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Come l’ex-arbitro Donaghy cospirava per truccare le partite NBA (Parte 2)

Come l’ex-arbitro Donaghy cospirava per truccare le partite NBA (Parte 2)

La traduzione dell'inchiesta di Scott Eden e ESPN sullo scandalo NBA del 2007

 

(Link alla Prima Parte)

 

ATTO III: Ciò Che Va Su…

I Celtics giocavano contro i 76ers la notte dopo il meeting al Marriott. Donaghy arbitrava la partita. Nel parcheggio di quella stazione, secondo Gaming The Game, Donaghy disse: scommettete sui Celtics… Fu la sua prima scelta per Battista. I Celtics, dati a 2.5, vinsero in scioltezza. Una fonte a conoscenza della truffa afferma che Battista mosse puntate per $500,000 su quel match: “Avevamo grosse puntate su quella partita, avevamo grosse puntate su tutte quelle ca**o di partite!”

Fare scommesse ai massimi livelli del gioco d’azzardo sportivo è simile al trading finanziario: c’è una sessione definita, si apre al mattino e si chiude proprio prima della palla a due. È possibile, in effetti, comprare e vendere scommesse, puntare forte o meno, andare a copertura. I migliori movers passano anni a mettere insieme vaste reti di clienti e “outs” o controparti, con le quali possono fare affari. Battista aveva una rete del genere.

 

Attraverso Don Best Sports, un servizio di informazioni sulle scommesse, è possibile ricavare i dati riguardanti le tendenze di movimento delle scommesse sulle singole partite nba anche di anni prima. È come guardare una tabella azionaria. Lo storico delle fluttuazioni dei prezzi. Se lo spread aumenta durante la sessione di trading, allora sai che la domanda tra i giocatori per scommettere su una data squadra si è intensificata.

E in effetti, la tabella di quella Boston-Philly del 13 dicembre 2006 mostra il “prezzo” di Boston che s’impenna per poi afflosciarsi. Grosse somme scommesse su Boston nel mezzo della sessione di trading, tra le 11:30 e le 15:30, hanno spinto lo spread da 2,5 a 3 a 4. Nei mercati NBA, dicono gli esperti di scommesse, ogni salto maggiore o uguale a 1,5 punti è considerato ‘insolitamente importante’, ovvero è il risultato di milioni di dollari puntati.

 

La notte dopo la vittoria di Boston, in base alle loro testimonianze, i cospiratori si incontrarono ancora una volta, a casa di Martino, nel sobborgo d Boothwyn, Philadelphia. Battista arrivò con una pila di banconote da $ 100 rilegate in un elastico: $ 2.000 di mazzetta, come d’accordo e $ 3.000 come “premio”. Da qui in avanti, disse Battista, lui e Donaghy non avrebbero mai comunicato direttamente. Martino, invece, sarebbe nel mezzo. Da lì in avanti avrebbero usato un codice, secondo quanto dichiarato dallo stesso Martino all’FBI… Martino aveva due fratelli,  Johnny, che viveva nel New Jersey, e Chuck che viveva a Delco. Secondo Martino, se Donaghy avesse menzionato il nome di Johnny cioè del fratello che viveva fuori dallo Stato, la scelta era per la squadra ospite, se invece parlava di Chuck, la puntata era per la squadra di casa. Non  esattamente il “Codice Enigma” ma meglio che parlare di team specifici e rischiare che qualcuno sia in ascolto.

 

Idealmente Donaghy doveva fare la sua scelta il prima possibile, meglio se la sera prima delle sue partite, o perlomeno la mattina stessa. In questo modo, Battista poteva iniziare a preparare i mercati, a manipolare i prezzi a loro favore. Sarebbe partito, prima dell’alba, dai mercati delle scommesse asiatici, incredibilmente ricchi, uno strano miscuglio di scommesse legali e illegali con basi in posti come Manila e Kuala Lumpur. Normalmente questo significava fare alcune scommesse “trappola”. Se pensi che i Celtics siano la squadra che probabilmente vincerà, allora vai nel mercato il prima possibile nella sessione di trading e punti dei soldi su Philly. Se riesce,  puoi ridurre il prezzo di Boston. Poi nel corso della giornata, con il prezzo giusto, punti tutto quello che puoi su Boston. Secondo Martino e Battista, dopo aver completato tale scommessa, Battista, via Martino, avrebbe quindi informato Donaghy dello spread di chi doveva vincere. E così ha avuto inizio…

