Giovanni Pini, la ricostruzione della vicenda con la Pallacanestro Cantù

Sportando ricostruisce la vicenda del “caso Pini”

Giovanni Pini e la Pallacanestro Cantù, ricostruiamo la vicenda: a poche ore dalla decisione del club di reintegrare il giocatore. Il Comunicato della GIBA ha avuto l’effetto di innescare un nuovo botta e risposta, e proprio quando almeno nella sostanza pareva tornato il sereno. Sportando ricostruisce allora la vicenda.


Giovanni Pini-Cantù, la prima rottura

Il 18 dicembre la Pallacanestro Cantù domina il derby lombardo con la JuVi Cremona ed è campione inverno. Giovanni Pini resta in panchina per tutta la gara dopo la non convocazione con Torino. 


Il giorno seguente il club comunica la sospensione del giocatore. Nelle ricostruzioni giornalistiche si parla di un diverbio con coach Meo Sacchetti al termine del primo tempo del match con la JuVi.


Ad affrontare il tema è la Provincia, giornale di riferimento nel comasco, voce da sempre del mondo canturino. I malesseri coverebbero da tempo, e nascerebbero dal mercato. Giovanni Pini lamenta il basso minutaggio, è il cambio di Hunt, ed è tentato dall’interesse di Verona, club di Serie A a cui peraltro è storicamente legato da affetto e riconoscenza.


Ma Cantù dice no. Nel giro di poche settimane si arriva quindi ai fatti con la JuVi. A prendere la parola, su La Provincia, è il ds del club Sandro Santoro: «È doloroso, ma dobbiamo guardare al gruppo, non alle esigenze del singolo. Il campionato è lungo, il minutaggio di un atleta può anche aumentare con il passare delle giornate. La situazione però non si è risolta e abbiamo pensato, anche a tutela dell’equilibrio del gruppo, a questa sospensione».


Ad inizio gennaio, su Instagram prende la parola Giovanni Pini: «Non è un problema fare allenamento alle 8 del mattino. Ma se io, il preparatore e il vice allenatore ci presentiamo in palestra in orario, mi aspetto che qualcuno apra lo spogliatoio con all’interno le scarpe e l’abbigliamento per allenarsi. Senza quello è solo una gran perdita di tempo per tutti e 3 (non è la prima volta che capita)».


Sandro Santoro, su La Provincia, risponde: «C’è stata una nostra mancanza, frutto della casualità e non certo per una mancanza di rispetto. Abbiamo sempre messo a disposizione di Pini tutto il nostro staff, per assicurargli il mantenimento di una condizione accettabile, anche nella speranza di una ricomposizione della frattura che si è creata con lui. Questa strumentalizzazione ci ha lasciati perplessi. Parlare di questa vicenda sui social, di questi tempi può essere usuale, ma per la società resta incomprensibile».


L’intervento della Giba

Tensione altissima, poi il silenzio, e il 30 gennaio Cantù reintegra Giovanni Pini. Club e giocatore non commentano oltre, ma il 31 arriva il comunicato della GIBA: «La GIBA, che nelle scorse settimane aveva rappresentato alla società l’illegittimità del provvedimento nei suoi confronti auspica che non si verifichino mai più simili situazioni, a tutela dei giocatori e della loro professione».


Da qui le risposte del club e del presidente Allievi. Ora parlerà solo il campo?


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