutto si può anche constatare come i cinque giocatori del quintetto Brindisino non siano riusciti a replicare quanto di buonissimo fatto vedere nelle precedenti partite; sicuramente il fattore stanchezza ha giocato un ruolo fondamentale in questo calo. Chappell e Moraschini, autori di ottime prestazioni nelle prime due uscite, in finale hanno tirato rispettivamente 1/7 e 2/8: Brindisi, come abbiamo visto, è una squadra che si regge quasi esclusivamente sul contributo del suo quintetto base e nel momento in cui anche solo 2/5 di tale quintetto cala, tutta la squadra ne risente enormemente.

Insomma, queste Final 8 sono state davvero avvincenti: abbiamo potuto assistere a bellissime partite con finali pazzeschi. Pensate che il Net Rating di ogni squadra sono prossimi allo zero (Cremona a parte con un Net Rtg medio di +12): tale valore conferma come tutte le partite siano state decise nei momenti finali. La Vanoli è stata la squadra che ha mostrato il giusto mix di talento, stato di forma e esperienza per aggiudicarsi la vittoria (e il suo Net Rating lo conferma): un trofeo meritato e giustamente ottenuto.

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