 

Da Philadelphia, Donaghy va ad arbitrare una partita in casa dei Nets, poi va a Denver, 1.700 miglia a ovest, poi a Seattle, poi volo per Atlanta, poi a sud-ovest a Houston, poi ancora a est a Washington – Donaghy girovagava per il Paese, dentro e fuori le arene NBA, dando le sue scommesse a Martino con dei telefoni usa e getta (non sempre comunque, a volte si dimenticavano e usavano i loro normali telefoni, perché… a chi importava?) – e vinceva, vinceva, vinceva e vinceva, le sue scelte avevano una percentuale di successo quasi al 100%…  “Come sta Chuck?” “Saluta Johnny per me …”

 

Il  denaro pioveva in grandi quantità a Blue Bell, Pennsylvania,  a New York City, a Las Vegas, a San Francisco. Banconote da cento in rotoli da $10.000 passavano di mano consegnate da tirapiedi di fiducia. A Donaghy andavano $ 5.000 per ogni scommessa vinta, una cifra ridicola rispetto alle somme che “Bah Bah” stava maneggiando … Battista sniffava coca alla sua scrivania per stare all’erta, per rimanere sveglio. Martino si sentiva al telefono con Donaghy a notte fonda, i due avevano sviluppato una specie di rituale prima di andare a letto: se la scelta di Donaghy era stata vincente,  Martino chiamava l’arbitro e bisbigliava “bravo ragazzo” e Donaghy ripeteva “bravo ragazzo” per poi riattaccare …

 

…Donaghy chiama due falli a 50 secondi di distanza contro il primo marcatore dei 76ers, Andre Iguodala, nel terzo quarto contro Boston, con il margine del punteggio proprio sullo spread. Iguodala si dirige verso la panchina; Boston rientra … Donaghy va a Seattle, i Sonics ospitano i Mavericks, e chiama 11 falli di fila contro Seattle più l’ultimo fallo della serata a 23 secondi dalla fine. Dallas segna entrambi i tiri liberi, portando il vantaggio a otto. Risultato finale: vince Dallas di 8 … Donaghy nella partita di capodanno a Charlotte fischia 14 falli contro i Bobcats, 5 contro i Timberwolves; i Wolves vincono

 

Battista di solito guardava quelle partite a casa ma a volte non ci riusciva, Guardarle lo metteva troppo in agitazione, disse, al punto di dover spegnere la TV: “Ricordo di aver pensato spesso ‘Oh m*rda, sta andando fuori  controllo, è troppo ovvio, se qualcuno la sta guardando abbiamo un problema”

 

…Donaghy a Dallas il 30 gennaio fischia un fallo contro la squadra di casa e 12, di cui sei di fila, contro i Sonics. Dallas vince … Donaghy a Miami chiama 12 falli contro Charlotte, 2 contro gli Heat: Miami vince … Donaghy a Toronto fischia 4 falli contro Vince Carter, top scorer dei Nets, costringendolo alla panchina, l’ultimo chiamato da Donaghy quando si trovava all’angolo opposto del campo con i Raptors in testa di tre punti…

 

Il denaro che ora viene giocato sulle partite arbitrate da Donaghy, i trend delle sessioni di trading oscillano violentemente, si allargano e si restringono di 1.5, 3, 4.5, anche 5 punti, un qualcosa senza precedenti nella nba tranne nel caso di infortunio di un giocatore importante… Nel frattempo Battista si calava pastiglie di Vicodin e Oxycontin, a volte finiva per addormentarsi sul tavolo del ristorante, a volta finiva per vomitare sangue. Allettato e intubato, stava sveglio tutta la notte a giocare a black jack online e a scommettere su sport di cui non sapeva nulla e iniziò a perdere, perdere, perdere…

 

