Chi ha avuto una carriera migliore: Chris Paul o Isaiah Thomas?

Chi ha avuto una carriera migliore: Chris Paul o Isaiah Thomas?

Le carrriere di CP3 e Thomas a confronto in una traduzione di un articolo di Yahoo Sports

NUMERI NEL PRIME

Chris Paul è entrato nel suo prime (gli anni migliori della carriera di un giocatore) probabilmente fin da subito, quando gli mancò solo un voto per essere nominato il rookie dell’anno ad unanimità, ho l’anno dopo quando ha saltato un mese per un infortunio al ginocchio, ma il vero salto lo ha fatto nella stagione 2007-2008.

I suoi numeri aumentarono vertiginosamente, guidò i New Orleans Hornets alla loro prima vittoria alla loro prima semifinale di conference, e finì secondo nelle votazione per l’MVP, dietro a Kobe.

A meno di una difficile rinascita nei Thunder, il suo prime è durato 10 anni, i suoi anni a Los Angeles, fino a quando l’età e gli infortuni lo hanno portato ai Rockets di James Harden. In questa decade Paul ha tenuto una media di 19.1 punti (48 FG%, 37.8 3P%, 87,3 FT%), 10.2 assist, 4.3 rimbalzi e 2.3 recuperi a partita, raggiungendo i playoff ogni anno.

 

Durante il suo prime, Paul ha partecipato 9 volte all’All Star Game ed è finito nella top 7 dei più votati per l’MVP sei volte, arrivando anche secondo nel 2008. E’ stato il migliore per numero di assist quattro volte e per numero di palle recuperate cinque volte.

 

Entrambe le squadre di Paul a New Orleans e L.A. avevano All-Star nei ruoli di power forward, centri da All-Defensive Team e tanti talentuosi comprimari. Tra tutti questi, Blake Griffin è il più vicino ad essere un compagno di squadra Hall Of Fame (prima dell’arrivo ai Rockets con Harden). La strada di Paul verso il titolo terminò due volte contro la dinastia Spurs.

 

Thomas partì titolare al suo primo All-Star Game nell’anno da rookie, ma il suo vero prime a seguito uno schema simile a quello di Paul, prima che la sua carriera – e i Bad Boy Detroit Pistons – entrò in un rapido declino, culminato con un infortunio al tendine d’achille poco prima del ritiro nel 1994. Nel corso di 10 stagioni dal 1982 al 1992, Thomas ha avuto una media di 19.9 punti (46 FG%, 28.4 3P%, 77 FT%), 9.5 assist, 3.7 rimbalzi e 2 recuperi a partita.

 

Thomas prese parte 12 volte all’All-Star Game, durante ogni anno del suo prime, e vinse anche due volte il titolo di All-Star MVP. Finì nella top 10 dei più votati per il titolo di MVP quattro volte, con un quinto posto come risultato migliore, dietro a Larry Bird, Bernard King, Magic e Kareem Abdul-Jabbar. Fu il migliore per numero di assist due volte e sempre due volte per palloni recuperati. Nel 1984-85 fece registrare 13.9 assist di media, terzo solo a un paio di stagioni di John Stockton.

 

I Pistons raggiunsero i playoff negli ultimi 9 anni del prime di Thomas, con anche tre Finals consecutive e due vittorie di fila, nel 1989 e 1990. Questa squadra aveva altri due Hall of Famers nel loro prime – Dennis Rodman e Joe Dumars –  e il quattro volte All-Star Bill Laimbeer, un Adrian Dantley appena uscito dal suo prime e alcuni role players (comprimari) di talento. Il cammino di Thomas verso più anelli fu terminato dalle incredibili dinastie dei Celtics (due volte), dei Lakers e dei Bulls.

 

Vantaggio: Paul

 

CAREER HIGH

Paul finì più alto nell votazioni MVP quattro volte prima del sesto posto nel 2014-15, ma quella stagione ha segnato l’apice della sua carriera. Ha giocato tutti e 82 i match, con 19.1 punti di media (vicino al 40/50/90) e 10.2 assist a partita, il migliore quell’anno. Non è stato scelto nel First Team All-NBA per la prima volte in quattro anni, finendo dietro ai futuri MVP Stephen Curry e James Harden, ma mantenne viva la striscia di presenze nel First Team All-Defensive che arrivò a sette stagioni consecutive.

 

Nel 2015 i Clippers hanno vinto 56 partite e sono arrivati terzi in regular season ma con buone speranze di titolo. Paul spodestò gli Spurs campioni in carica al primo turno dei playoff con un buzzer-beating in gara 7. Un infortunio al tendine del ginocchio costò a Paul le prime 2 gara delle semifinali contro i Rockets che finì male per i Clippers, nonostante 2 partite mostruose di Paul in gara 6 e 7.

 

Houston perse la finale di conference contro Golden State, che i Clippers di Paul avevano battuto la stagione precedente al primo turno dei playoff. I “Lob City” Clippers non si ripresero più da questa sconfitta, e Paul non è più riuscito a mantenere quei livelli.

