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Corner Stats: guardie a rimbalzo

Corner Stats: guardie a rimbalzo

Analizziamo la tendenza attuale nel portare piccoli a rimbalzo difensivo.

Bentornati su Corner Stats! Oggi abbandoniamo per un attimo le analisi su singoli giocatori o squadre per studiare un aspetto sempre più frequente nel basket moderno: i piccoli che vanno a rimbalzo difensivo. Andiamo!

Ovviamente un’analisi del genere è possibile solo in NBA, ma questo fatto è riscontrabile anche in Europa. Per esempio, Mike James è un piccolo che in realtà va a rimbalzo difensivo molto spesso e esce vincitore dalla lotta sotto i tabelloni non di rado. Certo, ci devono essere le giuste condizioni per permettergli di catturare un rimbalzo, ma in ogni caso si nota come abbia una propensione ad andare a rimbalzo difensivo con costanza. Doncic è un altro giocatore che ha questa propensione e il suo fisico massiccio lo aiuta ancora di più: ha mostrato questo suo aspetto di gioco in EuroLeague, nell’Europeo vinto e ora in NBA. Rimanendo negli States, Westbrook è un perfetto esempio di piccolo a rimbalzo, ma anche Oladipo o Lonzo Ball non sono da meno.

Ancora oggi però molti rimangono miopi di fronte a questo aspetto di gioco: basta pensare ai discorsi attorno a Westbrook. La frase più comune è: “Va a rimbalzo solo per la tripla doppia!”.
No ragazzi, assolutamente no. Certo, ci sono delle volte che sbaglia per una sorta di peccato di gola, staccandosi dal suo uomo in largo anticipo per andare verso il rimbalzo e lasciando così un buco in difesa, ma in realtà ci sono motivi ben precisi dietro a questa scelta.

Partiamo da una considerazione iniziale: la volontà di creare spazio, ovvero lo spacing, domina sovrano in NBA. Non è quindi più così scontato trovare un lungo sempre vicino al ferro. Inoltre, se un tempo si poteva pensare che tutti i lunghi erano rimbalzisti, oggi non si può affermare ciò con estrema sicurezza. Questi due aspetti di gioco e di evoluzione dello stesso hanno portato ad un numero maggiore di guardie a rimbalzo. Ci sono lunghi che non hanno nel loro bagaglio tecnico il tempismo e la rapidità necessaria per essere considerati rimbalzisti: rimangono però utili alla squadra eseguendo il taglia fuori degli avversari, permettendo quindi ai propri compagni di catturare il rimbalzo. Il grafico seguente mostra proprio questa propensione:

Ho intersecato i tagli fuori a partita dei centri con almeno 15 minuti di utilizzo medio (asse X) con la percentuale di rimbalzi catturati dai compagni a seguito del suddetto taglia fuori (asse Y): minore è la percentuale sull’asse Y, più rimbalzisti sono i lunghi in analisi. Quindi giocatori come Drummond e Jordan sono giocatori che catturano parecchi rimbalzi a seguito di un loro taglia fuori, mentre altri come Brook Lopez o Adams tagliano fuori più per i compagni.

Ora, considerato ciò, proviamo a intersecare i box out ogni 100 possessi delle varie squadre con i rimbalzi catturati dalle guardie ogni 100 possessi:

La tendenza che ne esce è che maggiori sono i taglia fuori, maggiori sono i rimbalzi presi dai piccoli. Osservando assieme i due grafici possiamo notare alcune analogie: Milwaukee lo ritroviamo nel lato destro, a conferma del lavoro di Brook Lopez per i compagni. Cody Zeller per Charlotte fa lo stesso o ancora Davis e Allen per Brooklyn e Nurkic per Portland. Dall’altra parte, per completare il giro di esempi, troviamo Phoenix con Ayton e Gobert per i Jazz. Oklahoma me l’aspettavo più a destra, ma penso che le tante gare saltate da Westbrook incidano su tale fatto. Di seguito trovate alcuni delle migliori guardie a rimbalzo difensivo:

La miopia a cui accennavo prima però non si riferisce solo a questo fatto dei lunghi non rimbalzisti; c’è anche un altro possibile effetto nel portare alcuni piccoli a rimbalzo, ovvero guadagnare velocità per la transizione. Quando un piccolo prende il rimbalzo è già pronto per correre dall’altra parte del campo e avviare l’azione offensiva che essa sia una transizione, una semi-transizione o un normale attacco. Quando invece è il lungo a prendere palla, si ha la necessità di dover passarla all’handler in campo per iniziare l’azione di attacco. Stiamo parlando di una questione di secondi, ma sono secondi che fanno la differenza perché donano alla difesa maggior tempo per posizionarsi. Nel momento in cui quindi si ha in squadra una guardia con predisposizione al rimbalzo difensivo, si tende ad esplorare questa particolare dinamica: certo, non si può dire che sia una condizione molto comune, ma per alcune squadre è più che giusto sfruttarla.
Tutto ciò lo si può riscontrare nei numeri: grazie al lavoro di PBP Stats è possibile calcolare il Rating Offensivo delle varie squadre a seguito di un rimbalzo difensivo. Prendiamo alcuni giocatori nella classifica di DR% riportata sopra per dimostrare ciò:

Nella tabella potete leggere i possessi e l’Offensive Rating delle squadre analizzate a seguito di un tiro sbagliato dagli avversari (e conseguente rimbalzo difensivo). Nella riga successiva ho riportato gli stessi dati, ma nella condizione nella quale il giocatore riportato ha preso il rimbalzo. Come si nota quando Westbrook prende un rimbalzo in difesa l’efficienza offensiva di OKC migliora di ben 7,3 punti ogni 100 possessi. Ecco il motivo per il quale i Thunder sfruttano il lavoro di taglia fuori di Adams e l’abilità a rimbalzo di Westbrook: quando il play prende un rimbalzo in difesa, l’attacco di OKC migliora notevolmente, perché Russell tramuta quel rimbalzo quasi sempre in una transizione offensiva letale. Discorso simile per Oladipo, Turner e Ball: sono giocatori che a seguito di un rimbalzo creano situazioni favorevoli per sé stessi e per i loro compagni e quindi gli staff cercano di sfruttare al massimo queste peculiarità per produrre punti facili.
Ovviamente in NBA non ci sono solo guardie che sanno condurre il contropiede: troviamo anche giocatori come Simmons e Antetokounmpo che sanno farlo egregiamente; i numeri, in realtà, me li aspettavo ben più alti di così, ma il discorso rimane. Giannis, tra l’altro, in alcuni momenti della partita viene utilizzato come cinque proprio per massimizzare la sua abilità di contropiedista.
Infine, potendo analizzare a questo livello i numeri di Doncic nell’ultima EuroLeague sicuramente ne uscirebbe un valore migliore di quello attuale: la sua stagione da rookie è decisamente positiva, ma si sapeva che in alcuni aspetti di gioco avrebbe faticato un po’di più. Non dubito che migliorerà.

Insomma, la tendenza dei piccoli a rimbalzo difensivo non ha il solo scopo di realizzare una tripla doppia: ci sono più aspetti che vanno considerati, come la presenza o meno di lunghi rimbalzisti, l’abilità dei piccoli a rimbalzo e la loro propensione alla transizione. Nel momento in cui si capisce che sfruttando questo aspetto di gioco si possono guadagnare punti facili o comunque vantaggi sfruttabili e giusto e doveroso esplorare tale situazione.

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