…Donaghy fischia 12 falli agli Heat al Madison Square Garden rispetto ai 4 contro i Knicks; i Knicks vincono… Martino vola a Toronto per pagare Donaghy e festeggiare, prenotano delle prostitute da un sito web … Donaghy il 14 marzo a Indianapolis chiama quattro falli di fila nell’ultimo quarto contro gli sfavoriti Pacers quando stavano perdendo di 6 contro i Wizard: data a 6,  Washington vince… Battista il 15 marzo ha confessato alla moglie di aver perso 7 milioni di dollari dei soldi dei suoi clienti … La notte dopo è insonne a casa di Martino quando viene raggiunto da tutti i suoi familiari più stretti: è una cruciale riunione di famiglia e dopo due giorni Battista si trova in accappatoio, in riabilitazione.

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ATTO IV: …Deve Tornare Giù

Phil Scala ha indagato sul crimine organizzato a New York per quasi 30 anni, ognuna delle cinque famose Famiglie di NY (Gambino, Genovese, Colombo, Bonanno, Lucchese) aveva un’unità FBI dedicata e Scala era a capo di quella focalizzata sui Gambino.

Poi un giorno, uno della squadra arrivò con una notizia troppo appetitosa per essere ignorata… una delle loro spie gli aveva riferito che c’era un arbitro nba nel taschino di qualcuno del mondo delle scommesse clandestine. L’informatore non aveva alcun nome e quelli “con l’arbitro nel taschino” non sembravano essere membri della famiglia Gambino. Ma l’informazione cruciale era che le scommesse basate sulle scelte dell’arbitro erano vincenti e una gang affiliata ai Gambino aveva fiutato l’affare, e stava vincendo milioni di dollari. Le scommesse sportive illegali non erano pane per i denti di Scala, ma chiudere una fonte di reddito della mafia di certo lo era.

 

Scala ha raggiunto l’età di pensionamento obbligatoria dell’FBI nel 2008 ed  ora è un detective privato con base a Long Island. Ha conservato tutti gli appunti e le note investigative che ha preso sui suoi casi all’FBI, incluso il caso Donaghy. Non molto tempo fa, li ha tirati fuori, riesaminati e ne ha parlato con noi al telefono (alla richiesta di poter vedere gli appunti senza la sua presenza ha riso… “Uh, no.”). Ha detto che la sua vecchia squadra aveva ricevuto la prima soffiata sull’argomento nell’ottobre 2006 – quasi due mesi prima del “matrimonio” tra Battista e Donaghy.

La squadra di Scala si mise all’opera. Le registrazioni telefoniche dei giocatori d’azzardo che hanno dichiarato di avere legami con la famiglia criminale del Gambino sono state prese e analizzate, i numeri di telefono rimandavano ai nomi. Come ha detto Scala, “Immaginatela come una ragnatela: il contatto tra due punti potrebbe non essere diretto ma in uno o due passaggi ci arrivi, trovi un nome … Poi un pomeriggio un’agente è entrato nel mio ufficio dicendo ‘Abbiamo trovato il ragazzo, abbiamo trovato l’arbitro’. Si chiamava Tim Donaghy.

 

Il Cast della seconda parte

Murray Weiss

Reporter che ha seguito il caso Donaghy per il New York Post

Tony “Tiger” Rufo

Scommettitore, bookmaker e capo dell’ufficio scommesse degli Animali, il primo a capire della correlazione tra Concannon e Donaghy, oggi proprietario del franchising ‘Planet Fitness’

Taylor “Popeye” Breton

Scommettitore, bookmaker e pronipote del fondatore di Goldman Sachs, ora deceduto. Uno dei maggiori clienti di Battista per le partite di Donaghy

Spiros “The Greek” Athanas

Scommettitore, bookmaker e titolare di siti offshore di scommesse sportive

Ronnie Nunn

Direttore degli arbitri nba al tempo dello scandalo

Larry Pedowitz

Avvocato difensore che ha condotto l’indagine esterna commissionata dalla nba sulla vicenda di Donaghy

Ed T. Rush

Veterano degli arbitri nba e predecessore di Nunn a capo del direttivo

 

 

Nell’aprile 2007, pochi giorni dopo la sua uscita dal centro di recupero, gli agenti speciali dell’FBI Paul Harris e Gerard Conrad bussarono alla porta di Battista. Sapevano tutto di quello che aveva combinato e glielo dissero: rischiava 20 anni, meglio cooperare. “Voglio un avvocato” fu la risposta.

