Corner Stats: la risalita degli Spurs

Corner Stats: la risalita degli Spurs

Nell'odierno Corner Stats analizziamo i San Antonio Spurs.

Bentornati su Corner Stats! È Giunto il momento di parlare dei miei San Antonio Spurs. Dopo un inizio difficile e un mese di novembre francamente orribile, dicembre è stato il mese della ripresa. Analizziamo quindi quale siano le ragione dietro a questa rinascita. 

La stagione degli Spurs è iniziata leggermente prima delle altre: il grave infortunio subito da Dejounte Murray ha cambiato parzialmente gli obiettivi della stagione della squadra Texana. L’idea delle dirigenza e di Pop era infatti quella di affidare la cabina di regia alla peculiare point guard per continuare il già iniziato percorso di crescita e consolidamento della sua leadership. La rinuncia a Tony Parker era anche pensata per garantire maggior spazio e responsabilità a Murray. Tutto ciò ovviamente è saltato alla rottura del suo crociato.
Per di più, alla lista dei degenti di inizio stagione si sono aggiunti Derrick White, la point guard di back-up, e Lonnie Walker, il rookie con grandi potenzialità. In altre parole alla prima di regular season gli Spurs si sono ritrovati senza point guard (Patty Mills a parte) e rotazioni quasi completamente da ristabilire.
Tutto ciò ha portato a quella brutta partenza (10W – 12L tra Ottobre e Novembre) e alla peggiore prestazione stagione in difesa dell’intera era Popovich. Ecco infatti i dati relativi a Offensive e Defensive Rating:

Non considerando la stagione dell’arrivo di Popovich, i San Antonio Spurs di Gregg sono sempre (o quasi) stati tra le migliori difese della Lega, come si può notare dalla tabella. Nell’arco dell’intera dirigenza di Pop, gli Spurs sono stati mediamente la quinta difesa della NBA: quest’anno è la diciannovesima. Questo però avviene se si guardano i dati stagionali, ma osservate questo grafico:

La difesa è migliorata dopo novembre, ma il miglioramento più importante lo si è registrato in attacco: difatti se il Defensive Rating ha un miglioramento di 6,5 punti ogni 100 possessi, per l’Offensive Rating è di 10,1 punti ogni 100 possessi. Il punto è che, fino a dicembre, nel roster mancavano veri difensori, sopratutto tra gli esterni. Senza Murray, il giocatore più performante in difesa era Mills, ma più per apporto di energia che per effettivi meriti tecnici. In questo momento però alla lista dei difensori si è aggiunto Derrick White; ora che ha trovato il ritmo di gioco dopo il rientro, si sta spendendo anche lui in difesa: per quanto visto la sensazione è che cresca difensivamente dopo che si è acceso in attacco, ma in linea generale sta comunque portando un buonissimo contributo difensivo. Questa tendenza è riconoscibile in generale in tutti gli Spurs: gli esempi più recenti sono il primo quarto contro i Raptors o il terzo quarto contro i Celtics. Nel momento in cui San Antonio trova ritmo in attacco, anche la difesa cresce di livello. In ogni caso questa crescita all’interno delle singole partite parte da un livello nettamente migliore rispetto ai mesi precedenti.

Tutto ciò però è, in un certo senso, anacronistico: gli Spurs sono da sempre una squadra che costruisce le proprie vittorie in difesa e non in attacco. L’esempio della passata stagione è eloquente: San Antonio sopperì alla mancanza di Leonard appoggiandosi completamente ad Aldridge, ma sopratutto serrando le linee difensive. In quella stagione l’attacco era il 17° per Offensive Rating, mentre la difesa era 3° per la relativa efficienza; quest’anno siamo in una situazione quasi opposta. D’altronde durante l’estate Pop ha visto lasciare il Texas due dei migliori difensori perimetrali della NBA (Leonard può essere considerato il primo in assoluto), in cambio di un attaccante devastante come Derozan, che però pecca in diversi aspetti difensivi; gli ingranaggi difensivi hanno dovuto quindi essere ricostruiti, ma ora si rivedono quei clinic difensivi cari alla squadra texana.