 

Come per Paul, non è facile trovare la stagione che fa da apice della carriera. Entrambi sono stati molto costanti. Statisticamente, la stagione 1984-85 è stata la migliore di Thomas. 21.2 punti, 13.9 assist, 4.5 rimbalzi e 2.3 recuperi di media.

 

Comunque, se si vuole tirare una linea di separazione nella carriera di Thomas, questa sarebbe probabilmente la stagione ‘89-90, dove mise insieme ottimi numeri durante la stagione regolare (18.4 punti e 9.4 assist di media) a cui aggiunse ottime prestazioni ai playoff, tre anni dopo la striscia di cinque presenze consecutive in uno dei quintetti All-NBA.

 

In corsa per il titolo nei playoff 1990, un Thomas 29enne tenne una media di 20.5 punti (46/47/79), 8.2 assist, 5.5 rimbalzi e 2.2 recuperi in 19 partite, sconfiggendo i Bulls di Michael Jordan prima di battere nelle Finals i Trail Blazers e vincere il premio di Finals MVP grazie ad una media di 27.6 punti (54/69/74).

 

Vantaggio: Thomas

 

GENE CLUTCH

Quando pensi a Thomas nei playoff, pensi ad una delle migliori e commoventi postseason di sempre, con Isiah che segnò 25 punti nel terzo quarto di gara 6 delle Finals 1988, giocando una brutta slogatura alla caviglia.

Il resto dei suoi 43 punti quella sera portarono i Pistons avanti 102 a 101 contro gli “Showtime” Lakers, e probabilmente sarebbe arrivato il terzo anello consecutivo, se non fosse stato per il famoso fallo fantasma (phantom foul) di Laimbeer su Abdul-Jabbar.

 

Dopo questa sconfitta Thomas vinse due campionati di fila, confermando il suo status come uno dei migliori giocatori che porta il suo gioco ad un altro livello nei playoff. Durante la striscia di cinque finali di conference consecutive – incluse 10 serie contro i Lakers di Magic, i Bulls di Jordan e i Celtics di Bird – Thomas segnò una media di 20 punti (43.7 FG%, 35 3P%, 77.7 FT%) con 8.5 assist, 4.7 rimbalzi e 2.1 palle recuperate in 37.5 minuti di media. E fece ancora meglio nelle tre apparizioni alle Finals.

 

La vittoria al primo turno dei playoff 2015 contro gli Spurs è probabilmente uno dei momenti migliori della carriera di Paul, ma il momento più indelebile sono le due palle perse negli ultimi 17 secondi in una pesante sconfitta contro OKC, durante gara 5 delle semifinali di conference 2014.

 

Anche quest’ultima azione fu caratterizzata da errori arbitrali, ma la carriera di Paul può essere riassunta come una serie di opportunità perse. Compreso anche il crollo della sua squadra contro Houston nelle semifinale di conference del 2015 e una sfilza di infortuni che hanno limitato le possibilità in postseason.

 

Su Paul ricadono molte colpe dei fallimenti delle sue squadre ai playoff. Prendete per esempio quella gara 6 contro i Rockets. Finì con  31 punti, 11 assist e 7 rimbalzi, mentre tutti gli altri membri della squadra, escluso Griffin, tirarono col 30.8% con 52 tentativi. E’ anche stato in campo per 12 dei 14 minuti nei quali i Clippers bruciarono il vantaggio di 19 punti contro dei Rockets privi di Harden.

 

Paul rispose con un 26-5-10 e 4 recuperi nella sconfitta finale di gara 7, con ancora basse percentuali da parte dei compagni. La sua carriera è piena di ottime prestazioni in gara 7, con una media di 20.6 punti (47.8 FG%, 39.4 3P%, 87.7 FT%), 8.5 assist, 4.4 rimbalzi 2.4 recuperi, nel corso di 5 stagioni in cui i clippers sono stati una serie contendente al titolo.

 

Quindi, quanto delle loro legacy deriva appartiene semplicemente alla narrativa – Thomas the hero, Paul the goat (greatest of all time), che sarebbero potute essere diverse se i loro compagni di squadra avessero avuto prestazioni differenti? Una buona parte, probabilmente, ma il fatto che rimane è che uno ha conquistato due Larry O’Brien Trophy, mentre l’altro sta ancora cercando di vincere il primo.

 

Vantaggio: Thomas

 

PREMI

• Paul: nove volte All-Star (2013 All-Star Game MVP); otto volte All-NBA selection (4x First Team, 3x Second Team, 1x Third Team); nove volte All-Defense (7x First Team, 2x Second Team); quattro volte assists leader; sei volte steals leader; 2006 Rookie of the Year; giocatore di basket americano dell’anno nel 2004; due volte medaglia d’oro alle Olimpiadi.