 

Poco prima di entrare in riabilitazione, secondo martino e le carte del tribunale, Battista aveva consegnato le redini del gioco a Rhino Ruggieri. Presto però, Rhino seppe della natura dell’accordo tra Battista e Donaghy: lui e gli altri Animali, che partecipavano alle scommesse, non furono per nulla contenti. Lo spread oscillava violentemente, la voce su Donaghy si era sparsa in tutto l’ambiente e si era riversata a cascata sulle scommesse. Battista “stava rovinando una cosa di cui nessuno doveva sapere nulla” disse uno degli Animali, “ha iniziato a scommettere assieme a chiunque e i movimenti dei soldi cominciarono a impazzire”. Perché fare una cosa del genere?

 

Comunque, Ruggieri aveva deciso in fretta di chiudere il tutto. L’ultima partita, ricorda Martino, fu una sconfitta.

 

Lo sforzo di nasconderlo fu vano. Una giuria era stata convocata già a febbraio, secondo i documenti dell’FBI e il 30 maggio Tommy Martino testimoniò. Qualche ora dopo, chiamò Donaghy per dirglielo. Nel suo diario, Donaghy scrive che era al primo tee nel suo golf club a Sarasota con un driver in mano quando ha preso la chiamata da Martino. Diventò di pietra, pensava di avere un infarto. “L’unica preoccupazione che avevo” scrisse, “era salvare il mio c*lo”. Il 15 giugno, Donaghy era seduto nell’ufficio del procuratore degli Stati Uniti del distretto orientale di New York, nel centro di Brooklyn, per fare tutti i nomi e rilasciare una dichiarazione.

 

Sei giorni dopo, il 21 giugno, Scala, Harris e il loro capo, l’agente speciale Kevin Hallinan, andarono a Manhattan negli uffici della nba per parlare col Commissioner David Stern e altri tre dirigenti: Silver, Litvin e Tolbert. Gli agenti informarono Stern di aver scoperto che uno dei loro arbitri veterani, Tim Donaghy, aveva scommesso sulle proprie partite e dato, a pagamento, informazioni all’interno di un’associazione di scommettitori. I federali non hanno mai fatto menzione di “partite truccate”. Per Scala, Stern sembrava per lo più turbato dal fatto che le persone della sicurezza interna della nba non fossero riuscite a scoprire le azioni di Donaghy prima dell’FBI. Il Commissioner  promise la piena collaborazione della Lega.

 

Oggi, Scala ritiene che quell’incontro fu un errore. “Se mi chiedeste se lo farei in modo diverso ora, la risposta è sì. Non sarei andato a parlare con Stern”, dice Scala (tramite la NBA, Stern ha rifiutato una richiesta di intervista per questa storia). Nelle varie conversazioni con i federali in quelle settimane, Donaghy aveva cominciato a puntare le dita e fare accuse contro altri arbitri che potevano essere corrotti. Quindi l’FBI aveva elaborato un piano. “Eravamo pronti a fare alcune cose sotto copertura per corroborare la storia di Donaghy”, dice Scala. Vale a dire, stavano per microfonare Donaghy in modo da poter  incastrare altri arbitri della NBA.

Circa un mese dopo l’incontro con Stern, tuttavia, il New York Post ha diffuso notizie sull’indagine dell’FBI in prima pagina. “I nostri piani sono stati fatti saltare in aria da qualcuno che ha fatto trapelare la notizia”, si è lamentato. “Non mi piace parlare in termini di ‘se… ma… però…’ ma se la storia del Post non fosse venuta fuori, Donaghy avrebbe indossato un registratore, e non so dove la cosa avrebbe potuto portarci. Le cose avrebbero potuto essere diverse, fine”.