La possibilità di schierare in campo una vera point guard ha permesso l’attacco degli Spurs di crescere: per Derrick White Novembre è stato il mese del rientro a pieno regime, mentre dicembre quello della messa in mostra di tutte le sue abilità e probabilmente giocare anche al di sopra dei suoi limiti. Inoltre il ritorno di White ha permesso a Forbes di ridurre il suo Usage come handler e dedicarsi di più al tiro in catch and shoot. Difatti nella situazione di emergenza creatasi ad inizio stagione Forbes è stato utilizzato anche come point guard (o principale handler), ruolo che può rivestire anche con risultati positivi, ma che in ogni caso ridure la sua era peculiarità. Gli Impact dei due sono evidenti:

Nel mese di novembre i due esterni non riuscivano ad incidere in fase offensiva e di conseguenza perdevano di efficacia anche in difesa, peggiorando quindi sia il Rating offensivo che quello difensivo di Squadra. In generale, con loro in panchina le prestazioni miglioravano. Nel mese di dicembre invece le cose sono cambiate:

Con White ora l’attacco gira a pieno regime e anche la difesa ha subito un miglioramento. Si passa da Net Rating di +17 con lui in campo (il più alto di tutti i giocatori) ad un +1 quando è seduto in panchina: in altre parole in questo periodo Derrick è fondamentale per gli Spurs. Forbes invece non ha ancora raggiunto un saldo positivo, ma grazie anche alle prestazioni dei suoi compagni, riesce comunque a garantire un buon apporto dalla panchina, sopratutto con il suo tiro da 3 punti.

Ma perché White risulta fondamentale? La principale motivazione è che garantisce all’attacco di San Antonio pericolosità dal palleggio, cosa che Mills non garantisce. Difatti quando parlo di point guard non mi riferisco alla necessità degli Spurs di avere un “play classico”: White è tutto fuorché un creatore di gioco per gli altri (20% di Ast Percentage) e il gioco degli Spurs si appoggia in maggior parte sulla capacità di creare situazioni di vantaggio con schemi e movimenti senza palla (San Antonio è terza per distanza percorsa in attacco, a conferma di quanto affermato). La caratteristica di White che serve agli Spurs è quella di riuscire a mantenere buone percentuali al ferro anche con 1 o più “dribble”:

White ha praticamente la stessa percentuale realizzativa di Mills con 2-7+ dribbles, ma con un ben più alto numero di tentativi; Forbes ha anche lui ottimi valori, ma la sua vera potenzialità risiede nel catch and shoot: 67% di eFG% in tale dinamica, statistica migliore, per citarne alcuni, di Belinelli (50%) e di Mills (61%).
Il ritorno di White ha quindi dato all’attacco degli Spurs più pericolosità dal palleggio: ciò non è solo importante per le conclusioni al ferro, ma anche per generare rotazioni difensive che portano ad avere giocatori liberi. Finché l’attacco degli Spurs si era affidato solo al post di Aldridge e alle invenzioni di Derozan era alquanto prevedibile, ma con l’aggiunta di White si sono create più opzioni offensive. Inoltre White ha fornito allo starting five di San Antonio un difensore spendibile sui migliori attaccanti avversari: alcune difese su Irving o Leonard sono perfetti esempi.

White in prima istanza e Forbes in seconda sono due esempi di come Pop riesca a ottenere qualcosa di buono da ogni suo giocatore: le condizioni iniziali non gli avevano permesso di poter lavorare nel modo migliore, ma ora si iniziano a intravedere le vere potenzialità dei due giocatori. Probabilmente White sta giocando al di sopra delle sue reali potenzialità, ma finché dura gli Spurs avranno meno grattacapi. Ora bisognerà tenere d’occhio Lonnie Walker: nelle partite disputate post infortunio in G League ha mostrato un atletismo di altissimo livello e in particolare nell’ultima ha messo a referto 34 punti.

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