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Corner Stats: Houston, abbiamo un problema

Corner Stats: Houston, abbiamo un problema

Nell'odierno Corner Stats, analizziamo le difficoltà degli Houston Rockets.

Bentornati su Corner Stats! Ok, faccio subito mea culpa per il titolo dell’articolo, ma è davvero calzante con la situazione attuale dei Rockets. Perché sì, oggi analizziamo la brutta partenza della squadra di D’Antoni

Penso che tutti avessimo dei piccoli dubbi sui Rockets 2018/2019 ad inizio stagione: tralasciando il discorso Anthony, in molti si sono chiesti quanto avrebbero pesato alcune partenze di importanti giocatori per la cavalcata della passata stagione, Mbah a Moute e Ariza su tutti. Ma tali dubbi non intaccavano la convinzione che Houston sarebbe rimasta una delle principali contender per il titolo NBA. La situazione attuale però fa traballare anche questo pensiero; certo, la stagione è ancora lunga e ci sono sufficienti partite per ribaltarla, ma allo stato attuale non si può essere molto ottimisti.

Partiamo osservando il grafico dei rating della passata stagione:

Houston era il miglior attacco e mediava una difesa di tutto rispetto (settimo miglior rating difensivo). Nella stagione attuale invece la situazione è la seguente:

L’efficienza offensiva è calata di soli due punti, mentre quella difensiva è aumentata di ben 6,5 punti, facendo diventare Houston una delle peggiori difese della NBA (28° per Defensive Rating). È quindi un problema innanzitutto difensivo quello che sta complicando la stagione 18/19 della squadra Texana.

Osservando infatti la disposizione dei giocatori nel grafico seguente, che interseca Offensive e Defensive Rating individuale, si nota come i giocatori di Houston si posizionino in quadranti differenti tra le due stagioni:

Nel grafico della scorsa stagione i giocatori dei Rockets (pallini rossi) sono praticamente tutti nel quadrante migliore, mentre in quello della attuale regular season si sono spostati nel quadrante sottostante. In altre parole le prestazioni offensive sono rimaste bene o male tali, ma la fase difensiva è peggiorata. La perdita dei già citati Ariza e Mbah a Moute, due ottimi 3&D e giocatori di sistema, ha fatto sì che in generale la tenuta difensiva dei Rockets calasse. Nella scorsa stagione anche pessimi difensori perimetrali come Harden avevano buoni valori di Defensive Rating: questo perché la presenza di veri difensori perimetrali toglieva responsabilità difensive su Harden e compagni; nel momento in cui questo è venuto meno, tutta la squadra ne ha risentito. E ne ha risentito in generale tutta la fase difensiva:

  • Da 4° a 29° in Defensive Rebound Percentage (da 75% a 69%);
  • Da 13° a 22° per eFG% avversaria (da 52% a 53%);

L’arrivo di Carmelo Anthony ha fatto in modo che tutte le critiche di inizio stagione di Houston avessero lui come capro espiatorio, ma in realtà i problemi erano ben più diffusi. Certo, in parte le critiche erano fondate; ecco gli impact di Melo nel periodo in cui ha vestito la maglia di Houston.

Nessuno si sarebbe aspettato che Anthony avrebbe dato ciò che Ariza garantiva la scorsa stagione in fase difensiva; inoltre, come si può notare, la differenza di Defensive Rating tra On e Off court è praticamente nulla (rimane un valore basso, certo). In attacco invece i dati mostrano come non ci sia stato quell’adattamento nel sistema offensivo di Houston che tutta la dirigenza sperava: con Melo in campo l’Offensive Rating dei Rockets scende di 12 punti ogni 100 possessi. Anthony era quindi un rebus per D’Antoni in fase offensiva, l’unica fase che anche in questa stagione tutto sommato si può ancora considerare positiva per i Rockets.

C’è in realtà un aspetto offensivo che in questo momento non sta funzionando per Houston: come abbiamo già avuto modo di notare, la squadra texana, a dispetto del classico stile di gioco del suo coach, non ama correre. Nella passata stagione aveva un Pace nella media (98 possessi a partita, 14°), mentre quest’anno è penultima con 96 possessi. Il vistoso calo in classifica è dato anche dal fatto che in questa stagione si stia giocando in generale ad un ritmo più alto, ma Houston ha rallentato ancora di più rispetto ai suoi standard. Certo, giocatori come Harden e Paul non amano spingere troppo sull’acceleratore, ma quantomeno lo scorso anno in contropiede riuscivano a generare un ottimo quantitativo di punti. Quest’anno la situazione è decisamente differente:

Come si nota, la frequenza è rimasta bene o male la stessa, mentre i punti per possesso sono vistosamente calati, passando dalla prima posizione della scorsa stagione alla ultima di quella attuale! Un testacoda decisamente inquietante.

Houston quindi deve risolvere in primo luogo i suoi problemi difensivi, chiamando anche in causa giocatori di rotazione (come sta facendo con Clark per esempio) cercando di ricavarne difensori perimetrali in grado di migliorare le prestazioni difensive di squadra. Inoltre, non sarebbe male spingere un po’di più in determinate situazioni, per ottenere punti facili.

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