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Corner Stats: la mano di Budenholzer

Corner Stats: la mano di Budenholzer

Grazie ad alcune statistiche, scopriamo su cosa ha lavorato Budenholzer per portare i Bucks tra le contender della Eastern Conference.

Bentornati su Corner Stats! Come anticipato martedì, la rubrica Stats for Dummies la ritengo conclusa e quindi da oggi in avanti troverete due analisi statistiche settimanali. Nell’articolo odierno andiamo negli States per parlare di una delle squadre più in forma del momento: i Milwaukee Bucks

We’ve arrived.

Così Giannis avverte tutte le squadre NBA dopo la vittoria della sua squadra ai danni dei Celtics. Perché sì, questi Bucks non sono più una squadra alla ricerca di equilibri e certezze come lo scorso anno: la strada per essere considerata a tutti gli effetti una vera pretendente al titolo è ancora lunga, ma in questo momento immaginarsi i Bucks fuori dalle prime quattro ad est è davvero difficile.
L’arrivo di Budenholzer sulla panchina di Milwaukee ha un peso specifico enorme in questa trasformazione: i suoi aggiustamenti non sono così trascendentali, eppure hanno davvero cambiato il volto della squadra. Tramite l’ausilio di alcuni dati statistici cerchiamo quindi di comprendere cosa il coach ha modificato nelle impostazioni offensive e difensive.

Questo è il grafico dei Rating della passata stagione: durante la stagione regolare i Bucks hanno mediato un Offensive Rating di poco superiore alla media e un Defensive Rating medio-alto. Valori di una squadra con potenziale, ma ancora da definire. Quest’anno la situazione è completamente differente:

I Bucks stanno mediando uno dei migliori Defensive Rating, saltando quindi dalla 18° posizione della passata stagione alla 3° di questa speciale classifica. Si può dire altrettanto dell’efficienza offensiva, che passa da 10° a 3°.
Dal punto di vista offensivo il potenziale dei Bucks era già in bella mostra nella passata stagione; gli aggiustamenti di Budenholzer sono stati quantomai semplici, ma estremamente efficaci. Si possono riassumere in tre punti:

  • Correre;
  • Spaziarsi;
  • O al ferro o da 3 punti;

Diktat banali, ma tanto è bastato: il Pace dei Bucks è passato da 97,2 della passata stagione (20°) ai 105,2 (5°) di quella attuale. Liberare il talento di Giannis dai ritmi bassi sta sicuramente incidendo sul miglioramento dell’Offensive Rating.
Se poi vi ricordate, quando abbiamo analizzato i dati relativi alle transizioni i Bucks erano tra le squadre con frequenza di transizione più alta: la loro posizione era dovuta alla volontà di forzare una persa avversaria per poi correre in contropiede. Quest’anno li ritroviamo ancora in cima alle frequenze di transizione (19%, 8°), ma tale fatto è dovuto più alla volontà di correre, piuttosto che nel forzare la persa avversaria (sono infatti passati da 3° a 27° per palle perse avversarie ogni 100 possessi).

Due modi di sfruttare le transizioni in modo completamente diverso. La possibilità di correre di più in transizione è dovuta anche alla difesa, che quest’anno è decisamente migliore: maggiori errori avversari, equivalgono a maggiori possibilità di contropiede. Ma su questo aspetto ci torneremo a breve.
Volendo completare il discorso dei tre diktat, basta prendere una qualsiasi shots chart dei Bucks di questa stagione e paragonarla a quella della passata:

Lo spacing e la ricerca del tiro da 3 punti vanno spesso a braccetto: la volontà di aprire il campo per permettere a giocare a giocatori come Giannis di attaccare il ferro senza aiuti aumenta i tiri da 3 presi. Milwaukee dispone di ottimi tiratori, primo tra tutti Khris Middleton (lo adoro). Dall’arrivo di Budenholzer l’ala numero 22 ha aumentato i suoi tiri da 3 presi di quasi 3 tentativi a partita, a fronte di più esiguo numero di tentativi da dentro l’area e long-2. In generale, come poi si vede dai due grafici, ora Milwaukee tira molto di più da 3 punti.

Khris Middleton

Khris Middleton

Ruolo: Power Forward
Altezza: 2.02
Nato il: 12/08/1991

Età: 27
Nazionalità: United States

La vera svolta però è quella difensiva: il balzo nel Defensive Rating è abbastanza emblematico. Ciò da cosa è dovuto? Ovviamente da diversi fattori. A mio avviso, i dati più importanti sono quelli relativi ai rimbalzi. Questa è la situazione della passata stagione:

Questa dell’attuale:

Ho inserito per completezza dei grafici anche i dati relativi ai rimbalzi offensivi, ma focalizziamoci su quelli difensivi: si passa dal 71% di rimbalzi catturati in difesa della passata stagione al 75% di quella attuale. Più rimbalzi equivalgono a maggiori opportunità di contropiede, volendo riallacciarci al discorso delle transizioni di poco fa. Questo miglioramento del 4% è dovuto in buona parte alla presenza del nuovo arrivo Brook Lopez. Sento già le osservazioni alzarsi tra la folla: ma come Cappe, Brook Lopez prende quasi 3 rimbalzi a partita, come può essere lui il fattore dei quel 4%?

Brook Lopez

Brook Lopez

Ruolo: Center
Altezza: 2.13
Nato il: 01/04/1988

Età: 30
Nazionalità: United States

È vero, il centro non è conosciuto per le sue doti di rimbalzista, ma grazie agli Hustle possiamo trovare il perché di questa affermazione.
Ritroviamo Lopez tra i migliori per boxouts (tagliafuori) a partita: circa 10 a partita. Questo lavoro sporco permette ai suoi compagni di catturare rimbalzi senza contestazione avversaria: ecco spiegata la crescita in Defensive Rebounds Percentage. In generale poi, i Bucks sono la quinta squadra per taglia fuori, altro dato che spiega i motivi dietro alla appena citata crescita.

In ultimo per confermare la diversa propensione alla difesa di Milwaukee possiamo osservare i tiri contestati: quest’anno è prima per tiri contestati, quando lo scorso anno era tra le ultime in questa caratteristica.

Ricordando che comunque stiamo parlando di un campione statistico limitato a poche partite, sembra che i Bucks siano arrivati per davvero. Manca ancora qualcosa per poter pensare di lottare per il titolo, ma questa stagione sembra essere un’importante punto di svolta per la squadra di Milwaukee.

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