Azzurri al Mondiale: un mese a Varese

Azzurri al Mondiale: un mese a Varese

Serve una vittoria per tenere nel cassetto la calcolatrice

Li abbiamo fatti tutti i conti in questi giorni. Tutti. E nei prossimi giorni vi spiegheremo, canestro per canestro, cosa deve accadere a fine febbraio perché gli Azzurri si qualifichino per il Mondiale.

Li abbiamo fatti tutti i conti e come forse avrete sentito in giro, c’è la possibilità che l’Italia prenoti il biglietto per la Cina anche perdendo entrambe le partite con Ungheria e Lituania. Sono calcoli anche abbastanza semplici ma a meno di un mese dalla partita di Varese conto l’Ungheria ci sentiamo di dire che di calcoli ora non vogliamo sentir parlare.

La squadra di Meo Sacchetti ha dominato il primo girone e non si è mai allontanata dal secondo neanche nella fase successiva, dietro a una Lituania che peraltro l’unica sconfitta l’ha conosciuta proprio contro di noi, a Brescia. Ci immaginiamo dunque un epilogo sorridente e degno di un cammino così autoritario, anche se ovviamente l’Ungheria è squadra temibile e che a Debrecen ci spaventò non poco.

E’il secondo di tre match-point per gli Azzurri ma dopo il ko di Danzica ci piace pensare che lo storico impianto di Masnago rappresenti la location più adeguata per salutare il nostro (storico) ritorno a un Campionato Mondiale, che ci manca (e tanto) dal 2006 mentre una qualificazione non la centriamo dal 1998.

Giocare questo Mondiale avrebbe mille significati e speriamo di poterne parlare, diffusamente e fino a stancarvi, a cominciare da fine febbraio ma quella che ci affascina maggiormente è la prospettiva di tornare a confrontarsi con pallacanestro, e relative culture, di altri continenti. In pratica questo gruppo, anche quello che include i vari Belinelli, Datome, Gallinari, Hackett, da quando ha raggiunto la piena maturità cestistica non ha mai sfidato Nazionali extra-europee in competizioni ufficiali, con l’esclusione di Iran e Messico battute nel 2016 al pre-olimpico di Torino.

C’è grande voglia di sfida, nell’ambiente Azzurro, e soprattutto c’è il desiderio di tornare a mettere in valigia anche il passaporto, non solo la carta d’identità. Poi certo, il passaggio per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 passa anche per il Mondiale cinese ma anche di questo, come già detto, avremo tempo per parlarne.

Ora serve solo una cosa, ovvero chiamare a raccolta tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra Nazionale. Il 22 febbraio a Masnago ci giochiamo tanto. Tanto.
Il presente e un bel pezzo del nostro futuro, in un tempio dal passato indimenticabile. Per i conti e tutto il resto, avremo tempo. Ora testa all’Ungheria, abbiamo voglia di tornare a sognare.

Pochi posti ancora a disposizione per Italia-Ungheria (Pala Oldrini di Varese, 22 febbraio ore 20.15). Clicca qui per acquistare il tuo biglietto!

Fonte: FIP.

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