 

Scala, all’epoca, era furibondo. Aveva persino contattato Murray Weiss, il reporter del Post che aveva scritto la storia, per avere chiarimenti sulla fuga di notizie. Ma Weiss, un esperto giornalista, protesse la sua fonte. “Ha detto: ‘Non posso dirtelo, mi è caduta in mano’“, ricorda Scala (quando abbiamo contattato Weiss, che ora lavora come produttore per CBS News, ha detto di non ricordare questa conversazione). Scala non dirà di credere che l’NBA abbia fatto trapelare la storia, ma Warren Flagg, un investigatore privato ed ex agente dell’FBI che ha lavorato con l’avvocato di Donaghy durante il caso, invece sì. “Qualcuno nella nba ha parlato con la stampa in modo da interrompere questa indagine, secondo me”.

 

Weiss lo contesta: ci ha detto che il suo informatore non era affiliato alla nba (“per quel che ne so”). Il giornalista, però, afferma che a un certo punto ha parlato con una persona “coinvolta con Stern e la nba in quell’epoca”. La persona voleva consegnare un ‘messaggio’ riguardo articolo di Weiss sullo scandalo. “Sono stato avvisato” ha detto Weiss, “che, se fossi inciampato, Stern avrebbe fatto tutto il possibile per schiacciarmi. Sono il tipo di persone che faranno tutto il possibile per proteggere se stessi e il gioco ‘.”

 

Secondo Scala, l’indagine troncata portava a lasciare sospese diverse storie, tra queste: chi ha fatto i soldi ‘veri’? Chi, oltre a Donaghy, Battista e Martino era coinvolto?

 

Ci sono stati indizi e suggerimenti. C’è una nota a piè di pagina un po’nascosta in Gaming the Game che si riferisce a qualcuno che è riuscito a portare a casa oltre 200 milioni di dollari. Diversi esperti di scommesse sportive – due ex movers e uno scommettitore professionista di lunga data – hanno concordato che i mercati globali contenevano una liquidità sufficiente nel 2007 per scommesse ‘in chiaro’in grado di pagare fino a 100 milioni di dollari.

 

Scala ha anche dichiarato di aver saputo dai suoi informatori che i giocatori clandestini “potevano aver guadagnato oltre cento milioni di dollari” con le gare di Donaghy. Forse questo è il motivo per cui gli uomini che formavano il gruppo di investitori di Battista sono rimasti, per tutti questi anni, nell’ombra. Erano i giocatori d’azzardo e i bookmaker più vicini a Battista, erano tra i suoi più grandi e fidati clienti. Indipendentemente dal fatto che Battista li abbia resi esplicitamente consapevoli del suo accordo con Donaghy oppure no, il loro denaro fu utilizzato per fare un solo tipo di scommessa: quelle sulle partite di Tim Donaghy… Erano loro i veri finanziatori della truffa.

 

E oggi possono essere identificati.

 

Uno di loro era un uomo soprannominato Tiger. Nel 2003 a Curaçao, quando gli Animali avevano fatto la loro scoperta e seguito le puntate di Donaghy-Concannon, Tiger era stato il capo del loro ufficio scommesse. “Tiger era il cervello del  gruppo”, dice un giocatore d’azzardo che li conosceva bene. “Era impossibile per Battista tenergli nascosta una cosa del genere” continua, “Tiger era il suo capo.” I due erano anche cognati, le donne che avevano sposato erano sorelle. Secondo molti resoconti, Tony “Tiger” Rufo oggi non è più un giocatore d’azzardo. Nel corso degli ultimi dieci anni, ha costruito una società che è diventata uno dei più grandi franchising della nazione, Planet Fitness, con oltre 30 sedi e diritti esclusivi per le zone di Philadelphia e Chicago (Rufo non ha voluto rilasciare dichiarazioni). Uno dei soci d’affari di Rufo nelle palestre era il suo vecchio compare negli Animali, Rhino Ruggieri. La società che gestisce e controlla le palestre è registrata come Rhino Holdings e, secondo il suo statuto, è stata costituita nella contea del Delaware nel febbraio 2008.

