Banco di Sardegna Sassari, Spissu e Pozzecco presentano la sfida con Bologna

Banco di Sardegna Sassari, Spissu e Pozzecco presentano la sfida con Bologna

Questa mattina, nella Club House societaria, coach Gianmarco Pozzecco e Marco Spissu hanno incontrato i giornalisti di televisione, carta stampata e agenzie in vista della sfida di domenica contro Virtus Bologna

Questa mattina, nella Club House societaria, coach Gianmarco Pozzecco e Marco Spissu hanno incontrato i giornalisti di televisione, carta stampata e agenzie in vista della sfida di domenica contro Virtus Bologna. Al PalaSerradimigni Devecchi e compagni affronteranno la capolista nella sfida al vertice della classifica valida per la quattordicesima giornata di campionato LBA.

Ad aprire la conferenza Marco Spissu, che ha giocato un anno in Virtus e si prepara ad affrontare una sfida speciale: “Quella di domenica non sarà una partita come le altre, ho giocato un anno lì e questo farà riaffiorare tante emozioni diverse. Sicuramente affrontare un avversario come Milos Teodosic è stimolante, mi ritroverò davanti un giocatore che ha fatto la storia della pallacanestro. Non vedo l’ora, noi siamo concentrati su noi stessi arriviamo a questa sfida con una bella striscia aperta di vittorie e siamo focalizzati. Vogliamo portare a casa i due punti e daremo tutto sul campo”.

La Virtus è una squadra attrezzata…

“Hanno un roster super completo in tutti i ruoli, sono grande squadra e non lo dico certo solo io. Noi dobbiamo restare focalizzati su noi stessi, dobbiamo fare bene piuttosto credo che debbano essere preoccupati loro. In casa giochiamo un bel basket, stiamo provando a farlo anche in trasferta anche se non è facile. Domenica ci sarà un grande pubblico che come sempre darà il suo fondamentale apporto”.

Si affrontano la prima e seconda del campionato e siete entrambe prime in Europa. Qual è la chiave di una partita del genere?

“I risultati e i numeri parlano chiaro, noi siamo primi nel nostro gruppo BCL e anche loro in Europa, domenica si affrontano le prime due squadre della classifica LBA, una sfida che qualsiasi giocatore vuole disputare: che vinca il migliore!”

Quanto è stato importante l’arrivo di coach Pozzecco nella tua crescita?

“A Poz devo tanto, quest’estate quando sono andato a casa sua mi aveva detto che sarei partito titolare. Mi ha dato grande fiducia, permettendomi di avere più responsabilità e consapevolezza nei miei mezzi. Gli sono grato, mi ha permesso di crescere”.

Mercoledì hai incontrato Davide Paulis, campione del mondo C21. Che incontro è stato?

“Incontrare Davide è stato bellissimo, mi scrive sempre su Facebook e poterlo abbracciare di persone è stato speciale. Mi invita sempre ad andare a trovarlo a Cagliari e un giorno mi piacerebbe riuscire a passarci una giornata intera perché si è davvero creato un bel rapporto”.

La tua crescita sul campo è esponenziale…

“Credo che lo step di crescita sia soprattutto mentale, devi sapere dove andare nei momenti giusti della partita. Il mio è il ruolo più difficile perché gestisco la palla e devi andare da certi giocatori in alcune situazioni e il bello è fare le letture giuste. Nel nostro gioco abbiamo tante varianti, forse in questo momento dovremmo sfruttare di più il contropiede che potrebbe fare la differenza, ma usiamo tanto il post basso, palla dentro palla fuori: è la filosofia del coach e sta pagando”.

La parola dunque a coach Gianmarco Pozzecco che ha aperto con una riflessione proprio sul suo playmaker: “Sono contento per Marco perchè già quest’estate avevo intravisto questa sua capacità di sopportare la pressione e ho pensato che per una crescita sua fosse indispensabile che partisse in quintetto, perché farlo ti costringe a pensare di più per la squadra e discernere quando trovare tu la soluzione individuale mentre partendo dalla panca hai meno questa responsabilità. Marco è stato bravo a cogliere l’opportunità, lo sta facendo bene perché fondamentalmente è altruista e non avevo dubbi che questa responsabilità lo aiutasse a crescere ancora, migliorando come giocatore. Sono molto felice anche del rapporto che si è instaurato con Curtis, che è quello che vi ho raccontato nel post partita di Ankara: ha preferito far partire Marco in quintetto. Sono felice, stiamo andando nella direzione giusta e i questi ragazzi meritano di essere primi nel Gruppo A di Basketball Champions League e secondi in campionato”.

Il tecnico biancoblu ha quindi presentato la sfida con la Virtus:

“Domenica ci attende una partita estremamente bella e difficile che dovremo affrontare con la consapevolezza di potercela giocare, senza nascondere l’enorme rispetto e considerazione che abbiamo nei confronti della Virtus. Personalmente ho grande stima di Sasha Djordjevic, fin da quando giocavamo contro, è un amico, è un grande: lo era come giocatore e come coach perché qualsiasi cosa faccia lo fa con ardore e carisma. Sono convinto che la sua presenza in panchina sia stato il plus per la firma di Teodosic, che è serbo come lui. Siamo felici di giocare una partita del genere che si annuncia di altissimo livello”.

Quali sono le chiavi di una squadra come la Virtus?

“Il loro è un roster completo che gioca una bella pallacanestro che rispecchia le idee di Sasha: finora si è giocato small ball che può essere utile ma c’è anche un altro modo ed è quello che ha abbracciato la sua Virtus. Hanno Weems che gioca da tre ed è una bella idea, giocano con due lunghi, Hunter o Gamble da 5 e Ricci o Baldi Rossi da 4. Sono primi nei rimbalzi totali, in difesa, tirano benissimo da due punti e quindi non sono nei primi posti alla voce rimbalzi offensivi perché spesso fanno canestro. È una squadra che in attacco è estremamente forte e produce molti punti. Il roster è stato costruito bene, con talento, e ovviamente Teodosic è un mostro che ha le chiavi della squadra”.

 

Nel Game 9 sono stati gli italiani a risollevare la squadra nel momento di difficoltà…

“Sono contento che non si parli più degli italiani che fanno la differenza, viene dato per scontato. Non c’è più differenza tra italiani e stranieri e questo è merito loro. Hanno creato un esempio che anche in altre società stanno percorrendo come idea”.

L’arrivo di un giocatore come Teodosic che valore ha per il campionato italiano?

“Dobbiamo essere contenti la pallacanestro italiana sta crescendo e dobbiamo cercare di curare meno il nostro orticello e stare più focalizzati a fare il bene del basket anche quando questo non coincide necessariamente con il bene solo della nostra società. La crescita del movimento è una responsabilità che dobbiamo sentire tutti. Domenica ci aspetta una bella partita e dobbiamo essere tutti orgogliosi di essere arrivati a questo punto del campionato: come ha detto Marco che vinca il migliore!”

Fonte: dinamobasket.com.

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