Ale Gentile: Sempre bello vestire la maglia della nazionale. Gran lavoro da parte di coach Sacchetti

Ale Gentile: Sempre bello vestire la maglia della nazionale. Gran lavoro da parte di coach Sacchetti

Alessandro Gentile racconta del suo ritorno in Italia dopo un anno di assenza, della sua estate, della seconda operazione arrivata troppo tardi, del campionato spagnolo e degli obiettivi per il futuro. Ovviamente con un occhio di riguardo alla sfida contro la Polonia

Dopo un anno di assenza Alessandro Gentile ha fatto il suo ritorno in Nazionale. Gentile ha giocato 16 minuti segnando 6 punti nella vittoria dell’Italbasket contro la Lituania giovedì per 70-65.

 

Queste le sue parole.

 

Ritorno in Nazionale

Mi fa piacere. Èsempre bello vestire la maglia della Nazionale. Èun momento importante. Abbiamo la possibilità di chiudere il discorso qualificazione. Contro la Polonia abbiamo una grande opportunità.

Cosa ha di speciale e rigenerante la Nazionale.

Giocare per la nazionale è particolare. Èdiverso rispetto al giocare per il club. Tutti noi ci conosciamo da tanto tempo. Ècome essere tra amici. Èun ambiente più familiare rispetto a quando si gioca con il club dove ci sono giocatori da diversa nazioni.

Accoglienza nel gruppo Azzurro dopo un anno.

Èsempre un bel gruppo. L’ho ritrovato come era, bello come è sempre stato. Non ho notato cambiamenti. Èun gruppo a cui piace stare insieme, fare cose insieme ed ha piacere a lavorare insieme. Sono contento di farne parte di nuovo.

Valore in più di Meo Sacchetti.

Lui è stato prima di tutto un giocatore, un grande giocatore. Conosce l’esigenza dei giocatori e conosce la pallacanestro. Tratta tutti allo stesso modo e sa tirare fuori il meglio da ognuno di noi. Anche per lui ovviamente non è facile. Deve adeguarsi nel corso di queste finestre alle necessità di tutti noi. Sta facendo un grande lavoro.

Finestre FIBA.

Èun’esperienza nuova per tutti. Quando un gruppo sta insieme per tanti anni è più facile rendere nell’immediato. Quando cambi i pezzi ogni volta poi diventa più complicato. Siamo consapevoli del fatto che non è facile e per questo ci vuole più concentrazione e difficoltà da parte di tutti. Èuna difficoltà ma un’opportunità per quelli che hanno avuto meno spazio questo anni per dimostrare il proprio valore.

Finalmente una vittoria contro la Lituania.

Èstato bello. Èchiaro che le due partite di Lubiana e Lille personalmente me le ricordo molto bene, quindi è stata una bella vittoria. Ma non ha cancellato del tutto le altre sconfitte.

Sogno NBA e poi la firma in Spagna.

Sono stato inviato dai Rockets alla Summer League. Era un’esperienza che avrei voluto fare ma a cui ho dovuto rinunciare per problemi fisici. Dopodiche non si sono create le condizioni per andare in NBA. Ho aspettato l’occasione giusta e la proposta che è arrivata dalla Spagna mi è sembrata quella giusta ed ho così deciso di accettarla.

Il campionato spagnolo.

Molto competitivo, molto di più di quello italiano. Ci sono tantissime squadre. Credo che sia il campionato più bello d’Europa. L’Estudiantes non è una squadra di punta però ogni partita è combattuta e dal risultato incerto. Sono contento di aver fatto questa scelta.

Spagna dove mettere le radici o il viaggio continua.

Non lo so. Non guardo così avanti. Non ho viaggiato così tanto. Ho viaggiato un pochino questi anni. Sono stato principalmente in due posti. A Treviso e Milano. Se ci sono le condizioni per fare qualche esperienza in più, ben venga.

Sguardo al passato.

Non guardo indietro. Guardo il presente. Quel che è successo è successo. Ho avuto tanti momenti belli e tanti momenti brutti nella mia carriera. Èil mio decimo anno da professionista. Sono molto contento del mio percorso fino ad ora.

Momento della carriera attuale.

Èun passo diverso. Nel corso della mia carriera mi sono dovuto adeguare tante volte. Sono partito da ragazzino a Treviso a essere uno dei giocatori principali. Sono arrivato a Milano da ragazzino sino a diventare capitano dello scudetto. Poi ho avuto delle altre esperienze. Ho avuto delle difficoltà, momenti meno buoni. E questo è un nuovo percorso della mia carriera. Sono tranquillo e contento di quello che sto facendo.

Fuori dall’Italia si è meno protetti.

Non credo che sia così. Il pubblico spagnolo conosce molto la pallacanestro. Si è un po’meno protetti perché si è trattati come gli altri. Sei un po’meno protetti ma si è più rispettati. Questa è una cosa positiva.

Obiettivo tornare al 2016 quando eri capocannoniere di EuroLeague prima di subire una serie di infortuni.

Tornare a quel livello è il mio obiettivo. Tanti mi parlano come se la mia carriera fosse finita. Io sono ancora molto giovane, ed ho ancora tanta voglia di giocare. Bisogna fare un passo alla volta. Ed è quello che sto cercando di fare.

Novità nella vita come fare yoga o avere mental coach.

Ho dato una controllata all’alimentazione. Èuna cosa che da giovane si sottovaluta ma andando avanti ti rendi conto che è una cosa importante. Ho parlato con diversi specialisti. Ho passato tutta l’estate a casa dove è stato più facile mangiare sano e mangiare bene. Quando vedi i risultati sul tuo corpo poi cominci a farlo con costanza.

Miglioramenti tecnici.

Questa estate ho dovuto aspettare molto a causa dell’infortunio. Ho lavorato molto sul tiro. Ho comprato questa macchina che fa da rimbalzo e ti passa la palla. Èla cosa su cui ho più lavorato di più. Controllare la palla dopo un infortunio del genere è la cosa più importante.

Seconda operazione arrivata troppo tardi.

Sì. Mi sono operato una volta (subito dopo la partita contro Capo d’Orlando nel 2016 per poi tornare dopo poche settimane per i playoff, ndr) ma non è andata bene. Non ho risolto il problema. Poi l’ho sottovalutato, sono successe tante cose nel mezzo. Dò la colpa al fattore mentale che sicuramente ha influito. Questa estate ho deciso di fare questa visita da uno specialista e mi sono operato. Adesso sento la differenza. Ho due chiodi nella mano. Il dito adesso è stabile. Era una cosa necessaria, però sono stato un po’superficiale e l’ho fatta un po’troppo tardi.

Nando Gentile.

Parliamo poco di basket. C’è questa immagine che quando il padre ha giocato ed il figlio gioca, si parli solo di basket. Nella vita c’è tanto altro. Ovviamente parliamo di pallacanestro ma anche di tante altre cose. Non mi fa da mental coach.

Sfida con la Polonia.

Sono una squadra forte. Ho visto la partita di Bologna. Sono una squadra molto fisica, molto ruvida. Hanno aggiunto Maciej Lampe, hanno un grande realizzatore come A.J. Slaughter, hanno tiratori pericolosi sul perimetro. Sarà sicuramente molto difficile. La difesa deve essere la nostra arma principale. Difendere forte, giocare in transizione e trovare canestri facili sarà molto importante.

Alessandro Gentile

Alessandro Gentile

Ruolo: Shooting Guard
Altezza: 2.01
Nato il: 12/11/1992

Età: 27
Nazionalità: Italy

Commenta