 

Un altro uomo che ha guadagnato sulla storia di Donaghy era un noto bookmaker di New York e della Florida del Sud che a volte si faceva chiamare Popeye per via dei suoi enormi avambracci. Era un uomo che aveva, per così dire, molte conoscenze: un uomo dalla cui finestra della camera d’albergo è capitato, una volta,  di vedere penzolare un debitore della famiglia criminale dei Bonanno; un uomo i cui clienti includevano celebrità di Hollywood; un uomo che, nel giugno del 2006, si sedeva  con Battista in box VIP al Citizens Bank Park per una partita tra Phillies e Yankees. Fu allora che Battista disse a Popeye che, nella stagione nba 2006-07, avrebbe dovuto aumentare il volume di alcune delle sue scommesse NBA. Queste picks sarebbero state per lo più vincenti, quindi Popeye poteva sentirsi libero di partecipare con somme maggiori e anche di copiarle su altri canali. Popeye, che non era uno stupido, fece la domanda ovvia: chi c’è dietro queste partite? E Battista, in modo sorprendentemente stupido, gli disse la verità: c’era questo arbitro nba di nome Tim Donaghy che… Gli occhi di Popeye si spalancarono. Popeye, morto a causa di una malattia cardiaca nel 2014 all’età di 61 anni, è nato a Manhattan ed è cresciuto a Greenwich, nel Connecticut, ma è rimasto separato dalla maggior parte della sua famiglia per gran parte della sua vita. Il vero nome di Popeye era Taylor Breton ed era il pronipote di Marcus Goldman, il fondatore di Goldman Sachs.

 

Un’altra figura chiave è stata Joseph “Joe Vito” Mastronardo, un grosso allibratore clandestino che è stato il più importante per Battista. Sposato con la figlia del potente sindaco di Philadelphia Frank Rizzo, che ha ricoperto la carica negli anni ’70, Mastronardo aveva parecchi agganci. Possedeva molte attività redditizie legate al gioco d’azzardo. Operò, ad esempio, come una specie di ‘banca ombra’per il mondo del gioco clandestino e, per questo motivo, aveva un sacco di soldi in mano (l’ultima volta che è stato arrestato, la polizia ha scavato nel suo giardino e ha trovato delle sezioni di tubi in PVC sepolte con all’interno nascosto del denaro, circa $1,1 milioni.) Per aiutare a far partire le scommesse anche degli altri suoi clienti, Battista come broker di scommesse aveva bisogno di Joe Vito. Ecco perché, secondo qualcuno vicino ad entrambi, Battista non aveva altra scelta che raccontare a Mastronardo della situazione di Donaghy, dirgli di questo arbitro che stava scommettendo sulle sue stesse partite e, molto probabilmente, usava il fischietto per ottenere il risultato desiderato.

Joe Vito non può parlare oggi: fu arrestato nel 2012 all’età di 63 anni per attività di bookmaking illegali in un caso federale non collegato a questo. Nel 2015 ebbe  un infarto e morì in prigione.

 

Un altro beneficiario della truffa era un uomo chiamato Spiros Athanas. Nato in Grecia nel 1960, bookmaker di strada a Boston negli anni ’80, Athanas alla fine degli anni ’90 si era trasferito in Giamaica, dove era diventato un allibratore su scala globale. Secondo diverse fonti, Battista iniziò a puntare scommesse per conto di Athanas nel 2005. Ad un certo punto, secondo una persona vicina ai due, Battista doveva dire ad Athanas, che scommetteva pesantemente sulla NBA, che pensava di avere un segreto molto redditizio; nella stagione 2006-07 Athanas puntò ancora più pesantemente sulle partite di Donaghy rispetto alle altre. Un avvocato di Athanas ha scritto a ESPN che Athanas non ha mai “ricevuto informazioni sul fatto che Tim Donaghy  scommettesse sulle proprie partite” e quindi non ha mai fatto alcuna scommessa basandosi sulla conoscenza dello schema. Nel 2013, Athanas è stato incriminato per un caso di scommesse sportive estraneo a Donaghy. Ha pagato circa $5 milioni, ha acconsentito a tre anni di libertà vigilata e ora vive nella regione dei laghi del New Hampshire centrale, in una casa con vista sui laghi da un lato e sulle montagne dall’altro.

 

(Continua)

Fonte: ESPN.

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