Corner Stats: Mike James è un bene o un male?

Corner Stats: Mike James è un bene o un male?

Tramite qualche dato, cerchiamo di capire se Mike James sia stato controproducente o meno per Milano.

Bentornati su Corner Stats! Probabilmente questo è il mio primo titolo click-bait, ma la domanda che mi sono posto per l’analisi di questa settimana è stata proprio quella riportata qui sopra. O meglio, questa è la domanda che in molti – se non tutti – i tifosi Olimpia si sono chiesti al termine dalla regular season di EuroLeague.

Mike James è un giocatore di altissimo talento, penso che su questo possiamo essere tutti d’accordo. Capisco però come diversi tifosi abbiamo storto il naso più volte di fronte alle prestazioni dell’Americano. Questo perché il suo stile di gioco è uno dei più accentranti d’Europa. Tra tutti i giocatori con almeno 10 possessi a partita, James è quinto in Usage Percentage con il 29%, dietro Spanoulis, Mickey, Cole e ovviamente Shved. Soprattutto per coloro che apprezzano un basket con una distribuzione più equa dei possessi, James risulta essere l’antitesi del loro gioco ideale.

Bisogna però prendere atto del fatto che l’attacco Milanese è stato il terzo migliore di tutta l’EuroLeague, dietro solo a Fenerbahce e CSKA. E questo è per buona parte merito del folletto con il numero 2, dato che due elementi fondamentali per il gioco offensivo di Milano hanno saltato diverse partite. Nedovic, ovvero il secondo principale handler della squadra, ha giocato metà delle partite, mentre Gudaitis, ovvero il centro su cui appoggiarsi per la creazione da PNR e in post, ha abbandonato per infortunio alla ventunesima giornata. Come si nota nel grafico sottostante, la distribuzione dei possessi di Milano è abbastanza emblematica e il secondo per USG% ha saltato metà delle partite.

Questi due giocatori erano tra i più importanti nell’economia di gioco offensivo (e anche difensivo) di Milano e la loro assenza ha costretto Pianigiani a chiedere a James di gestire una quantità di possessi persino più alta per gli standard di Mike. Anche perché le alternative non erano all’altezza della competizione:

Il secondo grafico riporta i rating offensivi e difensivi individuali dei giocatori di Milano. In termini di ruoli, i backup di James sarebbero Jerrells e Cinciarini, ovvero i due peggiori per Offensive Rating. La linea tratteggiata mostra la media dei rating dei soli giocatori di Milano, ben più alta di quella di Lega (107); anche considerando però questo secondo valore, è chiaro che i due valori mediati da Jerrells e Cinciarini siano piuttosto bassi (attorno ai 90 punti ogni 100 possessi, tra i peggiori di tutta la competizione). Se per Cinciarini si può parlare di utilizzo pressoché nullo e che quindi quel valore sia poco attendibile, non si può dire lo stesso di Jerrells. Se quindi queste erano le alternative, è chiaro che Pianigiani fosse in parte costretto ad utilizzare in quel modo James (al termine della regular season Mike è stato il giocatore con più minuti all’attivo).

Alcuni ora potrebbero chiedermi: “Beh ma Cappe e Micov?”. Il serbo è anch’egli un giocatore importante per il gioco di Pianigiani, ma non può ricoprire il ruolo di secondo handler. In molti infatti considerano erroneamente Vlado come il play occulto, quello che gestisce ritmi e gioco di Milano. Assolutamente no: Micov è un mostro sacro nell’attaccare i close-out e crearsi spazio per una conclusione o una penetrazione, ma tra le sue migliori qualità non ritroviamo il saper creare dal palleggio o il giocare con costanza il PNR come fanno invece James o Nedovic. L’Assist Percentage di Micov è pari al 14%: in altre parole solo il 14% dei suoi possessi si conclude con un passaggio vincente ad un compagno (James per esempio è attorno al 30%). Micov è stato il secondo più utilizzato dal coach milanese, ma per altre ragioni, differenti da quelle riguardanti James. Sopratutto però ricopriva un ruolo differente e non poteva aiutare in modo efficace e costante James.

In sostanza, le alternative a James come principale handler erano poche e di bassa qualità (tenendo conto ovviamente dell’assenza di Nedovic). Pianigiani ha provato ad un certo della stagione a sfruttare Mike come 2 assieme a Jerrells come 1, nella speranza di lenire i difetti del secondo. Il risultato però è stato il seguente:

La tabella riportata qua sopra mostra i punti al minuto realizzati e concessi dall’Olimpia mentre aveva in campo James e il giocatore della specifica linea. I dati sono al minuto in quanto Overbasket non fornisce statistiche avanzate per le combinazioni di giocatori. Come si evince facilmente, Jerrells risulta essere il peggior compagno di reparto per James. Peggior valori sia dal punto di vista offensivo che difensivo (ci torniamo tra poco).