• Thomas: due volte campione NBA (1990 Finals MVP); 12 volte All-Star (due volte All-Star Game MVP); cinque volte All-NBA selection (3x First Team, 2x Second Team); 1985 assists leader; 1982 NBA All-Rookie First Team; campione NCAA 1981 (NCAA Final Four Most Outstanding Player); giocatore di basket americano dell’anno nel 1980.

Piccolo appunto: l’NBA ha introdotto un terzo NBA All-Team solo nel 1989, e questo può essere costato a Thomas una o due presenze in più. (Come non sia stato scelto come uno delle sei migliori guardie è ancora sconcertante). I primati per numero di assist e recuperi non sono esattamente il miglior modo per capire chi sia il migliore. Paul viaggia ad una media di 9.7 assist e 2.2 recuperi a partita contro i 9.3 e 1.9 di Thomas, che comunque giocava negli stessi anni di Magic e Stockton.

Le selezioni per gli All-Defensive team spezzano una lancia a favore di Paul. (L’efficienza al tiro potrebbe essere un’altra, ma il fatto di aver giocato in ere diverse rendo il tutto più equo). Paul è stato la miglior point guard difensiva per quasi una decade. Thomas non ha mai avuto questo titolo, anche perchè è difficile risaltare come super difensore quando giochi con i vari Rodman, Dumars e Laimbeer.

La domanda è se tu preferisci avere tanti differenti premi terziari o due volte il premio più importante. La risposta dovrebbe essere ovvia, e quel premio come MVP delle Finals va pendere ancora di più l’ago della bilancia verso Thomas. Thomas è stato il miglior giocatore di una squadra che ha vinto due titoli giocando contro tre delle più grandi dinastie di sempre.

Vantaggio: Thomas

FOR THE CULTURE

Altro avvertimento: Prendiamo in considerazione solamente la carriera in NBA. I fallimenti di Thomas da allenatore e dirigente, inclusa una denuncia per molestie sessuali, pesano, ma non valgono nulla in questa discussione. In assenza di qualche problema post-ritiro, Paul è il chiaro vincitore di questa categoria. Come giocatori invece, sono considerati praticamente allo stesso modo. Paul è molto conosciuto per essere il volto della campagna pubblicitaria di State Farm e membro dell Banana Boat crew, ma Thomas godè uno status simile dopo aver vinto l’NCAA nel 1981, dopo aver guidato Indiano a vincere un titolo negli anni in cui contava davvero qualcosa.

Thomas spinse i Pistons a scambiare Adrian Dantley per il suo amico Mark Aguirre nel 1989, e per questo Dantley definì Thomas un truffatore, anni dopo. Ma i conflitti più importanti furono quelli con i suoi maggiori rivali – Magic, Bird, Jordan – e questo portò Magic Johnson a dire in “When the Game Was Ours” che nessuno nel Dream Team voleva giocare con lui, e questo a portato alla sua esclusione dalle Olimpiadi del 1992.

Thomas disse che Bird “sarebbe stato un’altro bravo ragazzo” se fosse stato nero. Un litigio in campo durante le Finals 1988 divenne una faida lunga 10 anni tra due ex-migliori amici quando Thomas mise in dubbio la sessualità di Johnson dopo che gli fu diagnosticato l’HIV nel 1991.

Anche Jordan si sentì umiliato quando Thomas e Pistons lasciarono il campo con otto secondi da giocare in una finale di conference vinta 4-0 dai Pistons, il che risultò nella presunta minaccia a di ritiro dal Dream Team se Thomas fosse stato convocato.

Escluso la diatriba tra lui e Rajon Rondo, con addirittura un pugno in faccia la passata stagione, la maggior parte dei conflitti di Paul sono stati con compagni di squadra. Tra i suoi migliori amici ricordiamo Carmelo Anthony, LeBron James e Dwyane Wade. Con Griffin e Harden invece non è andato d’accordo, e questo ha portato allo smantellamento di due roster molto competitivi.

E questa è la differenza tra Thomas e Paul. Come un collega da Detroit ha detto, il legame che Thomas ha con Detroit è quasi paragonabile a quello di Allen Iverson con Philadelphia. Per Paul non è così. E’ stato fischiato al suo ritorno a New Orleans ed è stato fischiato ad una partita dei Los Angeles Dodgers prima del suo arrivo a L.A., perchè la lega aveva posto il voto alla trade che lo avrebbe portato a vestire la purple&gold dei Lakers. Dopo un ritorno, sempre a Los Angeles, nel 2018, che finì in rissa tra i suoi Rockets e i Clippers, l’apertura la mattina seguente di un giornale locale diceva, “Chris Paul non sarà probabilmente mai più applaudito allo Staples Center.”

Pensando all’impatto che potresti avere nel basket come giocatore, preferiresti essere amato in una città in cui hai passato l’intera carriera o lasciarti dietro una scia di amarezza?

Vantaggio. Thomas

IL VERDETTO: Isiah Thomas è meglio di Chris Paul.

 

Traduzione di The Read Corner

 

 

Fonte: Yahoo Sports.

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