Bianchi: Creiamo una piattaforma tv e proponiamo una A2 in stile G League

Bianchi: Creiamo una piattaforma tv e proponiamo una A2 in stile G League

Il presidente di Legabasket Egidio Bianchi sui progetti futuri: Il nostro referente è la Fip, ma è ovvio che servirebbe in futuro una maggior simbiosi con la A2, magari per renderla anche un secondo campionato con affiliazioni ai club della massima serie, come tra G-League e Nba

L’inserto de La Gazzetta dello Sport, Time Out, dedica due pagine al programma di Egidio Bianchi, presidente di LBA. Ecco alcuni spunti sui quattro punti:

Il nuovo regolamento

«Il precetto è che i club non possono assumere impegni che non sono in grado di sostenere a partire dalla prossima stagione. A settembre i club dovranno dichiarare mediante autocertificazione l’entità dei loro impegni con i tesserati, anche i contratti d’immagine, al 31 dicembre 2018, e dovranno essere saldati al 31 marzo 2020. Il pregresso dovrà essere sanato con rateizzazione fiscale al 30 giugno 2020».

Il format della Serie A

«Chi non se la sente potrebbe rinunciare all’iscrizione e essere riposizionata nel campionato sottostante, richiamando il famoso Lodo Petrucci (estinto, nel calcio era un sistema a difesa delle piazze storiche che permetteva, in caso di mancata iscrizione ad un campionato, la partecipazione a quello immediatamente inferiore di una nuova società con medesima cittadinanza, ndr). Il nostro referente è la Fip, ma è ovvio che servirebbe in futuro una maggior simbiosi con la A2, magari per renderla anche un secondo campionato con affiliazioni ai club della massima serie, come tra G-League e Nba».

Capienza impianti

«Pistoia, Brindisi, Venezia e Cremona sono le piazze più critiche con margini nulli di ampliamento. La nuova politica LBA è guardare alla qualità dell’impianto, ovvero fruibilità, servizi, sicurezza e accoglienza. Da qui il gruppo di lavoro con l’Istituto di Credito Sportivo».

Immagine e Affari

«Un’idea che stiamo valutando è la creazione di una nostra piattaforma tv che ci svincoli dalla legge Melandri e ci consenta la distribuzione sul mercato di immagini e contenuti delle nostre partite e senza limiti temporali legati alle licenze. Ma per avere campo libero su tutti i fronti avremmo bisogno che ci lasciassero lavorare».

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