Abass: “Giocare con l’Italia per me è motivo d’orgoglio. Non vediamo l’ora di andare al Mondiale”

Abass: “Giocare con l’Italia per me è motivo d’orgoglio. Non vediamo l’ora di andare al Mondiale”

L’azzurro della Germani Brescia è carico in vista della preparazione al torneo iridato: “Il mio pensiero oggi è solo sul Mondiale, coach Sacchetti con noi ha fatto un grande lavoro. Le finestre? Importanti per accelerare l’esperienza in azzurro”.

L’unica tappa italiana della FIBA World Cup Trophy Tour, a Milano in occasione delle finali nazionali giovanili a Piazza Città di Lombardia, ha visto come protagonista d’eccezione Awudu Abass, uno dei principali protagonisti del cammino azzurro verso la FIBA World Cup 2019 avendo disputato tutte e 12 le partite di qualificazione. Ecco alcune dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dal giocatore della Germani Brescia:

L’emozione della preparazione per il Mondiale

«Rappresentare la Nazionale Italiana per me è grande motivo d’orgoglio, una cosa che ho sempre sognato di fare e per cui ho fatto tanti sacrifici. Non vedo l’ora di andare in ritiro con i miei compagni, perché il Mondiale è un qualcosa di grandioso. I tifosi sono carichi e tutti noi non vediamo l’ora. Il mio obiettivo è cercare di arrivare pronto mentalmente e fisicamente per la preparazione. Per me, come per altri ragazzi, il Mondiale è una competizione molto importante. Personalmente potrebbe essere la prima vera occasione di dimostrare qualcosa a questo livello, visto che all’Europeo ero quasi il 12°, non ero in rotazione. Per me è molto importante, per questo il mio pensiero oggi è solo sul Mondiale».

Il lavoro di Sacchetti

«Coach Meo ha fatto un gran lavoro con noi. Ricordo bene le prime partite giocate contro Romania e Croazia, ripenso a quel gruppo e vedo quello che siamo riusciti a diventare: è stato un bel percorso in cui siamo cresciuti tutti quanti, dimostrandoci un gruppo di ragazzi che hanno voglia di giocare grandi competizioni, che si sono meritati il Mondiale. Il merito è anche di Sacchetti, che ci ha unito dandoci responsabilità e facendoci esprimere come volevamo: tutti abbiamo dato un gran contributo. Sono sicuro che anche chi non c’era prima riuscirà a integrarsi bene nel sistema e nel gruppo, Meo è bravo in quello. Andremo in Cina con una certa convinzione, ne sono sicuro».

L’importanza delle finestre FIBA e la passione dei tifosi

«Queste finestre hanno aiutato me e altri compagni ad accelerare le proprie esperienze in nazionale. Se negli anni passati bisognava aspettare 6-8 mesi per giocare in azzurro, stavolta ogni 2-3 mesi si è giocato, anche contro squadre non al completo. Ma è stato importante per vivere quell’ambiente che ti consente di crescere di più, a me sicuramente ha fatto bene: la mia esperienza in nazionale in questo modo si è accelerata. Fare le partite in diverse città è stata una cosa bellissima, avendo avuto delle bellissime risposte in tanti posti diversi, con un gran tifo soprattutto in partite fondamentali come Treviso, Brescia o l’ultima a Varese. Spero che nei prossimi anni sia sempre così: è bello avere i propri tifosi accanto a te che ti supportano. In Cina non sarà facile, sono già stato con la Sperimentale, è un’altra cultura. Ci saranno tante piccole cose, ad esempio come le ore di fuso orario, a cui bisognerà fare attenzione per arrivare pronti sin da subito. Ma anche se lontani sentiremo sempre il supporto dei nostri tifosi».

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