Brunetta: Sostenere la Reyer significa volere bene alla città

Oggi abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Paolo Brunetta, rappresentante legale di RM Ponterosso, partner orogranata che ha appena rinnovato il sostegno al progetto Reyer

Oggi abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Paolo Brunetta, rappresentante legale di RM Ponterosso, partner orogranata che ha appena rinnovato il sostegno al progetto Reyer. Ecco l’intervista realizzata insieme.

1) Eccoci Paolo, ci racconti come state vivendo questo momento di ripartenza?

Ci siamo innanzitutto adeguati alle normative ministeriali.
Abbiamo suddiviso l’ingresso in azienda del personale in tre turni, come per la mensa e gli spogliatoi. Tramite l’associazione degli industriali abbiamo organizzato la sanificazione di tutta l’azienda, quotidianamente sanifichiamo gli spogliatoi e la mensa alla fine di ogni turno. In ogni reparto i nostri operai hanno a disposizione detergenti e disinfettanti, tutto il personale lavora con le mascherine, impiegate comprese.
Per quanto riguarda la riorganizzazione del lavoro, abbiamo prima ricorso alle ferie e poi utilizzato la cassa integrazione per circa il 15% del personale. Inoltre abbiamo dovuto sezionare l’azienda per delimitare i reparti ed evitare che i nostri collaboratori lavorassero a contatto l’uno con l’altro.
Abbiamo logicamente registrato cali produttivi, ci siamo confrontati con i nostri clienti, principalmente lavoriamo con ENI e ENEL, per richieste di sconto sui nostri servizi, tutt’ora la nostra produzione è in calo, ma non abbiamo registrato insoluti.

2) Cosa significa far parte di questo progetto a cui avete appena rinnovato la fiducia e il sostegno?

Siamo entrati nel progetto dell’Umana Reyer da subito, nel 2006, quando la squadra maschile conquistò la promozione in B1. Ci abbiamo sempre creduto e il progetto è andato ben oltre le aspettative di tutti. Continuare a sostenere questo progetto significa voler bene alla mia Città e questo vale molto di più del ritorno economico della sponsorizzazione. La Reyer è la realtà sportiva più importante e l’unica che in questi anni ha seguito una crescita e ha avuto continuità.

3) In attesa che tornino le emozioni sul parquet, ci racconti qual è il tuo ricordo più bello legato a Reyer?

Sicuramente gli scudetti. Il primo è sempre il primo, un traguardo storico, ma l’ultimo è quello di cui ho il ricordo più vivo. Se dovessi scegliere tra i due probabilmente quello conquistato a Trento.

4) Che messaggio vorresti mandare a tutti coloro che hanno la Reyer nel cuore?

Rubo le parole al nostro sindaco “Ghea potemo far”, il mondo va avanti e dopo la tempesta c’è sempre il sereno.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

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