Andrea Pecchia: “Ricordo più bello della stagione la vittoria a Milano”

Andrea Pecchia: “Ricordo più bello della stagione la vittoria a Milano”

Andrea Pecchia si racconta a Basket dalla Media

Andrea Pecchia, guardia della Pallacanestro Cantù, si è raccontato nella diretta Instagram condotta da Marco Barzizza su Basket dalla Media. Le soddisfazioni personali e di squadra del suo primo anno in massima serie, aneddoti del passato e come si aspetta la ripresa nella nuova stagione, quella della post-coronavirus.

“Sono d’accordo con la decisione che è stata presa di fermare il campionato. Non c’erano le possibilità per poter riprendere a giocare. Se avessimo potuto farlo, sarebbe potuto essere solo nella sicurezza di tutti. È stata la scelta migliore, anche se dolorosa perché si entrava nella fase più bella della stagione, ma adesso ciò che importa è liberarsi di questo virus”, ha detto Pecchia sulla decisione da parte di FIP e LBA di sospendere anzitempo la Serie A.

Il giocatore biancoblu, che ha disputato la sua prima vera stagione in massima serie (esordì con Milano nell’anno dello scudetto 2015-16), racconta l’annata e il bel rapporto con l’ambiente canturino. “Di questa stagione sono molto soddisfatto. Mi sono trovato subito bene a Cantù: tifosi, società e coach Pancotto mi hanno sostenuto e consentito di poter giocare con fiducia, spinto da un grande calore. Penso di essere migliorato soprattutto dal punto di vista mentale, prendendo sempre più consapevolezza dei miei mezzi”.

Il ricordo più bello. “La partita che più mi resta in mente è la vittoria a Milano. Per tutto quello che c’è dietro: sono stato li tanti anni, ho esordito in Serie A. Per come la sentono i tifosi qui, ha avuto una valenza particolare, è stato emozionante. Poi sono riuscito anche a fare qualche canestro alla fine che ha aiutato la squadra a vincere, ero molto contento. Mi vengono in mente anche il derby con Varese, la gara con la Fortitudo, insomma ci siamo e mi sono tolto diverse soddisfazioni”.

Pecchia torna sul momento che tutti stiamo vivendo, immaginando come potrà essere la ripresa sui campi. “Sarà difficile, bisognerà fare più attenzione a tutto. Adesso immaginare 4000 persone accalcate o una curva di tifosi che canta insieme è complesso. Ad esempio dare un “5” a un compagno o abbracciare una persona magari non si potrà fare… forse col gomito (ride, ndr). Sarà una ripresa lenta e difficile all’inizio, saremo tutti condizionati. Però poi si riprenderà come sempre e sarà ancora più bello”.

La situazione che si verrà a creare nel momento della costruzione delle squadre potrebbe essere un’occasione per i giocatori italiani? “Magari all’inizio ci sarà più difficoltà a portare gli americani in Italia, anche se adesso in America stanno peggio di noi quindi potrebbe essere il contrario. Penso tuttavia che gli italiani dovranno comunque lottare per avere spazio. E vale sempre la solita regola: se un italiano è forte, gioca, indipendentemente dalla problematica situazione attuale”.

Nessuna parola invece sul proprio futuro: Andrea ha il contratto con Cantù in scadenza a giugno. “È presto per decidere cosa fare l’anno prossimo. Ora sono free agent, vediamo cosa succederà. In questo momento non ci penso, c’è altro a cui dedicarsi: prima il virus, poi il resto”.

Infine il tema Nazionale, che il classe ‘97 ha sfiorato in questa stagione, fermato da un problema alla fisico che non gli ha permesso di presenziare al raduno di Napoli e alle due gare contro Russia ed Estonia. “Mi piacerebbe avere ancora la possibilità di andare. Quando sono stato convocato avevo un problema alla caviglia che non me l’ha permesso, posso dire però che quel sogno di essere nella lista si è realizzato, il sogno di tutti i bambini. Quando vedi in tv la Nazionale pensi che ti piacerebbe indossare quella maglia. Ora continuerò a lavorare per provare a entrare a far parte del gruppo. Gli Europei saranno nel 2022, ho tanto tempo per arrivarci. Con Sacchetti ho un rapporto super, mi aveva allenato nella selezione sperimentale e con lui mi sono trovato subito bene; si vede che ci sa fare umanamente e tecnicamente. Ogni tanto veniva a vederci a Treviglio, ci parlavo spesso e si è creato subito un bel rapporto”.

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