Andiamo con ordine:

  • Nedovic è senza dubbio il miglior compagno di reparto di James, ma ha saltato metà delle partite e nel finale di stagione non era nella condizione fisica ottimale;
  • Bertans funzionava abbastanza bene (almeno dal punto di vista offensivo), ma è andato in NBA;
  • Jerrells come abbiamo visto è il peggior compagno possibile;
  • Nunnally è un’ottima alternativa a Nedovic, ma i suoi numeri sono basati su un campione ristretto e comunque, dopo un inizio ad alto livello, il suo rendimento è calato;
  • Cinciarini e Della Valle non hanno giocato sufficienti minuti per poterli valutare;

Jerrells è stato quindi il peggior compagno di Mike, ma è anche stato il giocatore più presente nel corso della stagione. Non la situazione ideale insomma.

Bisogna quindi dare atto del fatto che, visti questi dati, James sia per davvero il principale fautore del terzo attacco d’Europa. Apprezzabile o meno dal punto di vista puramente soggettivo, è chiaro che abbia funzionato nel corso della stagione. Definire James un problema offensivo (come ho sentito/letto) mi pare alquanto sbagliato.

Il vero problema è ovviamente dal punto di vista difensivo. Gudaitis a parte, nessuno dei giocatori dell’Olimpia ha mediato un Defensive Rating inferiore (o almeno vicino) alla media di Lega (115). Stesso discorso per l’altro indicatore difensivo, ovvero il Defensive Box Plus Minus.

La fase difensiva di James è invece meno esente da critiche: non sono tanto le difese sul pallone, ma piuttosto le difese in situazioni lontano dalla palla o durante un PNR. In questi casi si notano tutti i limiti di lettura difensiva di Mike, dove concede molto vantaggio agli avversari. Torniamo alla tabella precedente: nei frangenti di partita in cui erano presenti in campo sia James che Nedovic, i punti concessi sono i minori tra le coppie di esterni (Cinciarini come detto non ha giocato a sufficienza). Questo perché con Nedovic, Pianigiani aveva la possibilità di “nascondere” Mike su un giocatore meno pericoloso, lasciando al serbo il compito di difendere su giocatori più coinvolti da PNR. Questo però è stato possibile farlo per metà stagione, mentre per il resto della stagione i compagni sono stati per lo più Bertans e Jerrells, che non hanno in nessun modo la capacità difensiva di Nemanja. È vero, verso la fine Nedovic ha giocato, ma la sua condizione fisica non era quella di inizio stagione e ciò ha influenzato la difesa milanese (difesa milanese che ha dovuto fare a meno anche di Gudaitis).

Considerando quindi entrambi i lati del campo, si capisce come Nedovic sia il miglior compagno di reparto di James, mentre Jerrells sia il peggiore. Questo perché assieme non funzionavano in attacco e in difesa sommavano gli stessi difetti, peggiorando di gran lunga la tenuta difensiva di Milano. Purtroppo però il serbo non è stato sempre presente e volendo evitare il più possibile la convivenza in campo della coppia James-Jerrells, l’unica soluzione era l’alternanza. Questa portava però ad avere il solo Curtis in campo: questi sono gli Impact dei due giocatori quando solo uno dei due era in campo.

Chiaramente i numeri di Jerrells non sono sufficienti per garantire a James di riposarsi senza far perdere di efficacia al gioco offensivo di Milano. In generale, gli Impact di Jerrells recitano che con lui in campo il Net Rating è -8, mentre con lui in panca è +4,4. Per James si passa da 0 a +3.

Questi fattori hanno portato a quel tipo di utilizzo di James; il tutto però si è tramutato in una chiara conseguenza negativa: l’alto utilizzo. James è stato utilizzato tantissimo e ciò indubbiamente ha portato ad un maggior affaticamento sia verso i finali di partita, sia di stagione.

Questo riportato qua sopra è l‘andamento dell’Offensive Rating nel corso della partita di tutti i giocatori dell’Olimpia, gentilmente offerto da NewStats.eu. Come si può notare, per James c’è un andamento simile a quello evidenziato per le stelle in uno dei miei ultimi articoli. Inizio forte, calo nei quarti centrali, ritorno ad alti livelli nei finali di partita. Il grafico però mostra l’andamento mediato su tutta la stagione. Prendiamo in considerazione le ultime sei giornate, ovvero quelle più decisive e con il massimo accumulo di stanchezza.

In questo caso non si ha più il ritorno ad alti valori sul finale di partita, ma il calo continua. Questo andamento è sicuramente riconducibile ai fattori appena citati, ma anche per altre ragioni, in particolare l’adattamento delle difese che ormai conoscevano il gioco milanese.

James è quindi stato un problema per Milano? Assolutamente no, soprattutto a livello offensivo. Sulla fase difensiva sicuramente si sarebbe potuto fare meglio, ma i fattori spiegati hanno in parte costretto Milano a subire in quel modo gli attacchi avversari. Anche dal punto di vista dell’utilizzo, le soluzioni più facili da utilizzare erano anche quelle meno remunerative e per cui poco esplorate. A mio parere, piaccia o meno, l’attacco milanese è stato di così alta produttività che è difficile pensare ad un ulteriore miglioramento con una diversa distribuzione di possessi. Dal lato difensivo invece, gli evidenti problemi non sono stati risolti per via di mancanza di alternative e affaticamenti eccessivi, tramutando quindi Milano in una delle peggiori difese di EuroLeague.

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